Tubercolosi: cause, sintomi, diagnosi e cura

Diversi casi nel nostro Paese. L'ultimo riguarda una bambina a Bologna. «Nessun allarme» sottolineano le autorità sanitarie

Quali sono le cause

La tbc è causata dal bacillo di Koch chiamato anche Mycobacterium Tubercolosis. Un batterio particolare che tende a creare diversi tipi di patologie. Può esserci la tbc primaria che passa quasi inosservata, ma anche situazioni più serie, come le forme cosiddette miliari presenti soprattutto nelle persone immunodepresse o delle forme post primarie, che avvengono quando il bacillo rimane all’interno di granulomi che il corpo forma per difendersi dai microbatteri, poi si riattiva anche a distanza di molti anni. Questo è quello che succede nelle forme che colpiscono le persone più anziane.

Quali sono i sintomi

Un tempo i medici venivano formati avendo visto diversi casi di tbc. Ora la maggior parte di loro non ha mai visto un caso di tbc, quindi spesso non ci si pensa. La prima cosa da tenere sotto osservazione è quando si ha una febbre che dura anche tre settimane e non passa neanche dopo aver preso diversi cicli di antibiotici. Ecco in questo caso il medico deve pensare anche che il paziente possa avere la tbc. Spesso la febbre si accompagna anche a perdita di appetito o di peso. Purtroppo proprio perché non ci si è pensato in tempo troppo spesso la tbc viene scoperta tardi. Serve esaminare il catarro o fare una broncoscopia.

Come si guarisce

La maggior parte dei casi guarisce bene e completamente stando anche a casa. Il batterio è però abbastanza resistente, ma anche grazie ai nuovi farmaci possiamo avere una cura completa dopo qualche mese di trattamento, in genere dopo sei mesi. Si inizia con più antibiotici contemporaneamente, di solito da tre a quattro secondo la tipologia, e poi si prosegue per quattro mesi con solo due antibiotici.

È una malattia contagiosa

È una malattia che dà segno di sé abbastanza tardivamente. La tbc si trasmette soprattutto con le goccioline di flugge, cioè nelle gocce di saliva e catarro espulse con la tosse. Il contagio non è molto frequente, ma un contatto prolungato e frequente aumenta il rischio. Questo può avvenire anche in comunità come la famiglia o la scuola. Ecco perché per legge quando c’è un caso bisogna andare a controllare i contatti per verificare che non ci siano contagi in corso. A parte i casi resistenti ai farmaci comuni, che generalmente vengono ospedalizzati, la contagiosità finisce dopo due settimane.

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