Benessere

Simona Halep: la vittoria del seno più piccolo

Marco Klinger ci spiega perché un décolleté meno generoso ha aiutato la tennista rumena a diventare la numero 3 al mondo.

Il seno piace, e spesso è più apprezzato quando il décolleté è generoso. Ma non nel caso di Simona Halep, la tennista rumena che si è piazzata seconda al Roland Garros di Parigi, battuta solo dalla fortissima Sharapova. L’atleta, si era ridotta il seno nel 2009 per guadagnare in agilità sul campo. E da allora ha scalato posizioni nel ranking mondiale, correndo sul campo con la velocità di una gazzella, raggiungendo il 3 posto nella classifica wta.

Non voglio più parlare di questo argomento, fa parte del mio passato ed è qualcosa di strettamente personale, quindi mi spiace ma non voglio più rispondere a domande del genere», ha replicato ai giornalisti curiosi durante una recente conferenza stampa. Sta di fatto che un seno più piccolo l’ha effettivamente aiutata. Abbiamo chiesto un parere a Marco Klinger, responsabile della cattedra di Chirurgia plastica dell'Istituto Clinico (puoi chiedergli un consulto).

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È possibile che questi successi professionali in crescendo siano anche merito della mastoplastica riduttiva?

Sì certo, per una sportiva come la Halep una riduzione del seno è un cambiamento epocale a livello atletico, soprattutto in fisici minuti come il suo.

Che cosa cambia a livello fisico?

Da un punto di vista pratico si stabilizza il baricentro, i movimenti sono più agili, si maneggia la racchetta più facilmente, e cambia anche il modo di correre.

Quindi è possibile dedurre che un fisico androgino è più strategico per un’atleta professionista?

A questi livelli sì. Per esempio, si dice che Laura Manaudou, ex campionessa del mondo di nuoto e grande rivale della nostra Federica Pellegrini, dopo essersi sottoposta a un intervento di mastoplastica additiva per motivi estetici, abbia iniziato a nuotare più lentamente. Questioni di millesimi di secondo, sia chiaro, ma per le atlete di questo livello sono cifre significative.

L’intervento richiede delle accortezze particolari?

No, si tratta di un intervento abbastanza semplice, che mani esperte svolgono in un’ora e mezza. Negli ultimi 15 anni le tecniche si sono evolute, e i risultati sono molto buoni e prevedibili.

E i tempi di recupero?

I tempi di recupero sono velocissimi perché, a differenza della mastoplastica additiva, non esistono traumi muscolari causati dall’impianto delle protesi.

Alice Di Pietro

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