Mara Venier: «Donne, non abbiate paura della menopausa»

«All’inizio gli effetti su di me sono stati devastanti: poi ho tenuto a bada vampate, tachicardia e insonnia con la terapia ormonale sostitutiva. E i benefici sono stati immediati»

Ho sempre pensato che bisognasse assecondare il corso della natura. Così, quando intorno ai 53-54 anni sono arrivati i primi segnali della menopausa, non mi sono preoccupata. Che errore! Fin dall’inizio gli effetti sono stati devastanti. I primi mesi li ricordo come un incubo, tra attacchi di tachicardia, spossatezza, insonnia, instabilità umorale e improvvise vampate di calore. Ero sconfortata, sorpresa e amareggiata per la mia situazione, anche perché ai tempi conducevo Domenica In e ogni volta che cadevo vittima di scalmane e di sudorazioni improvvise mi assaliva un senso di vergogna e di disagio mai provati prima.

La terapia ormonale sostitutiva

Diciamolo: l’argomento crea tutt’oggi imbarazzo. E proprio per questo ne voglio parlare ai lettori di OK. Sono andata avanti così per un anno prima di decidermi a tenere a bada gli effetti della menopausa con la terapia ormonale sostitutiva. Mi sono informata prima da sola su internet, poi ne ho parlato con altre amiche nella mia stessa situazione. Chiaramente, la figura che più mi ha supportato e indirizzato nella decisione è stato il mio ginecologo, Salvatore Mancuso, primario del Gemelli di Roma, fondamentale perché è stato lui a prescrivermi tutti gli esami necessari e a calcolare il dosaggio corretto. La terapia ormonale sostitutiva è disponibile in forma di pillole, di cerotti, come gel da applicare sulla pelle o come spray nasale. Personalmente, dopo una valutazione attenta del quadro clinico generale e delle mie particolari esigenze, mi sono orientata sul gel.

Risultato? I benefici sono stati immediati

Non solo sono scomparsi attacchi di tachicardia, vampate, spossatezza e insonnia, ma anche il mio umore ne ha giovato. Quel sottile e impalpabile senso di malinconia che mi accompagnava quotidianamente è scomparso da un giorno con l’altro. Per non parlare della pelle, del viso e dei capelli, divenuti più lucenti, più giovanili. L’unico inconveniente è stato un leggero aumento di peso, risolvibile con un po’ di dieta.

Ho deciso di interrompere la terapia solo dopo otto anni

La decisione è avvenuta in seguito alla scoperta di alcune calcificazioni al seno, che si sono rivelate del tutto innocue, ma che mi hanno spaventata. Non ci sono certezze in merito, ma ho letto che prolungare la terapia per oltre otto anni potrebbe aumentare il rischio di ictus e di tumori. Ecco perché al primo effetto collaterale ho detto addio al gel. Al suo posto, ho provato ad assumere fitoestratti di soia (isoflavoni), delle sostanze estratte dalle proteine della soia con struttura e azioni fisiologiche simili agli estrogeni. Devo dire, però, che non ho riscontrato significativi miglioramenti e ora non prendo alcun tipo di farmaco.

Oggi convivo molto bene con questa fase della mia vita

Eppure, che vi devo dire? A un anno dalla sospensione della Tos, capelli e pelle reggono ancora bene. Chissà, poi forse avrò un crollo tutto insieme… In ogni caso, ho sopportato molto meglio i piccoli inevitabili disturbi, come la tachicardia e l’insonnia, forse perché ero già preparata a quanto mi sarebbe accaduto. O forse perché è fisiologico, dopo una certa età. Per farla breve, oggi convivo bene con questa fase della mia vita. Ma ho imparato la lezione. Mai sottovalutare, come ho fatto io, questo delicato passaggio. Sia chiaro, ognuna lo vive in modo diverso. Per alcune mie amiche è stata una passeggiata. Che invidia! Per me, come vi ho spiegato, un vero inferno. Mai avrei pensato che una donna indipendente e forte come me si sarebbe trovata tanto in difficoltà.

Il mio consiglio, care lettrici, è quindi di seguire il mio esempio: in assenza di controindicazioni particolari, se non state bene provate la terapia ormonale sostituiva. La menopausa è senza dubbio una fase molto delicata, che deve essere affrontata con la consapevolezza di cosa provoca e di com’è possibile viverla nel modo migliore, cercando di mitigarne gli aspetti negativi.

Mara Venier

Testimonianza raccolta da Nicole Cavazzuti – foto di Roberto Rocchi

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