Benessere

Voce sotto stress? Ecco come proteggerla (soprattutto se la usi per lavoro)

In occasione della Giornata mondiale della voce del 16 aprile, lo specialista suggerisce alcune regole di igiene vocale

Cantanti, attori, speaker radiofonici, insegnanti, operatori di call center, venditori e istruttori di fitness. Per questi professionisti – ma la lista potrebbe continuare – la voce è uno strumento particolarmente prezioso. Sono lavoratori che parlano in modo intenso e continuativo per diverse ore al giorno, mettendo a dura prova le corde vocali.

Ma la voce non riguarda solo chi la utilizza per professione: è il nostro principale mezzo di comunicazione ed espressione, che definisce l’identità – unica – di una persona. Ecco perché, in occasione della Giornata mondiale della voce, che si celebra il 16 aprile, è importante ricordare quanto sia fondamentale prendersene cura.

Quando la voce cambia: cos’è la disfonia

Con il termine disfonia si intendono tutte le alterazioni della voce, sia dal punto di vista qualitativo sia da quello quantitativo. Nel primo caso il timbro cambia – ad esempio diventa più rauco – mentre nel secondo si riduce l’intensità. Quando è indotto da un uso prolungato della voce, questo disturbo può essere:

  • funzionale, cioè senza lesioni specifiche;
  • organico, quando sono presenti alterazioni delle corde vocali, come i noduli.

«Si stima che fino a 1 persona su 3 incorra in un’alterazione della voce, transitoria o permanente, almeno una volta nella vita», spiega Francesco Mozzanica, Direttore dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria presso l’Ospedale San Giuseppe di Milano – Gruppo MultiMedica. «Questo rischio sale fino a ben oltre il 50% per i professionisti che ne fanno un uso intenso, come insegnanti, commercianti, impiegati, istruttori di fitness, centralinisti, attori e cantanti».

Tuttavia, il problema è ancora sommerso perché spesso chi ne soffre non accede ai servizi di logopedia e foniatria. Oppure lo fa quando il danno è già in fase avanzata. «Solo un quarto dei soggetti con problematiche vocali si rivolge agli specialisti, per inquadrare il disturbo e intraprendere un percorso di cure adeguato», dice Mozzanica.

I principali fattori di rischio

Diversi elementi possono compromettere la salute della voce:

  • fumo di sigaretta, anche di quella elettronica;
  • reflusso gastroesofageo;
  • disidratazione;
  • aria troppo secca o ambienti poco ventilati.

Voce sotto stress: i campanelli d’allarme da non ignorare

Chi usa in modo continuativo la voce per lavoro dovrebbe prestare attenzione ai campanelli d’allarme della disfonia. I disturbi più caratteristici sono:

  • la voce è rauca o indebolita per più di due settimane (specialmente se non associata a infezioni respiratorie, come tosse e raffreddore);
  • cambiamenti nel tono e nel timbro;
  • dolore alla gola (o sensazione di oppressione o bruciore) durante o dopo l’uso della voce;
  • sensazione di mancanza di fiato;
  • dolore e insorgenza di laringiti e faringiti;
  • strano “nodo” in gola, difficoltà a deglutire, presenza di muco che non si riesce a eliminare;
  • tosse con sangue dopo uno sforzo vocale estremo (come un urlo);
  • difficoltà a sostenere una conversazione.

Di fronte a questa sintomatologia è necessario rivolgersi a un otorinolaringoiatra o a un foniatra per poter ricevere una diagnosi e seguire una terapia. Se il problema è ancora in fase iniziale, si può intraprendere un percorso logopedico preventivo e abilitativo all’uso corretto della voce. Se c’è già un danno alle corde vocali, invece, si procede con un trattamento di logopedia in combinazione con cure farmacologiche.

Voce: come proteggerla tutti i giorni

La voce va tutelata anche da chi non la utilizza per lavoro. E per farlo si possono mettere in pratica alcune regole di igiene vocale, che possono aiutare a prevenire eventuali alterazioni fastidiose. Sarebbe sempre meglio evitare di entrare in contatto con gli agenti irritativi per eccellenza, come il fumo e la polvere, e tenere sotto controllo il reflusso. Quest’ultimo, infatti, può influire sulla qualità e la quantità della voce, andando a ledere anche le corde vocali.

Bisogna ricordarsi di arieggiare gli ambienti, mantenendo un adeguato livello di umidità, e di bere almeno due litri di acqua al giorno. Mentre si parla si possono adottare delle piccole strategie, come respirare con il diaframma, rallentare il ritmo e correggere l’intensità. Anche la postura è fondamentale. Bisogna cercare di mantenere il collo allineato con la schiena, magari leggermente reclinato in avanti.

Voce: come proteggerla per lavoro

Per un cantante è doveroso prendersi cura della propria voce per evitare di andare incontro a cali di intensità e modifiche del timbro e del tono. Per prevenire queste fastidiose alterazioni qualitative e quantitative, che possono essere temporanee o durature, si possono mettere in atto alcune regole di igiene vocale. A suggerirle è Franco Fussi, specialista in foniatria e otorinolaringoiatria e responsabile scientifico del corso di alta formazione in Vocologia artistica dell’Università di Bologna.

Riscaldamento

Innanzitutto bisogna sempre riscaldare la voce prima di un’esibizione: non farlo significa irrigidire i muscoli di collo, gola e lingua, con una conseguente emissione del suono affaticata, forzata e difficoltosa. Per la durata del riscaldamento sarebbe opportuno fare una valutazione non solo in base alla condizione vocale personale, ma anche alla lunghezza del concerto in questione: per non stancarsi meglio scaldarsi per pochi minuti in vista di una performance prolungata, mentre si può effettuare questa attività per più tempo se l’impegno è limitato a pochi brani.

Idratazione

Il nemico principale delle corde vocali è la disidratazione, che asciuga la loro pellicola idrolipidica, impedendo di vibrare in economia e senza sforzi. È fondamentale, dunque, bere almeno due litri d’acqua al giorno. Esistono alcune tecniche di idratazione, come quella di tenere un fazzolettino di stoffa bagnato sotto il naso per 10-15 minuti, respirando normalmente. Questa pratica, utile soprattutto per chi viaggia in aereo o frequenta studi televisivi dove non c’è un buon livello di umidità, aiuta a mantenere le mucose ben umettate.

Molto utile risulta anche l’acido ialuronico, del quale è stata riconosciuta l’attività altamente lubrificante, in grado di ammorbidire e fluidificare il muco. Si può utilizzare sotto forma di compresse da sciogliere in bocca, spray nasali o aerosol. Efficaci anche i prodotti a base di pectina, un polisaccaride contenuto soprattutto nelle mele e nella parte bianca degli agrumi, che aiuta a migliorare la viscosità dell’epitelio cordale.

Stili di vita

Condurre uno stile di vita sano è – inutile dirlo – un toccasana anche per la voce. Innanzitutto bisogna evitare di fumare e di stare a contatto con gli agenti irritativi, come ad esempio la polvere. Concedersi ogni notte un buon sonno e correggere la postura sono fattori altrettanto importanti per mantenere in salute l’apparato muscolare. Seguire una dieta equilibrata e varia, con la riduzione di bevande bollenti e cibi particolarmente acidi, consente di limitare l’insorgenza del reflusso, che può nuocere alle corde vocali.

Cibi salati

Gli sciacqui con acqua e sale o con bicarbonato di sodio svolgono, invece, un’azione antisettica blanda, positiva per la voce. Tutto ciò che è salato e amaro ha una maggiore tonicità sulle mucose di rivestimento delle cavità orali e nasali; ciò crea nello spettro acustico un miglioramento degli armonici acuti e, quindi, un timbro più brillante (non è un caso se i tenori dell’800, prima di salire sul palco, erano soliti fare uno spuntino con pane e acciughe).

Il peperoncino, invece, svolge un’azione vasodilatatrice e antinfiammatoria, che aiuta a decongestionare le mucose e a respirare meglio (anche Orietta Berti lo usa, ndr). Attenzione, però: il peperoncino può creare disidratazione, quindi meglio non esagerare con il consumo. Inoltre, chi soffre di reflusso dovrebbe evitare di mangiarlo.

Farmaci al bisogno

In presenza di disfonia lo specialista può suggerire farmaci corticosteroidei, soprattutto se si ha la necessità di cantare comunque. È un rimedio di emergenza, che non può essere utilizzato abitualmente per via dei possibili effetti collaterali. Esistono poi farmaci di estrazione vegetale, come la bromelina e l’erisimo, con proprietà antinfiammatorie e antiedema, che possono venire in soccorso in situazioni di sovraccarico, magari durante un tour, quando si deve cantare quasi ogni giorno.

Chiara Caretoni

Giornalista pubblicista, lavora come redattrice per OK Salute e Benessere dal 2015 e dal 2021 è coordinatrice editoriale della redazione digital. È laureata in Lettere Moderne e in Filologia Moderna all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha accumulato diverse esperienze lavorative tra carta stampata, web e tv. Nel 2018 vince il XIV Premio Giornalistico SOI – Società Oftalmologica Italiana, nel 2021 porta a casa la seconda edizione del Premio Giornalistico Umberto Rosa, istituito da Confindustria Dispositivi Medici e, infine, nel 2022 vince il Premio "Tabacco e Salute", istituito da SITAB e Fondazione Umberto Veronesi.
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