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Marsupio-terapia: tutti i benefici del contatto pelle a pelle per neonati e genitori

Sempre più diffusa nelle TIN, la marsupio-terapia è oggi considerata parte integrante dell’assistenza neonatale ai prematuri ma non solo

Proprio come i cuccioli di canguro si infilano nel marsupio della loro mamma, così i neonati a termine o prematuri si accoccolano nudi sull’addome materno, a diretto contatto con la cute calda di chi li ha generati. La marsupio-terapia, chiamata anche Kangaroo Mother Care, è una tecnica assistenziale che contribuisce, già dalle prime ore di vita, all’adattamento del neonato alla vita extrauterina. Ne riduce lo stress dell’allontanamento precoce dal genitore e migliora diversi parametri vitali.

I nuovi nati, specialmente quelli prematuri, giovano a tal punto di questa connessione pelle a pelle che anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ne promuove l’adozione non appena le condizioni cliniche del neonato lo permettono. Per questo motivo, nell’ottobre 2025 l’OMS ha pubblicato due documenti (Kangaroo Care: a clinical practice guide e Parent counselling guide on Kangaroo Care) rivolti al personale sanitario, al fine di supportare i genitori in questa pratica, prima in ospedale e poi a casa. Le più recenti linee guida sottolineano inoltre come lo skin-to-skin debba essere avviato subito anche nei neonati prematuri clinicamente stabili, perché considerato parte integrante dell’assistenza neonatale e non soltanto una pratica “aggiuntiva”.

Questo metodo è stato messo a punto da due medici colombiani, Edgar Rey Sanabria e Hector Martinez Gomez, negli anni Settanta a Bogotà, con l’obiettivo di fronteggiare la carenza di incubatrici, il sovraffollamento e l’alto tasso di infezioni e mortalità nelle strutture pubbliche, difficilmente in grado di assistere i nati prematuri. La tecnica è stata poi esportata anche in Europa, America e Australia e oggi è fortemente utilizzata per promuovere le prime esperienze del neonato fuori dalla pancia della mamma.

Marsupio-terapia: come siamo messi in Italia?

In Italia la marsupio-terapia è applicata in quasi tutte le TIN. Tuttavia, un’indagine condotta dal Gruppo di Studio Care della Società Italiana di Neonatologia – SIN ha evidenziato come, a livello di proposta e durata, il nostro Paese sia ancora distante dagli standard europei. Tra i motivi alla base di questa discrepanza ci sono l’accesso limitato ai reparti per i genitori, la mancanza di aggiornamento del personale e l’assenza di protocolli condivisi. Per ovviare al problema, nel 2023 sono state realizzate le Indicazioni nazionali, cioè un documento che definisce l’organizzazione, le responsabilità e le modalità operative della Kangaroo Mother Care, rivolto a tutti i soggetti coinvolti.

Umanizzazione delle TIN: il ruolo dei genitori nelle cure neonatali

Negli ultimi anni, la marsupio-terapia è diventata anche uno dei simboli della cosiddetta “umanizzazione” delle TIN: si tratta di un approccio più “umano”, appunto, che mira a coinvolgere di più mamme e papà nelle cure dei loro piccolini, rendendo l’ambiente ospedaliero meno stressante e cupo. «Grazie alla stretta collaborazione tra Vivere ETS e SIN, molte TIN oggi sono aperte h24. Purtroppo, come associazione di genitori, assistiamo ancora troppo spesso a casi in cui mamma e papà sono considerati visitatori e quindi devono attenersi all’orario affisso sulla porta», interviene Martina Bruscagnin, Presidente di Vivere ETS. «Noi siamo a disposizione per continuare a sostenere il cambiamento necessario affinché ogni famiglia possa restare vicino al proprio neonato. È una questione di equità e di diritto alla salute».

Come si svolge una seduta di marsupio-terapia?

Il neonato, con indosso solo il pannolino e al massimo un cappellino, viene posizionato sul torace nudo del genitore e coperto con un lenzuolo o una fascia. La posizione quasi verticale fa sì che il piccolo percepisca il battito cardiaco, il respiro e il calore della mamma o del papà. La tecnica deve essere proseguita fino alla dimissione, con sedute ripetute anche più volte al giorno, con una durata superiore ai 60 minuti.

Anche i padri possono praticare la marsupio-terapia

papà con neonato appoggiato sul suo torace nudo
Anche i padri possono praticare la marsupio-terapia – www.ok-salute.it

Oggi si dà molta importanza anche alla marsupio-terapia praticata dal papà: diverse ricerche, infatti, hanno evidenziato che questa pratica aiuti a coinvolgere precocemente i padri nelle cure neonatali e che ciò vada a rafforzare il legame affettivo.

I benefici della marsupio-terapia

Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che il contatto pelle a pelle con la madre non solo promuove il processo di profondo attaccamento tra i due (il cosiddetto “bonding”) ma, nel caso dei nati prematuri, riduce anche la sofferenza del piccolo nell’essersi allontanato precocemente dalla pancia materna.

«La marsupio-terapia facilita l’adattamento e la stabilizzazione del piccolo alla nascita, riduce la risposta al dolore procedurale, aiuta la termoregolazione del neonato, migliora l’ossigenazione, la variabilità della frequenza cardiaca e stabilizza l’attività respiratoria», interviene Paola Cavicchioli, Past Segretario del Gruppo di Studio della Care della SIN. «È, inoltre, in grado di ridurre lo stress nel neonato, di favorire l’organizzazione degli stati sonno-veglia e ha anche effetti neuro-protettivi, di beneficio sociale e comportamentale, riscontrabili fino a 20 anni dalla nascita».

È inoltre dimostrato che questa tecnica assistenziale abbia un effetto positivo sull’allattamento al seno, rappresentando talvolta un vero e proprio “trampolino di lancio” per questa pratica. La posizione della marsupio-terapia, infatti, è ideale per avvicinare il neonato al seno, tant’è che da uno studio americano del 2016 è emerso che la Kangaroo Mother Care incrementa i tassi di allattamento esclusivo alla dimissione e la durata complessiva dell’allattamento.

Benefici anche sul benessere emotivo della famiglia

Negli ultimi anni la ricerca scientifica si è focalizzata anche sugli effetti della marsupio-terapia sul benessere emotivo dell’intera famiglia. Ad esempio, lo studio internazionale IPISTOSS, condotto tra Svezia e Norvegia su neonati prematuri sottoposti a contatto pelle a pelle nelle prime ore dopo la nascita, ha dimostrato che questa pratica può favorire una migliore qualità dell’interazione genitore-neonato nei mesi successi alla nascita. A quattro mesi, i bimbi sottoposti a skin-to-skin immediato hanno infatti mostrato una maggiore emotività positiva e una miglior reciprocità con la mamma rispetto a quelli assistiti in incubatrice.

Alcune analisi successive hanno poi osservato possibili effetti sulla regolazione dello stress, valutata attraverso le variazioni dei livelli di cortisolo. I ricercatori sottolineano però che i risultati sono ancora in fase di approfondimento.

Certo è che gli esperti ritengono comunque che il contatto pelle a pelle immediato rappresenti un elemento importante per favorire il bonding precoce, ridurre la separazione tra neonato e genitori e coinvolgere maggiormente anche i padri fin dalle prime ore di vita.

Le indicazioni nazionali della SIN

La Società Italiana di Neonatologia ha diffuso alcune preziose indicazioni in merito alla marsupio-terapia.

  • Questa metodologia è indicata per tutti i neonati “stabili”, in assenza di controindicazioni assolute (ventilazione meccanica per patologia respiratoria; fase acuta della sepsi; infezione batterica/virale del genitore; terapia con farmaci vaso-attivi; presenza di cateteri e/o drenaggi).
  • È indicata per i neonati con controindicazioni relative (primi 7 giorni di vita con peso inferiore ai 750 grammi; fototerapia per ittero; neonati sottoposti a chirurgia maggiore; nelle 6-12 ore dopo una procedura rilevante) previa valutazione medica.
  • La marsupio-terapia può essere effettuata in TIN, subintensiva ed in patologia neonatale. Il neonato può trovarsi in incubatrice, lettino aperto riscaldato o in culla. Il contatto pelle a pelle è consigliato anche ai neonati a termine ricoverati.
  • Deve essere svolta con tranquillità, senza vincoli di orario.
  • Gli operatori devono aiutare il neonato ad avvicinarsi progressivamente al seno materno.
  • Il sonno del neonato va tutelato, quindi bisogna procedere con la Kangaroo in modo che il piccolo non si svegli. La gestione dell’ambiente (temperatura, rumori, luci) aiuta a rendere il luogo della sessione più accogliente.
  • Bisogna prendersi cura dei genitori, confrontandosi con loro e incoraggiando il loro impegno.

Chiara Caretoni

Giornalista pubblicista, lavora come redattrice per OK Salute e Benessere dal 2015 e dal 2021 è coordinatrice editoriale della redazione digital. È laureata in Lettere Moderne e in Filologia Moderna all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha accumulato diverse esperienze lavorative tra carta stampata, web e tv. Nel 2018 vince il XIV Premio Giornalistico SOI – Società Oftalmologica Italiana, nel 2021 porta a casa la seconda edizione del Premio Giornalistico Umberto Rosa, istituito da Confindustria Dispositivi Medici e, infine, nel 2022 vince il Premio "Tabacco e Salute", istituito da SITAB e Fondazione Umberto Veronesi.
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