Non trascurare la psoriasi: visite e consulenze gratuite nel weekend

Non trascurare la psoriasi: visite e consulenze gratuite nel weekend

Tre milioni gli italiani colpiti, l'80% è a rischio depressione: speranze dai nuovi farmaci

Macchie sulla pelle, macchie sull’anima: l’80% dei pazienti con psoriasi è a rischio depressione. Colpa dello stigma, che marchia ancora la malattia, e soprattutto dello sconforto, che sale quando le terapie non danno i risultati sperati. Scongiurare questa debacle è possibile, agendo tempestivamente grazie ad una diagnosi precoce. Per questo sabato 28 e domenica 29 ottobre, in occasione della Giornata mondiale della psoriasi, l’Associazione per la Difesa degli Psoriasici (A.DI.PSO.) scende con i propri gazebo nelle piazze e apre le porte degli ospedali per visite e consulenze gratuite (per scoprire tutti gli eventi, clicca qui).

Le diverse forme di psoriasi

Un appuntamento ormai tradizionale, con cui gli esperti si metteranno a disposizione del pubblico per rispondere alle domande di chi vorrà saperne di più sulla malattia, che si manifesta in varie forme. La più diffusa è quella “a placche” (80-90% dei casi), ma ne esistono anche altre meno comuni, poco conosciute e per questo sottostimate. Una di queste è la “psoriasi invertita”, caratterizzata da chiazze rosse non desquamate sotto le ascelle, sui genitali e sull’addome di chi è in sovrappeso, fino al solco sottomammario. La forma più frequente tra gli adolescenti, invece, è la “psoriasi guttata”, caratterizzata da piccole chiazze desquamate su tronco, braccia, gambe e cuoio capelluto. Esistono poi la “psoriasi pustolosa” e quella “eritrodermica”: la prima è caratterizzata da pustole anche molto localizzate, mentre nella seconda la pelle appare infiammata e arrossata, provoca prurito o bruciore ed è tra le forme più gravi.

Delusi e depressi

« Otto pazienti su dieci – afferma Mara Maccarone, Presidente di ADIPSO – sono ancora delusi dalle cure e quasi nove su dieci le abbandonano, cadendo in depressione nell’80% dei casi. Inoltre c’è il grave problema dei costi in tutte le Regioni e il poco tempo che il medico ha a disposizione per spiegare bene al paziente tutto ciò che riguarda le nuove terapie biotecnologiche. Un’ulteriore conferma viene dal costante calo di presenze nei centri italiani: in pochi anni siamo scesi da 12.000 a 6.000. Per questo è fondamentale creare una inversione di tendenza facendo tanta informazione».

Vincere l’isolamento

Un ulteriore appello a non scoraggiarsi e a tenersi sempre informati sulle nuove terapie viene da Ornella De Pità, Direttore di Struttura Complessa all’Ospedale Cristo Re di Roma. «Troppo spesso è forte lo scoraggiamento del paziente che non va dallo specialista, si isola e quindi si priva di tutte le informazioni sui progressi delle terapie. E un paziente che si isola automaticamente non sa quanto sia andata avanti la ricerca».

Nuove speranze

Come spiega Luca Bianchi, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Dermatologia al Policlinico Tor Vergata di Roma, il presente e il futuro offrono importanti novità, soprattutto ai pazienti con artrite psoriasica, psoriasi in placche di grado moderato-grave, e per tutti quelli che soffrono di importanti comorbidità, come diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari.

I farmaci biologici

«Si è ormai consolidata positivamente l’esperienza decennale con i primi farmaci biologici disponibili dall’inizio degli anni 2000 e, per alcuni di questi, sono e saranno commerciati i cosiddetti biosimilari, che hanno la stessa funzione, ma meno onerosi economicamente, quindi più pazienti potranno accedere alle cure. Inoltre saranno a breve disponibili nuovi farmaci biologici che, dagli studi registrativi, sembrano essere caratterizzati da una più rapida ed efficace risposta terapeutica, quasi il 100% di risposta in una buona percentuale di casi», sottolinea l’esperto.

Le ultime novità

«Da quest’anno è in commercio anche un nuovo farmaco indicato ora per l’artrite psoriasica, ma a breve anche per la psoriasi in placche: è in pillole – spiega Bianchi – quindi viene somministrato per via orale e non iniettiva, ed è utile anche in pazienti con importanti comorbidità, sia infettive che neoplastiche, condizioni queste che spesso precludono l’uso di altri farmaci biologici. Infine sarà a breve in commercio in Italia un farmaco assunto per via orale, da tempo impiegato in Germania, che rientrerà nella categoria dei farmaci cosiddetti tradizionali, alla stregua della ciclosporina e metotressato».

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