Lo stress non è soltanto un carico emotivo o psicologico, ma un vero e proprio fattore che può compromettere la salute delle nostre arterie e del muscolo cardiaco. La dottoressa Ilaria Previtali, responsabile della Cardiologia Clinica e della Terapia Intensiva Cardiologica presso Humanitas Gavazzeni, illustra i meccanismi con cui lo stress prolungato danneggia l’organismo e descrive la Sindrome di Takotsubo, nota anche come la “sindrome del cuore spezzato”.
In questo articolo
Gli effetti dello stress cronico sul cuore

Lo stress agisce negativamente sul sistema cardiovascolare attraverso due vie principali:
- Via indiretta (fattori di rischio tradizionali): lo stress cronico altera l’assetto ormonale dell’organismo, provocando un innalzamento dei livelli di cortisolo e della glicemia. Chi è sottoposto a forti pressioni tende spesso a dormire male e ad adottare un’alimentazione disordinata, alimentando il meccanismo di sviluppo delle cardiopatie ed accelerando la formazione di malattie aterosclerotiche.
- Via diretta (eventi acuti ed emotivi): traumi emotivi improvvisi e intensi possono provocare un danno cardiaco acuto e diretto, determinando la sindrome nota come “crepacuore”.
La Sindrome di Takotsubo o “del cuore spezzato”
La Sindrome di Takotsubo è una patologia innescata tipicamente da forti stress emotivi, come un lutto improvviso, una lite violenta, un incidente o un evento traumatico.
- L’origine del nome: il nome deriva dal vaso di terracotta tradizionalmente utilizzato in Giappone per la pesca dei polpi. Durante l’evento acuto, il cuore subisce un blocco della contrattilità e l’apice si dilata, assumendo una forma arrotondata del tutto analoga al profilo di questa giara.
- Quadro sintomatico: il paziente giunge in Pronto Soccorso con manifestazioni cliniche del tutto sovrapponibili a quelle di un grave infarto miocardico acuto: forte dolore al petto, sensazione di oppressione toracica ed alterazioni evidenti del tracciato elettrocardiografico.
Nonostante la natura non ischemica della patologia, la Sindrome di Takotsubo nelle prime 24-48 ore comporta gli stessi rischi clinici di un infarto grave.
- Accertamento coronarografico: il paziente viene trasferito in sala di emodinamica per una coronarografia urgente, con lo scopo di escludere con certezza la presenza di coronarie ostruite.
- Ricovero in Terapia Intensiva: una volta accertata l’assenza di occlusioni vascolari, il paziente trascorre le successive 24-48 ore sotto stretto monitoraggio in Terapia Intensiva Cardiologica.
- Approccio terapeutico: non potendo riaprire un vaso, il trattamento è esclusivamente medico e farmacologico. L’obiettivo è supportare la funzione cardiaca e tamponare le possibili complicanze legate alla ridotta contrattilità del muscolo cardiaco.
- Prognosi: superata la fase acuta, l’evoluzione è generalmente favorevole e la funzione contrattile del cuore tende a ripristinarsi completamente.
Alla domanda su come ridurre lo stress nella vita quotidiana per proteggere il cuore, la Dott.ssa Previtali sottolinea con un pizzico di ironia come non esistano farmaci o soluzioni mediche per “stressarsi di meno”, trattandosi di un percorso personale e di una vera e propria filosofia di vita.
Studi e fonti scientifiche di riferimento
- European Society of Cardiology (ESC): Takotsubo Syndrome: International Expert Consensus Document
- American Heart Association (AHA): Is Broken Heart Syndrome Real? – Takotsubo Cardiomyopathy
- Journal of the American College of Cardiology (JACC): Clinical Features and Outcomes of Patients With Takotsubo Syndrome




