Salute

“Malattia della pioggia” (o dermatofilosi): la patologia degli animali diventa una nuova infezione a trasmissione sessuale

I chiarimenti sulla dermatofilosi dopo le segnalazioni in Europa e il primo caso da trasmissione sessuale descritto nel Regno Unito

Il panorama epidemiologico europeo registra un’insolita novità osservata dalle autorità sanitarie: la dermatofilosi, una patologia cutanea nota in ambito veterinario, chiamata anche “malattia della pioggia”, sta mostrando modalità di contagio del tutto inedite.

L’Agenzia europea per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ipotizza una nuova dinamica di trasmissione: la via primaria appare oggi il contatto fisico stretto da persona a persona, pur senza escludere il contagio indiretto tramite superfici contaminate.

Secondo l’ultimo aggiornamento del 21 agosto 2026, i casi registrati nel continente sono 123, distribuiti in dieci Paesi europei (Austria, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito).

Le infezioni si osservano prevalentemente, ma non esclusivamente, tra uomini gay, bisessuali e altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (MSM), in diversi casi associati alla frequentazione di saune e locali dedicati ad attività sessuali.

Perché si chiama “malattia della pioggia”?

un uomo con molti rash cutanei sul busto
Perché si chiama “malattia della pioggia”? – www.ok-salute.it

L’espressione “malattia della pioggia” è una definizione di derivazione giornalistica dall’inglese rain rot o rain scald, utilizzata storicamente in ambito veterinario per descrivere la patologia negli animali.

Il nome non indica che ci si ammala attraverso le precipitazioni atmosferiche: l’umidità persistente provoca la macerazione della pelle e il rilascio delle forme infettanti dalle croste dei soggetti colpiti, rendendo la barriera cutanea più vulnerabile all’ingresso del batterio (Dermatophilus congolensis).

Il primo caso documentato nel Regno Unito

A confermare la rilevanza del fenomeno è una pubblicazione scientifica apparsa sul British Medical Journal (BMJ), che descrive un recente caso clinico in Scozia. Si tratta della prima infezione cutanea da dermatofilosi a trasmissione sessuale identificata nel Regno Unito, collegata alla frequentazione di un locale per adulti, come successivamente confermato anche dall’Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria (UKHSA).

Nessun caso in Italia: la situazione attuale

Il quadro complessivo richiede sorveglianza epidemiologica ma nessun allarmismo. Si tratta di un fenomeno insolito dal punto di vista scientifico per via della mutata modalità di trasmissione, che vede il batterio diffondersi in contesti interumani non abituali.

L’Italia non ha segnalato alcun caso nell’ambito dell’evento europeo in corso e le autorità sanitarie ribadiscono che il rischio per la popolazione generale rimane estremamente basso.

Cambiato il metodo di trasmissione della malattia: dal mondo animale al contatto umano

La novità che sta attirando l’attenzione riguarda i casi comparsi recentemente in diversi Paesi europei. Tradizionalmente l’infezione umana era associata soprattutto al contatto diretto con animali infetti o materiale contaminato. Nei casi più recenti, invece, è emersa la possibilità di una trasmissione da persona a persona attraverso un contatto molto stretto pelle contro pelle, compreso quello che può avvenire durante i rapporti sessuali».

Casi di contagio sono stati segnalati anche tra atleti che praticano sport di contatto, come documentato in Norvegia, e molte infezioni sono state collegate alla frequentazione di ambienti caldo-umidi condivisi come le saune.

Rischio basso per la popolazione generale

Per la popolazione generale il rischio viene attualmente considerato molto basso. L’attenzione delle autorità sanitarie deriva soprattutto dal fatto che sembra essere cambiata almeno in parte l’epidemiologia di un batterio che fino a poco tempo fa interessava quasi esclusivamente il mondo veterinario».

Sintomi, quadro clinico e cura della dermatofilosi

Nell’uomo la dermatofilosi si manifesta con lesioni cutanee caratteristiche:

  • papule e pustole,
  • croste e desquamazioni,
  • prurito localizzato.

Nei focolai europei recenti le manifestazioni cutanee sono comparse in varie regioni del corpo, tra cui l’area genitale, l’inguine, le cosce, il tronco e il volto. Il principale ostacolo per i medici è di natura diagnostica, data la somiglianza del quadro clinico con altre dermatosi o infezioni sessualmente trasmissibili.

La buona notizia riguarda il decorso: la patologia si presenta generalmente in forma lieve e risponde con efficacia alla terapia antibiotica, sia locale che sistemica. Ad oggi non si è registrata alcuna complicanza grave nei pazienti coinvolti nei focolai europei.

Chi è più a rischio e come prevenire il contagio di dermatofilosi

Sulla base delle evidenze attuali, i gruppi maggiormente esposti risultano essere:

  1. Lavoratori a contatto con animali: allevatori, veterinari e addetti al settore zootecnico.
  2. Frequentatori di ambienti chiusi e caldo-umidi: persone che hanno contatti cutanei ravvicinati in saune, strutture sportive da contatto o locali per attività sessuali.
  3. Soggetti con lesioni cutanee preesistenti: chi presenta abrasioni o alterazioni della barriera epidermica, che facilitano l’ingresso del batterio.

Le misure di prevenzione raccomandate dagli esperti sono semplici e improntate alla comune igiene:

  • Evitare il contatto diretto con lesioni cutanee sospette.
  • Non condividere asciugamani, indumenti o biancheria con persone infette.
  • Mantenere una scrupolosa igiene personale e proteggere ferite o abrasioni con medicazioni adeguate.
  • In presenza di lesioni insolite apparse dopo un’esposizione a rischio, consultare tempestivamente il medico per un eventuale esame microbiologico.

 

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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