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Lo stile di vita del padre ha ruolo importante anche prima del concepimento

Un nuovo studio conferma come lo sperma trasmetta una "mappa biologica" dello stato di salute paterno, che ha conseguenze sul nascituro. C'è anche una buona notizia: se nei mesi precedenti il concepimento il futuro padre è attento agli stili di vita, i rischi diminuiscono significativamente

Per decenni, il peso della responsabilità biologica pre-concepimento è ricaduto quasi esclusivamente sulle spalle delle donne. Dieta ferrea, niente alcol, acido folico e controlli costanti. Ma la scienza sta ribaltando questo paradigma: il padre non è solo un “corriere di DNA”, ma un vero e proprio messaggero biologico che trasmette al nascituro la propria storia personale, fatta di abitudini, stress e persino esposizioni ambientali.

A lanciare l’allarme, con uno studio di portata mondiale pubblicato su Nature Reviews Urology, è il Professor Giuseppe Novelli, ordinario di Genetica medica e già rettore dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, che ha coordinato lo studio. La ricerca mette in luce come lo spermatozoo trasporti un carico di informazioni “extra-genetiche” capaci di influenzare lo sviluppo dell’embrione ben oltre la semplice sequenza del codice fiscale biologico.

L’epigenetica: la memoria dello sperma

Il cuore della scoperta risiede nei meccanismi epigenetici. Immaginate il DNA come uno spartito musicale (fisso) e l’epigenetica come i segni di espressione (piano, forte, allegro) che dicono alle cellule come “suonare” quei geni.

Secondo l’analisi di Novelli, lo sperma registra lo stato di salute del padre e, contrariamente a quanto si pensava, queste informazioni non vengono sempre “resettate” dopo la fecondazione. Se il padre è esposto a tossine, calore eccessivo o forte stress, queste tracce molecolari possono sfuggire alla riprogrammazione naturale e influenzare le primissime fasi della vita del bambino.

Stile di vita del padre: i nuovi nemici della fertilità italiana

In un’Italia che affronta estati sempre più torride e un inquinamento ambientale stratificato, i rischi per la salute riproduttiva maschile sono in aumento. Lo studio identifica alcuni fattori critici:

  • calore: l’esposizione prolungata ad alte temperature (anche professionale) causa alterazioni epigenetiche che compromettono la qualità del messaggio biologico;
  • sostanze chimiche e metalli pesanti: pesticidi, sottoprodotti alimentari e inquinanti industriali agiscono come interferenti capaci di “sporcare” la mappa dinamica dello sperma;
  • stile di vita: dieta sbilanciata e stress cronico ricalibrano l’espressione genica trasmessa alla prole.  

La buona notizia: la “finestra di opportunità”

Nonostante l’allarme, la ricerca offre un barlume di speranza: la plasticità. Poiché queste informazioni sono epigenetiche e non mutazioni del DNA, esse sono reversibili.

Esiste una finestra temporale strategica – i mesi che precedono il concepimento – in cui il futuro padre può “pulire” il proprio messaggio biologico. Migliorare la dieta, gestire lo stress e ridurre l’esposizione al calore può ricalibrare le informazioni trasmesse, garantendo al bambino un punto di partenza più sano.

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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