gsdSalute

Come sarà la cardiologia del futuro? La risposta arriva dal Policlinico San Donato

Dall’intelligenza artificiale alla TAC di nuova generazione, dalla bioingegneria alla prevenzione personalizzata: ecco come ricerca, tecnologia e pratica clinica stanno trasformando la diagnosi e la cura delle malattie cardiovascolari nella struttura milanese

Ogni innovazione in medicina nasce da una domanda semplice: come possiamo curare meglio i pazienti? La risposta richiede competenze, tecnologia, ricerca e la capacità di trasformare le scoperte scientifiche in strumenti concreti per la pratica clinica. È questo il modello che caratterizza l’IRCCS Policlinico San Donato, dove attività assistenziale e ricerca procedono in modo integrato, alimentandosi reciprocamente con un unico obiettivo: offrire ai pazienti diagnosi sempre più precoci, trattamenti più efficaci e percorsi di cura sempre più personalizzati.

Perché la ricerca è fondamentale contro le malattie cardiovascolari

Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi la principale causa di morte nel mondo, con oltre 17 milioni di decessi ogni anno e circa 216.000 in Italia. L’invecchiamento della popolazione e la crescente diffusione dei fattori di rischio rendono sempre più necessario investire non solo nelle cure, ma anche nella comprensione dei meccanismi che determinano l’insorgenza delle malattie. È proprio dalla ricerca che nascono le innovazioni destinate a cambiare il modo di prevenire, diagnosticare e trattare le patologie cardiovascolari.

In questo scenario, l’IRCCS Policlinico San Donato rappresenta uno dei principali centri italiani ed europei dedicati alla cardiologia e alla cardiochirurgia. Da oltre quarant’anni l’Istituto coniuga assistenza clinica di elevata specializzazione, ricerca scientifica e innovazione tecnologica, sviluppando un modello in cui ogni esperienza maturata accanto al paziente contribuisce a generare nuove conoscenze, e ogni nuova conoscenza ritorna rapidamente nella pratica clinica.

L’attività assistenziale dell’Istituto è tra le più rilevanti a livello nazionale. Ogni anno vengono eseguiti oltre 1.400 interventi cardiochirurgici, circa 3.500 procedure di elettrofisiologia e oltre 4.000 procedure di cardiologia interventistica, comprendendo anche i pazienti pediatrici. A questi numeri si affianca una casistica di elevata complessità che ha consentito di costruire uno dei più ampi database clinici cardiovascolari italiani, una risorsa fondamentale per sviluppare studi scientifici e nuovi modelli di medicina personalizzata.

Dal paziente al laboratorio: come nasce la ricerca cardiovascolare

La forza di un IRCCS risiede nella capacità di trasformare ciò che accade quotidianamente nei reparti in nuove opportunità di ricerca. All’IRCCS Policlinico San Donato operano oltre 160 ricercatori distribuiti in 10 laboratori e 35 Unità Cliniche, impegnati nello studio delle patologie cardiovascolari e dei grandi vasi. Cardiologi, cardiochirurghi, biologi, bioingegneri e professionisti sanitari lavorano in team multidisciplinari per comprendere meglio le malattie, sviluppare nuove tecnologie e validare percorsi di cura sempre più efficaci. Un approccio che permette di accelerare il trasferimento delle innovazioni dal laboratorio alla pratica clinica, riducendo il tempo che separa una scoperta scientifica dalla sua applicazione sul paziente.

Sindrome di Brugada: quando la ricerca cambia la cura

La ricerca trova il suo valore più concreto quando modifica il destino dei pazienti. È quanto accaduto con la Sindrome di Brugada, una patologia ereditaria che può manifestarsi improvvisamente con aritmie ventricolari e arresto cardiaco, spesso in persone giovani e apparentemente sane.

Presso il Policlinico San Donato, il professor Carlo Pappone ha sviluppato una tecnica innovativa di ablazione del substrato aritmico che ha rivoluzionato il trattamento della malattia, diventando un punto di riferimento internazionale. Oggi la ricerca prosegue con un nuovo filone che ha identificato la presenza di autoanticorpi diretti contro i canali del sodio cardiaci, suggerendo un possibile coinvolgimento del sistema immunitario. L’obiettivo è arrivare allo sviluppo di un semplice test ematico che consenta di individuare precocemente i soggetti a rischio.

TAC Photon Counting: la nuova frontiera della diagnosi  cardiovascolare

Anche l’imaging cardiovascolare sta vivendo una profonda evoluzione. Diagnosticare una malattia nelle sue fasi iniziali significa poter intervenire prima che si manifestino complicanze e migliorare significativamente la prognosi. Per questo l’IRCCS Policlinico San Donato è stato tra i primi centri al mondo a introdurre la Photon Counting Computed Tomography (PCCT), una TAC di nuova generazione che rappresenta un importante avanzamento rispetto alle tecnologie tradizionali.

Grazie alla rilevazione dell’energia dei singoli fotoni, la PCCT consente immagini ad altissima definizione, una caratterizzazione più accurata dei tessuti, una migliore identificazione delle placche aterosclerotiche e una riduzione dell’esposizione alle radiazioni. Una tecnologia che non solo migliora la pratica clinica quotidiana, ma apre nuove prospettive per la ricerca sull’aterosclerosi e sulle malattie cardiovascolari.

Intelligenza artificiale in cardiologia: cure sempre più personalizzate

IRCCS Policlinico San Donato
IRCCS Policlinico San Donato – www.ok-salute.it

Tra le innovazioni che stanno trasformando la cardiologia vi è anche l’intelligenza artificiale. Presso il Policlinico San Donato, il gruppo coordinato dal dottor Mauro Lo Rito sta sviluppando modelli predittivi dedicati alle anomalie coronariche congenite, patologie rare che possono essere associate a eventi cardiaci gravi. Attraverso simulazioni computazionali e algoritmi di intelligenza artificiale è possibile ricostruire il comportamento del flusso sanguigno, valutare il rischio individuale e supportare il medico nella scelta del percorso terapeutico più appropriato, contribuendo a una medicina sempre più personalizzata.

Bioingegneria cardiovascolare: come si costruisce la cardiologia del futuro

Guardare al futuro significa anche sviluppare strumenti che permettano di comprendere sempre meglio il funzionamento del sistema cardiovascolare. È con questo obiettivo che nel 2018 è nato il C3D Lab, laboratorio sviluppato in collaborazione con il Politecnico di Milano e l’Università di Pavia.

Il centro rappresenta uno dei principali poli italiani dedicati alla biomeccanica cardiovascolare e al bioprinting. Qui vengono realizzati modelli tridimensionali, materiali biomimetici e strutture vascolari biostampate che consentono di studiare il comportamento dei tessuti e di sviluppare nuove prospettive per la medicina rigenerativa e la personalizzazione delle cure.

Prevenzione cardiovascolare: il progetto CVRISK-IT

La ricerca non guarda soltanto alla cura, ma anche alla prevenzione. L’IRCCS Policlinico San Donato è infatti capofila di CVRISK-IT, il più ampio progetto italiano dedicato alla prevenzione cardiovascolare, promosso dalla Rete Cardiologica IRCCS. L’iniziativa coinvolgerà 30.000 cittadini tra i 40 e gli 80 anni senza patologie cardiovascolari note né diabete, con l’obiettivo di comprendere meglio l’evoluzione dei fattori di rischio e sviluppare nuovi modelli di prevenzione su larga scala. Un progetto che punta a rafforzare la cultura della prevenzione e a costruire strumenti sempre più efficaci per ridurre l’incidenza delle malattie cardiovascolari nella popolazione.

La cardiologia del futuro è già iniziata

L’innovazione non è un traguardo, ma un percorso continuo. Ogni nuova tecnologia, ogni studio clinico e ogni progetto di ricerca rappresentano un tassello di una visione più ampia: costruire una cardiologia sempre più precisa, personalizzata e orientata alla prevenzione.

Pulsante per tornare all'inizio