Psicologia

5 lezioni che possiamo imparare da Toy Story 5

Appena uscito al cinema, il film di animazione Disney e Pixar affronta uno dei temi più attuali per le famiglie: il rapporto tra bambini e tecnologia

Dopo oltre trent’anni di avventure, Woody, Buzz Lightyear, Jessie e gli altri giocattoli tornano al cinema con Toy Story 5, una storia che affronta uno dei temi più attuali per le famiglie di oggi: il rapporto tra bambini e tecnologia.

Nel nuovo capitolo firmato Disney e Pixar, la piccola Bonnie si trova a fare i conti con Lilypad, un innovativo tablet che sostiene di sapere cosa sia meglio per lei. Di fronte a questa nuova presenza, i giocattoli dovranno trovare il loro posto in un mondo sempre più digitale. Ma dietro l’avventura Pixar si nasconde anche una riflessione profonda sulla crescita, sulle amicizie e sul modo in cui bambini e adulti costruiscono le proprie relazioni.

  1. Quando la tecnologia diventa un problema

immagine dal film toy story 5
Quando la tecnologia diventa un problema – www.ok-salute.it

L’arrivo di Lilypad in Toy Story 5 cattura immediatamente l’attenzione di Bonnie, tanto da diventare la prima cosa che guarda al mattino. Attraverso il tablet riesce a entrare rapidamente in contatto con altre bambine, anche molto crudeli e diverse da lei, che però la fanno sentire parte di un gruppo. Un aspetto che il film racconta senza demonizzare in toto il mondo digitale. Il messaggio è interessante perché riflette ciò che sostengono molti psicologi dell’età evolutiva: la tecnologia non è né buona né cattiva in sé. Può favorire l’apprendimento, la curiosità e perfino la socializzazione.

Diventa un problema quando sostituisce completamente le esperienze concrete, il gioco libero e le relazioni faccia a faccia. In altre parole, Toy Story 5 non invita a spegnere gli schermi, ma a trovare un equilibrio. Perché i bambini hanno bisogno sia di strumenti digitali sia di esperienze reali che coinvolgano immaginazione, emozioni e contatto umano.

  1. Le amicizie nascono dalla presenza

immagine dal film toy story 5
Le amicizie nascono dalla presenza – www.ok-salute.it

Uno dei momenti più significativi del film mostra un gruppo di bambine riunite per un pigiama party. In teoria dovrebbe essere un’occasione di condivisione e divertimento, in pratica, ognuna è concentrata sul proprio tablet. È una scena che molti genitori riconosceranno immediatamente.

Dal punto di vista psicologico, i rapporti più profondi si costruiscono attraverso quello che gli esperti chiamano sintonizzazione emotiva: notare dei dettagli, leggere le espressioni del volto, ascoltare il tono della voce, condividere momenti e piccoli imprevisti. Per questo Toy Story 5 ricorda che gli strumenti digitali possono aiutarci a entrare in contatto, ma sono la presenza e il tempo condiviso a trasformare una conoscenza in una vera amicizia.

  1. Crescere significa lasciare andare 

Fin dal primo episodio, la saga di Toy Story ha raccontato una verità universale: crescere comporta inevitabilmente dei cambiamenti. Bonnie sta diventando grande, i suoi interessi si trasformano e ciò che un tempo la entusiasmava potrebbe non avere più lo stesso spazio nella sua vita. Una prospettiva difficile da accettare per i giocattoli, ma anche per molti genitori che assistono alla crescita dei propri figli.

La psicologia parla di sviluppo come di un processo continuo di separazione e scoperta. Per costruire la propria identità, i bambini devono esplorare nuovi interessi, nuove passioni e nuove relazioni. Non significa tradire ciò che li ha accompagnati prima, ma aggiungere nuovi capitoli alla propria storia. È una lezione che vale anche per gli adulti: amare qualcuno significa permettergli di cambiare.

  1. Il gioco è fondamentale per ogni bambino

immagine del film toy story 5
Il gioco è fondamentale per ogni bambino – www.ok-salute.it

Quando uscì il primo Toy Story nel 1995, il gioco era fatto soprattutto di pupazzi, costruzioni e fantasia. Oggi i bambini crescono in un universo popolato da tablet, videogiochi e contenuti digitali. La tentazione potrebbe essere quella di contrapporre il passato al presente, ma il film sceglie una strada diversa. Il punto non è stabilire quali giochi siano migliori, ma capire cosa permettono ai bambini di sviluppare. La fantasia può nascere con un cowboy di pezza come Woody, ma anche all’interno di un videogioco creativo o di una app educativa.

Ciò che conta davvero è che il bambino resti protagonista dell’esperienza e non semplice spettatore passivo. Perché il gioco, come spiegano gli psicologi, è il laboratorio in cui si sviluppano creatività, autonomia e capacità di risolvere problemi. E questo vale in ogni epoca.

  1. I legami autentici sono per sempre

La lezione più emozionante di Toy Story 5 è forse quella che lega i protagonisti del film di animazione fin dall’inizio: le persone cambiano, crescono e prendono strade diverse, ma alcuni legami continuano a vivere dentro di noi. Anche se Bonnie un giorno smetterà di giocare, non significa che quei giocattoli non abbiano avuto un ruolo importante nella sua crescita. Al contrario. Hanno rappresentato sicurezza, immaginazione, conforto e compagnia in una fase fondamentale della sua vita.

In psicologia si parla spesso di legami interiorizzati: relazioni che, pur cambiando forma, continuano a influenzarci e ad accompagnarci nel tempo. È un po’ quello che accade tra Woody, Buzz e Jessie. Non hanno bisogno di stare insieme ogni minuto per sapere che la loro amicizia esiste. E forse è proprio questo il significato più profondo del film: l’affetto autentico non scompare quando le persone cambiano. Trova semplicemente un nuovo modo di esistere.

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Simona Cortopassi

Classe 1980, è una giornalista iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia. Toscana d’origine, vive a Milano e collabora con testate nazionali cartacee e digitali, occupandosi principalmente di benessere.È fondatrice di The Good Nighter, un blog dedicato al mondo del sonno, nato con l’obiettivo di diffondere maggiore consapevolezza sui disturbi del sonno e sull’insonnia.
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