
Negli ultimi tempi, tra i feed di social media come TikTok e Instagram, si sta osservando una crescente attenzione verso i diversi metodi per migliorare il riposo. Accanto a trend come lo sleepmaxxing, l’idea di ottimizzare al massimo qualità e quantità del sonno, stanno emergendo una serie di micro-pratiche che puntano a rendere la routine serale sempre più intenzionale e strutturata. Tra queste, c’è il bedtime stacking. Scopriamo di cosa si tratta.
In questo articolo
Bedtime stacking: cos’è?
Il bedtime stacking consiste nello svolgere comodamente dal letto varie attività, tenendo una pila di oggetti a portata di mano per concentrare tutto ciò che si fa in un unico spazio. In pratica, il letto diventa un luogo multifunzionale dove leggere, scrivere, mangiare uno snack, bere una tisana o fare la skincare. Come mostrato in molti contenuti sui social, ad esempio in questo video della creator @linneaphm, tale approccio mira a massimizzare il tempo dedicato alla cura di sé e alla produttività, restando in un posto confortevole, senza interruzioni o spostamenti.
La strategia per costruire nuove abitudini
Il fenomeno si potrebbe in parte ricondurre al concetto di habit stacking, una strategia resa nota da James Clear attraverso il libro Atomic Habits, che consiste nell’associare un nuovo comportamento a un’abitudine già consolidata. Il punto di forza di questa tecnica è sfruttare un automatismo esistente per rendere le azioni collegate più facili da mantenere nel tempo. Nel caso del bedtime stacking, l’idea è però quella di “accumulare” i rituali serali, sfruttando il momento in cui ci si mette a letto per agevolarne lo svolgimento.
Bedtime stacking e bed rotting
Questo trend, che prevede lo svolgimento di una serie di attività prima di andare a dormire, può ricordare il bed rotting, ossia restare a letto nelle ore di veglia per recuperare le energie o prendersi una pausa. Pur avendo premesse diverse, la somiglianza sta nel fatto che entrambi ridefiniscono il ruolo del letto, che non è più solo uno spazio dedicato al sonno. Tuttavia, proprio questa caratteristica rappresenta il principale limite di entrambe le pratiche dal punto di vista del riposo.
Bedtime stacking: funziona davvero per dormire meglio?
Se da una parte il bedtime stacking rende la routine ricca e confortevole, dall’altra non migliora necessariamente la qualità del sonno e, in certi casi, rischia persino di ostacolarla. L’accumulo di stimoli può infatti ritardare l’addormentamento, soprattutto se include l’uso di dispositivi elettronici che interferiscono con la produzione di melatonina.
Consigli per una routine serale che favorisca il riposo
Il bedtime stacking richiede delle accortezze per non compromettere l’igiene del sonno. Per strutturare una routine serale orientata al benessere, le principali raccomandazioni degli esperti includono:
- svolgere le attività produttive in uno spazio diverso dal letto;
- riservare il letto principalmente al riposo;
- evitare di mangiare a letto;
- limitare l’uso degli schermi prima di dormire.
Per prepararsi e favorire una transizione graduale al sonno, è consigliabile preferire attività rilassanti come:
- journaling;
- lettura;
- ascolto di musica per dormire, video ASMR o rumori bianchi;
- esercizi di respirazione;
- stretching dolce.
Inoltre, si possono tenere sul comodino alcuni oggetti essenziali o dedicati al relax, come crema mani e viso, un balsamo labbra, una mascherina per gli occhi, una bottiglia d’acqua o un libro, così da renderli facilmente accessibili durante la fase di rilassamento.




