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Respiro corto e affannoso: quando si va in iperventilazione?

In quali casi il fiato è corto, la respirazione accelera e avvertiamo un senso di costrizione alla gola?

Quando si respira molto rapidamente e profondamente i livelli di anidride carbonica nel sangue diminuiscono drasticamente e subentra l’iperventilazione. Dal punto di vista biochimico, questa eccessiva eliminazione di anidride carbonica ($CO_2$) provoca un aumento del pH ematico, determinando una condizione clinica nota come alcalosi respiratoria.

Nella maggior parte dei casi a causare l’iperventilazione sono componenti psicologiche come ansia, stress, attacchi di panico, tensioni e stanchezza cronica, che alterano involontariamente il ritmo del centro respiratorio cerebrale.

Tuttavia, è fondamentale non sottovalutare il sintomo poiché anche patologie organiche severe come asma, BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva), infarto del miocardio, polmonite ed embolia polmonare potrebbero innescare questa condizione a causa di un deficit di ossigenazione primaria.

Quali sono i sintomi?

L’iperventilazione si manifesta soprattutto con respiro corto, veloce e affannoso, spesso accompagnato da una sensazione di soffocamento imminente (dispnea) e dolore o oppressione al torace, che il paziente può confondere con un problema cardiaco.

In alcuni casi, a causa della vasocostrizione cerebrale transitoria indotta dal calo di $CO_2$, possono sopraggiungere confusione, capogiro, vertigini, offuscamento visivo e formicolii (parestesie) localizzati tipicamente intorno alla bocca e alle estremità delle mani e dei piedi. Nei casi più acuti, l’alcalosi riduce la quota di calcio ionizzato nel sangue, provocando spasmi muscolari dolorosi alle mani (noti come “mano a ostetrico”) e, raramente, una temporanea perdita di coscienza.

Cosa si può fare in caso di iperventilazione?

un ragazzo utilizza la tecnica del respiro nel sacchetto di carta
Cosa si può fare in caso di iperventilazione – www.ok-salute.it

In caso di iperventilazione di chiara origine psicogena, dovuta cioè ad ansia o stress, si può far respirare la persona in un sacchetto di carta per brevi intervalli. Questa manovra permette al soggetto di riaccogliere nei polmoni l’aria ricca della $CO_2$ appena espirata, favorendo il rapido ripristino dell’equilibrio acido-base nel sangue e promuovendo il rilassamento muscolare. È importante che il soccorritore mantenga la calma, rassicuri verbalmente il paziente e lo inviti a rallentare il ritmo del respiro, idealmente contando fino a quattro durante l’inspirazione e fino a quattro durante l’espirazione.

Se non si ha a disposizione un sacchetto di carta, si può utilizzare la tecnica della respirazione a narici alternate: si fa respirare il soggetto con una sola narice, tenendo chiusa l’altra con un dito, e mantenendo la bocca serrata, costringendo così l’organismo a dimezzare il flusso d’aria. Se il disturbo non dovesse attenuarsi entro pochi minuti, o se compaiono febbre, dolore toracico irradiato o labbra bluastre (cianosi), è meglio chiamare tempestivamente i soccorsi sanitari d’emergenza.

Cosa non bisogna fare?

Bisogna assolutamente evitare di respirare in un sacchetto di plastica, che potrebbe attaccarsi al viso durante l’atto e provocare il rischio di soffocamento. Inoltre, non si deve mai applicare la tecnica del sacchetto se si sospetta che l’iperventilazione sia causata da patologie organiche come l’asma o l’infarto, poiché in questi contesti ridurre l’apporto di ossigeno potrebbe aggravare drammaticamente il quadro clinico del paziente. Infine, è sconsigliato somministrare liquidi da bere durante la crisi acuta per evitare il rischio di ingestione nelle vie aeree (aspirazione).

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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