
Con intersessualità si intendono le variazioni fisiche degli elementi del corpo considerati “sessuati”, quindi cromosomi, marker genetici, gonadi, ormoni, organi riproduttivi, genitali, e dell’aspetto somatico del genere di una persona (ad esempio barba e peli). Stando ai dati, circa 30.000.000 persone nel mondo nascono con tratti intersessuati. Si tratta di un numero simile a quello delle persone con i capelli rossi.
In questo articolo
Le basi biologiche e le forme più frequenti

In ambito medico-scientifico, le variazioni intersessuali sono state storicamente classificate sotto la dizione di DSD (Divergenze dello Sviluppo Sessuale o Differences of Sex Development). Queste variazioni possono presentarsi al momento della nascita o manifestarsi successivamente durante la pubertà o l’età adulta.
Le variazioni possono riguardare diversi livelli della biologia umana:
- Cromosomico: combinazioni cariotipiche differenti dal classico XX o XY, come nella Sindrome di Klinefelter (XXY) o nella Sindrome di Turner (45,X).
- Ormonale ed enzimatico: condizioni in cui il corpo produce o sintetizza in modo differente gli ormoni sessuali, come nell’Iperplasia Surrenale Congenita (CAH).
- Recettoriale: come nella Sindrome da Insensibilità agli Androgeni (AIS), in cui cellule con cariotipo XY presentano un’incapacità parziale o totale di rispondere al testosterone, portando allo sviluppo di un fenotipo esterno femminile o atipico.
Cosa non è l’intersessualità
L’intersessualità non è una malattia, non è un orientamento sessuale e non è un’identità di genere.
Non è una malattia perché nonostante le variazioni fisiche, in genere non ci sono problemi di salute: solo in certe circostanze possono correlarsi dei disturbi, ma è raro. Inoltre le persone intersessuali possono essere eterosessuali, omosessuali, bisessuali, pansessuali, monogame, poli-amorose, asessuali o di qualsiasi altro orientamento sessuale, come tutti. Così come l’essere intersessuali non definisce un’identità di genere specifica: possono essere cis-gender (in sintonia con il genere con cui sono nati) o transgender (con un’identità di genere diversa da quella assegnata alla nascita).
Un percorso spesso difficile
Le persone intersessuali spesso subiscono un’attenzione morbosa verso la loro identità di genere durante l’infanzia e a volte anche degli interventi che ne modificano la forma genitale, ostacolando il loro percorso identitario, soprattutto nel caso in cui avessero voluto cambiare la loro assegnazione di genere.
Medicalizzazione
Chi è intersessuale nasce con caratteri sessuali che non rientrano nelle tipiche distinzioni binarie del corpo maschile o femminile e spesso chi ha queste variazioni biologiche subisce una pesante medicalizzazione. Cosa significa? Significa che il genere delle persone intersessuali, cioè l’essere maschio o femmina, viene reso di competenza medica e questo può essere dannoso. Ripetuti esami o interventi medici possono causare dei traumi e delle difficoltà.
Consenso informato, tutela dei diritti e dibattito bioetico attuale
Negli ultimi anni, il paradigma clinico e sociale verso l’intersessualità ha subito una svolta fondamentale. Le principali istituzioni internazionali per i diritti umani (ONU, Consiglio d’Europa, WHO) e molte associazioni mediche e bioetiche raccomandano caldamente la sospensione di qualsiasi intervento chirurgico o ormonale “estetico” o “normalizzante” sui minori incapaci di esprimere un consenso libero e informato.
Il principio guida odierno sancisce che:
- Gli interventi medici invasivi devono essere rinviati finché la persona intersessuale non sia abbastanza grande da decidere autonomamente sul proprio corpo e sulla propria identità.
- La chirurgia e i trattamenti in età infantile devono essere limitati esclusivamente ai casi in cui sussista un reale e immediato pericolo di vita o di grave danno alla salute fisica (es. ostruzioni urinarie severe).
- Deve essere garantito un adeguato supporto psicologico, sociale e informativo non patologizzante sia per la persona intersessuale sia per i suoi familiari.
Registrazione anagrafica e tutela legale
Un ulteriore aspetto di grande rilievo riguarda il diritto al riconoscimento giuridico. In molti Paesi europei ed extra-europei sono stati introdotti percorsi semplificati per il rinvio dell’assegnazione del genere alla nascita o per l’accesso a opzioni di genere non binarie sugli atti dello stato civile, con l’obiettivo di tutelare l’autodeterminazione dell’individuo e prevenire assegnazioni chirurgiche o anagrafiche affrettate.




