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I veri amici sono la metà di quelli che crediamo di avere

Lo dice la “macchina dell'amicizia”, capace di valutare la reciprocità del rapporto tra due persone

C’è chi dice che i veri amici si contano sulle dita di una mano, ma forse ne bastano anche meno. A dimostrarlo è la “macchina dell’amicizia”, messa a punto dai ricercatori dell’Università di Tel Aviv in Isreale in collaborazione con il Massachusettes Institute of Technology (Mit) di Boston.

Descritta per la prima volta sulla rivista Plos One, la “macchina dell’amicizia” altro non è che un algoritmo in grado di valutare la bidirezionalità dei rapporti sociali, ovvero la nostra capacità di giudicare le persone e riconoscere quelle che sono davvero lì per noi. Una volta messa in funzione, questa macchina infernale ha vomitato una sentenza senza appello: i veri amici pronti a ricambiare il nostro affetto sono solo la metà di quelli che crediamo di avere.

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«E’ emerso che non siamo poi così bravi a giudicare quelli che sono i nostri veri amici», commenta il coordinatore dello studio Erez Shmueli, dell’Università di Tel Aviv. «La nostra difficoltà a determinare la reciprocità di un rapporto d’amicizia condiziona pesantemente la nostra abilità nell’instaurare collaborazioni. Abbiamo imparato che non possiamo fidarci solo del nostro istinto o della nostra intuizione: serve un metodo oggettivo – precisa Shmueli – che permetta di valutare queste relazioni e quantificare il loro impatto».

Per raggiungere questo obiettivo, i ricercatori hanno condotto diversi esperimenti su gruppi di amici e hanno analizzato studi precedenti, tra cui sei indagini condotte sul tema dell’amicizia coinvolgendo 600 studenti fra Europa, Stati Uniti e Isreaele.

Con i dati raccolti, hanno quindi sviluppato un algoritmo che è in grado di distinguere fra rapporti amicali bidirezionali e monodirezionali, analizzando alcuni elementi oggettivi che contraddistinguono la relazione.

«Abbiamo scoperto che il 95% dei partecipanti pensava di essere ricambiato dagli amici, ma in realtà – afferma il ricercatore – solo il 50% dei casi analizzati rientrava nella categoria delle amicizie bidirezionali».

Questo risultato è importante perché «le relazioni reciproche determinano le influenze sociali. Nel nostro esperimento – continua l’esperto – abbiamo valutato ad esempio quali sono i migliori incentivi per spingere le persone a fare attività fisica, e abbiamo visto che l’amicizia è molto più efficace addirittura del denaro. Abbiamo dimostrato che le persone che ricevono pressioni per fare sport da amici veri, che ricambiano, fanno più attività fisica e fanno più progressi di chi invece ha amicizie unilaterali».

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