Sai cos’è la resilienza?

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Fondamentalmente è la capacità di reagire alle avversità. L'esperto di OK Maurizio Brasini suggerisce le strategie per diventare resilienti

La resilienza è fondamentalmente la capacità di reagire alle avversità. Ma quali sono i punti di forza di chi ha questa attitudine? Ce li spiega Maurizio Brasinidocente a contratto di psicoterapia individuale e teoria del cambiamento all’Università degli Studi dell’Aquila (puoi chiedergli un consulto qui).

FLETTERSI SENZA SPEZZARSI

Quando le cose vanno male, le persone resilienti sanno riconoscere in modo realistico il problema, accettare che il caso e le circostanze possano essere a volte sfavorevoli, e valutare la loro eventuale parte di responsabilità. Dopo di che, si rimboccano le maniche e fanno tutto il possibile per riprendere in mano le redini della loro sorte e cambiare le cose nella direzione che desiderano.

Di solito il termine resilienza si usa per i metalli che sanno resistere agli urti senza spezzarsi, ma si può riferire anche all’uomo: la sua azione è molto simile a quella del sistema immunitario, con cui il corpo fa fronte all’aggressione degli agenti patogeni. Allo stesso modo la resilienza aiuta a parare i colpi della vita, a elaborare delle risposte flessibili che si adattino alle circostanze. E, quindi, ad andare avanti.

LA FORZA DI REAGIRE

Forse in alcuni casi si nasce resilienti, certo ognuno lo può diventare. Chi non ha avuto una buona educazione da piccolo dovrà fare più fatica, però tutti possono imparare a reagire alle avversità. Come? Innanzitutto non considerandole montagne insormontabili. Sono normali, fanno parte della vita. E la vita è in continua evoluzione, dinamica…
Bisogna accettare di andare oltre e di imparare dalle esperienze, evitando di continuare a rimuginare sui propri problemi. Può essere di giovamento anche aiutare persone in difficoltà, perché questo aiuta a spostare l’attenzione dalla propria condizione a quella degli altri.

I MODELLI CUI ISPIRARSI

E poi bisogna abituarsi a vedere il bicchiere mezzo pieno. Spesso un’esperienza negativa porta con sé degli aspetti positivi, anche se all’inizio si fa fatica a individuarli. Può essere utile, per esempio, fare riferimento a persone che sono riuscite a superare situazioni difficili. Chi è cresciuto con un genitore di questo tipo avrà assorbito il suo comportamento e sarà facilitato. Ma anche chi non ha avuto questa fortuna può pensare a qualcuno con una grande forza d’animo, un amico, un parente, un vicino di casa. Bisogna dirsi: «Se lui ce l’ha fatta, perché non dovrei farcela anch’io ?».

Le persone che riescono maggiormente a resistere alle difficoltà possiedono gran parte di questi requisiti:

  • sono curiose e si divertono in quello che fanno;
  • sono flessibili, sanno adattarsi alle situazioni;
  • hanno una forte autostima, si fidano di se stesse;
  • possono contare su rapporti d’amore o d’amicizia solidi;
  • si sentono libere di manifestare le loro emozioni, dal pianto alla gioia;
  • sanno entrare in sintonia con gli altri, sanno essere empatiche;
  • hanno intuizione e creatività;
  • cercano sempre di trarre insegnamenti da ciò che capita loro.

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