Gli anziani in casa di riposo “rivivono” grazie agli studenti

giovani centro per anziani

La compagnia dei ragazzi ha fatto ritrovare nuove energie, affetto ed emozioni in un gruppo di over 65 molti dei quali affetti da demenza

Gli anziani del Centro Geriatrico Merry House di Roma hanno ritrovato il sorriso e nuova vitalità. Il merito è di 16 studenti del quarto anno dell’Istituto Professionale socio-sanitario Giulio Verne di Acilia che, in risposta a un progetto scuola-lavoro istituito dalle due strutture, hanno condotto uno stage formativo all’interno del ricovero per anziani per un totale di 6 settimane.

Dimenticandosi per qualche ora di selfie, smartphone e social network, i ragazzi sono potuti entrare in contatto con pazienti over 65 che nella maggior parte dei casi sono affetti da demenza senile: «Negli ultimi anni ci siamo chiesti cosa fosse possibile fare in più rispetto alla gestione “di base” dei nostri pazienti: abbiamo deciso di sperimentare questa convenzione, portando i ragazzi in un ambiente comunque protetto, ma guidandoli in un percorso di crescita», racconta Guido Lanzara, direttore sanitario dell’Rsa polispecialistico.

Qui gli studenti, infatti, hanno sperimentato la “vita di reparto”, consultandosi con gli specialisti del centro e dedicandosi interamente agli anziani con conversazioni, passeggiate e racconti sul passato. «È stato incredibile vedere come giovani a prima vista poco interessati alla vita, abbiano invece abbandonato subito il telefonino e si siano gettati a capofitto nella relazione con gli anziani, proponendo idee, instaurando dialoghi, portando fotografie» dichiara Lanzara.

Il risvolto più sorprendente di questa iniziativa è certamente l’effetto rigenerante sugli anziani, che nel giro di poco tempo sono letteralmente rifioriti. Dal punto di vista del profilo tecnico, i livelli della riattivazione psichica si sono alzati notevolmente: i pazienti ricoverati, che ormai avevano perso qualsiasi tipo di stimolo e non mostravano più interesse nei confronti della vita, hanno ritrovato nuove energie, si sono legati agli studenti e hanno mostrato segni di trepidazione prima di accoglierli. «Un circuito virtuoso che ci porta ad avere l’obiettivo di estendere questo bellissimo progetto di “enclave” di affetto familiare», conclude il direttore.

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