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Protesi al seno e linfoma: il legame è più che probabile

L'incidenza di questo linfoma, che resta un tumore raro, nelle donne sottoposte a mastoplastica addittiva è di 67 volte superiore  a quella della popolazione generale.

Si torna a parlare del rapporto tra protesi mammarie e linfoma. Nello specifico le protesi mammarie sono quelle testurizzate e il linfoma è quello anaplastico a grandi cellule (o Alcl), una rara forma di tumore. Ecco, lo Scheer, che è il comitato scientifico che consiglia la Commissione Europea in tema di rischi emergenti per la salute, sostiene che il rischio c’è ed è più che probabile.

Protesi al seno e linfoma: il rischio è provato, ma è un tumore molto raro

Dobbiamo dire tutto che il rischio resta comunque molto basso, ma è la prima volta che un’autorità sanitaria di questo livello lo certifica. Il problema sta nel fatto che il ministero della Salute italiano parlava di mancanze di prove scientifiche, nonostante il rapporto dello Scheer fosse dello scorso mese di aprile. Le protesi testurizzate sono quelle ruvide. Anche la Food and Drug Administration americana era giunta alla stessa conclusione.

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La correzione del ministero della Salute italiano

Lo Scheer ha ora inviato al governo italiano un reclamo ufficiale, chiedendo una rettifica il prima possibile. Questo per evitare che chi si sottopone a un intervento di mastoplastica additiva nel nostro Paese abbia tutte le informazioni necessarie. Al momento il nostro ministro della Salute ha corretto le indicazioni con “assenza di elevati livelli di evidenza scientifica”.

Cos’è il linfoma anaplastico?

È tipo di linfoma non Hodgkin. La caratteristica principale è una crescita anormale di linfociti T e da una forte espressione di una proteina, la CD30, recettore delle citochine. Sono diverse le zone del corpo che possono essere coinvolte. Oltre ai linfonodi può interessare la pelle.

Protesi al seno e linfoma: le prove scientifiche

Lo Scheer ha affermato che il legame tra protesi al seno e linfoma sia pressoché certa. Esistono prove scientifiche epidemiologiche robuste. L’incidenza di questo linfoma nelle donne sottoposte a mastoplastica addittiva è di 67 volte superiore a quella della popolazione generale.

La comunità scientifica ha dimostrato da tempo che l’infiammazione locale generata dalle protesi testurizzate può aumentare il rischio di sviluppare questo linfoma. Il linfoma anaplastico fa parte dei tumori di recente indentificazione. Quindi l’affermazione di rischio moderato deve spingere le autorità sanitarie per precauzione a segnalare immediatamente questa possibilità. Alla indicazione di un rischio forte manca solo uno studio che ne certifichi le cause.

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Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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