Si chiama spesso “killer silenzioso” perché in molti casi i sintomi della pressione alta si sviluppano in modo subdolo, graduale e del tutto asintomatico. Le arterie si irrigidiscono mese dopo mese senza che ce ne rendiamo conto. Tuttavia, quando il corpo si trova in una situazione di sovraccarico e decide di inviare dei segnali, lo fa attraverso disturbi che purtroppo tendiamo a minimizzare o a scambiare per semplice stanchezza, stress da lavoro o cervicale.
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I sintomi della pressione alta da tenere sotto osservazione
Se avverti con frequenza uno di questi sintomi, è giunto il momento di prendere in mano lo sfigmomanometro o di fare un salto in farmacia per un controllo:
- Mal di testa mattutino: è una delle spie più classiche. Si presenta tipicamente appena ci si sveglia, nella zona della nuca. Il dettaglio clinico da non sottovalutare? Questo dolore non passa e non risponde ai comuni farmaci antidolorifici da banco.
- Disturbi uditivi e visivi improvvisi: la pressione alta si ripercuote sui piccoli vasi dell’occhio e dell’orecchio. Può causare la visione di “mosche volanti“, nebbia visiva temporanea, oppure ronzii, fischi e fruscii persistenti nelle orecchie (noti come acufeni).
- Vertigini e senso di sbandamento: un improvviso picco pressorio altera l’afflusso di sangue al cervello, provocando una sensazione di instabilità, testa vuota o vera e propria confusione mentale durante le normali attività quotidiane.
- Epistassi (sangue dal naso): quando la pressione interna dei vasi è troppo alta, i capillari della mucosa nasale, che sono estremamente fragili, possono rompersi improvvisamente causando un sanguinamento difficile da arrestare.
Pressione alta: i numeri in Italia e come misurarla

Secondo le indagini condotte dalla Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA), l’ipertensione interessa circa il 35% della popolazione adulta italiana (quasi 16 milioni di persone). La percentuale balza al 50% tra gli over 60 e addirittura all’80% negli ultraottantenni. La cosa preoccupante è che una fetta enorme di questi soggetti è ipertesa senza saperlo, esponendosi a gravissimi rischi cerebro-cardiovascolari come infarti e ictus. Non aspettare che compaiano i sintomi: la prevenzione inizia dal monitoraggio regolare.




