Salute

Polmoni rigidi come cemento: la scoperta che cambia la mappa dei danni da sigaretta

Per la prima volta un team di ingegneri biomedici misura l'impatto meccanico del tabacco: il tessuto polmonare perde elasticità e si indurisce mimando la fibrosi. L'allarme degli esperti in Italia: "Un legame diretto con l'impennata di tumori e BPCO"

Gli effetti del fumo sui polmoni sono indagati da tempo, ma ora si è scoperto che la sigaretta non si limita a intossicare le cellule e a distruggere gli alveoli attraverso l’infiammazione: modifica direttamente la struttura meccanica ed elastica dei polmoni, rendendoli rigidi. A svelarlo è uno studio pionieristico pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Journal of the Royal Society Interface, guidato da Mona Eskandari, ingegnere meccanico e docente presso la University of California.

Effetto del fumo sui polmoni: indurimento simile a quello della fibrosi

Per la prima volta nella storia della medicina respiratoria, l’équipe è riuscita a misurare direttamente sul parenchima polmonare umano, il tessuto spugnoso e soffice responsabile dello scambio di ossigeno, gli effetti fisici prodotti dall’inalazione cronica di fumo. I risultati mostrano che il tabacco accelera un processo di indurimento strutturale del tutto simile a quello della fibrosi polmonare, una patologia cronica caratterizzata da cicatrizzazione e progressiva perdita della capacità respiratoria.

Il dato clinico assume un valore cruciale in Italia, dove le malattie respiratorie e il cancro al polmone rappresentano una delle principali sfide per il Sistema Sanitario Nazionale (SSN), aggravate negli ultimi anni da fattori ambientali e dall’inquinamento atmosferico, specie nel bacino della Pianura Padana.

I numeri dell’esperimento sugli effetti del fumo sui polmoni: tre volte più rigidi nei fumatori

foto che confronta un polmone sano con quello di un fumatore pesante
I numeri dell’esperimento: polmoni tre volte più rigidi nei fumatori – www.ok-salute.it

Fino ad oggi, la maggior parte dei modelli sulla biomeccanica respiratoria si basava esclusivamente su test condotti su animali. Il team della professoressa Eskandari ha invece utilizzato un approccio radicalmente nuovo, analizzando campioni di tessuto prelevati da otto polmoni umani di donatori, originariamente destinati al trapianto o alla ricerca scientifica.

Sottoponendo i frammenti di parenchima a trazione multi-assiale (per simulare il reale movimento multidirezionale della respirazione), i ricercatori hanno registrato una differenza sbalorditiva nei moduli di rigidità:

  • Non fumatori: il modulo di rigidità finale si attesta a una media di 86,5 ± 60,0 kPa.
  • Fumatori: il valore schizza a 238,6 ± 128,5 kPa.

Il tessuto polmonare di chi fuma oppone quindi una resistenza quasi tre volte superiore durante la fase di espansione. Questa perdita di elasticità costringe i muscoli respiratori a un lavoro di gran lunga maggiore per far entrare la stessa quantità d’aria, riducendo drasticamente l’efficienza energetica dell’organismo e provocando la classica sensazione di affanno (dispnea).

Il contesto italiano: l’effetto dose-risposta e il legame con i tumori

una lastra di polmoni
Il contesto italiano effetto dose-risposta e il legame con i tumori – www.ok-salute.it

In Italia, i dati epidemiologici confermano quanto questa alterazione meccanica sia il preludio a patologie ben più letali. Il fumo di sigaretta rimane il più importante fattore di rischio per il carcinoma polmonare, essendo responsabile di circa l’85-90% delle diagnosi totali.

Il rischio per un fumatore italiano aumenta di circa 14 volte rispetto a chi non ha mai fumato, e sale fino a 20 volte per chi consuma più di un pacchetto (20 sigarette) al giorno. All’impatto distruttivo del tabacco sul parenchima si sommano poi le microparticelle dell’inquinamento urbano (PM2.5 e PM10) e l’eventuale familiarità genetica, creando un mix ad altissima tossicità per le vie aeree.

Inoltre, lo studio evidenzia una “non uniformità” del danno: i tessuti delle regioni polmonari superiori tendono a irrigidirsi molto più rapidamente di quelle inferiori, probabilmente a causa delle diverse forze di gravità a cui è sottoposto l’organo in posizione eretta. Una mappatura meccanica che aiuterà i medici dei nostri reparti di terapia intensiva a tarare meglio i parametri della ventilazione meccanica assistita, riducendo il rischio di traumi polmonari da pressione (barotraumi).

Verso nuovi modelli di cura: l’addio ai test sugli animali

Al di là della pur grave conferma dei danni del fumo, la ricerca coordinata da Mona Eskandari segna una svolta metodologica epocale. L’eccessivo affidamento storico della farmaceutica sui modelli animali ha spesso rallentato la comprensione delle malattie respiratorie umane, a causa della scarsità di organi umani da donatore disponibili per i bioingegneri.

La creazione di questo nuovo database quantitativo sulle proprietà elastiche del parenchima umano permetterà lo sviluppo di modelli matematici e simulatori digitali infinitamente più precisi. Uno strumento in più per la ricerca oncologica e pneumologica italiana, utile a comprendere come la meccanica patologicamente alterata influenzi le prime fasi della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e a sviluppare protocolli di screening precoce sempre più efficaci.

Studi scientifici di riferimento e fonti ufficiali

A garanzia dell’accuratezza e della trasparenza giornalistica, ecco i link diretti alle istituzioni e alle pubblicazioni scientifiche citate:

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Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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