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Salviamoci la pelle: come scegliere cosmetici sicuri e farne buon uso

Le regole d'oro: controllare l'etichetta e rispettare il periodo di post apertura di creme, make-up, tinte e deodoranti. Per non rischiare dermatiti da contatto, attenzione ai prodotti contraffatti

La vanità ha un prezzo. Ma quanto caro si è disposti a pagarlo? La strada per raggiungere il proprio ideale di bellezza, equipaggiati di creme anti-aging, maschere purificanti, make-up e profumi, non è certo priva di insidie e a rimetterci può essere la pelle, con dermatiti, orticaria e reazioni allergiche. Ritorna la campagna Cosmesicura, promossa dall’Azienda USL di Bologna con il supporto del Ministero della Salute, per insegnare a scegliere cosmetici e prodotti per l’igiene sicuri e a utilizzarli correttamente. Ne parliamo con Luciana Prete, biologa e responsabile Igiene e Sanità Pubblica-Pianura Azienda USL di Bologna.

Come accorgersi che un prodotto cosmetico non va bene per la nostra pelle?

Gruppo San Donato

Una reazione di prurito o arrossamento è un segnale da non sottovalutare. I cosmetici, dopo gli alimenti e i detersivi, sono la principale causa di dermatite irritativa da contatto e dermatite allergica da contatto. La reazione imprevista può scatenarsi immediatamente dopo l’utilizzo, come un’orticaria o una dermatite irritativa, oppure manifestarsi con il tempo quando l’uso prolungato di un prodotto quando le immunoglobuline nell’organismo, responsabili della risposta allergica, raggiungono un livello di soglia. In questo caso possono comparire segni sulla pelle non necessariamente nell’area in cui i prodotti sono spalmati o spruzzati.

Come ricondurre la reazione allergica a uno specifico prodotto?

In alcuni casi è difficile, si tratta di escludere progressivamente i prodotti per l’igiene e la cosmesi dalla nostra routine quotidiana e informare il medico o dermatologo per sottoporsi a patch-test, per le allergie da contatto.

Quali i prodotti più incriminati?

Senza dubbio i profumi: nella cosmesi sono impiegati oltre 2.700 composti odoranti e aromatizzanti per mascherare gli eventuali odori sgradevoli delle altre materie prime contenute in un prodotto. Secondo le stime europee sono responsabili dell’1-3 per cento delle reazioni allergiche da contatto. Frequente è anche la sensibilità verso metalli pesanti come nichel, cromo o cobalto che, nel caso di terre e ombretti, possono essere contenute in elevate concentrazioni.

E i parabeni?

Sono dei conservanti che possono mimare l’azione degli estrogeni e che hanno sollevato dei timori riguardo un loro possibile effetto sulla capacità riproduttiva. Recentemente sono state introdotte nuove restrizioni sul loro uso nella cosmesi e oggi molti parabeni sono vietati.

Quanto sono sicuri i prodotti sul mercato?

Esiste un iter specifico che ogni azienda produttrice deve seguire, fornendo la certificazione del prodotto prima di immetterlo sul mercato. Esiste però la realtà dei prodotti contraffatti: non si ha alcuna certezza sulle materie prime impiegate, né di conseguenza sulla sicurezza del loro utilizzo. Il consumatore deve quindi essere consapevole della propria scelta al momento dell’acquisto.

I prodotti naturali o biologici sono più sicuri?

Non esiste una normativa che definisca e discrimini i prodotti ‘bio’ o naturali dagli altri, seppure esistano enti certificatori che attestano l’origine naturale di alcuni ingredienti. La scelta di prodotti naturali è dettata da filosofie di vita, in termini di sicurezza, invece, non c’è differenza sostanziale con gli altri prodotti.

La marca o l’elevato costo sono garanzia di maggiore sicurezza?

Anche in questo caso, il confronto tra prodotti più economici con altri più costosi non ha segnalato differenze sul piano della sicurezza. Per la qualità di un prodotto cosmetico non si deve essere guidati dal prezzo o dalla marca, bensì dal contenuto.

L’etichetta di un prodotto, quindi, deve guidare la scelta: come interpretarla?

Leggere l’etichetta e valutarne le informazioni non è semplice ma esistono dei criteri di base. Deve essere in caratteri indelebili, facilmente visibili, leggibili e in italiano. Inoltre deve essere indicato il nome o ragione sociale o sede legale del produttore o del responsabile dell’immissione sul mercato europeo, il paese d’origine, la quantità di prodottto, la durata minima all’apertura – il cosiddetto PAO, Post Opening Period -, la funzione del prodotto, le precauzioni d’uso. La lista degli ingredienti può essere lunga: una crema può contenere oltre 40 ingredienti, un dentifricio più di 20. Per chi è interessato ad approfondire, la Commissione Europea offre ai consumatori la possibilità di controllare online ogni ingrediente.

Dopo l’acquisto, come utilizzare i prodotti in modo corretto?

E’ bene ricordarsi sempre che cosmetici e prodotti per l’igiene personale hanno una scadenza. Le creme sono fatte con prodotti grassi e quindi facilmente attaccabili da microrganismi: importante è la conservazione, annotando la data di apertura della confezione e ripettando poi la PAO. Confezioni monouso o tubetti non sollevano alcun problema di contaminazione, diverso è l’uso di prodotti in barattolo: in questo caso, ci vuole accortezza. Una reazione cutanea può manifestarsi anche dopo molto tempo di utilizzo: in alcuni casi non dipende da ingredienti specifici ma semplicemente dal fatto che il prodotto è scaduto o contaminato.

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