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Eritema solare o scottatura? Scopri la differenza

I primi “bagni di sole”, spesso troppo prolungati e senza l’utilizzo di filtri solari adeguati, possono causare eritemi, scottature o orticarie. I consigli dell'esperto di OK Ignazio Stanganelli

Eritema, scottatura, orticaria solare: cosa sono esattamente? Quali sono le differenze? E come si affrontano? Ecco i consigli di Ignazio Stanganelli, responsabile del Centro di oncologia dermatologica dell’Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori (IRCCS Irst) a Meldola (Forlì-Cesena) e professore associato della Clinica Dermatologica Università di Parma (puoi chiedergli un consulto qui).

Eritema solare, scottatura e orticaria solare: qual è la differenza?

Non bisogna confondere l’eritema con l’orticaria solare che è una vera e propria malattia della pelle diagnosticata mediante foto test. Il primo è determinato da una vasodilatazione ed è una scottatura superficiale dell’epidermide. L’orticaria solare ha già un edema. È una “sorta” di eritema solare in una fase più avanzata caratterizzato appunto da gonfiore e da prurito.

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L’orticaria solare è generalmente causata da una sensibilizzazione ai raggi ultravioletti. Può essere anche causata da una reazione ad alcuni farmaci che si attiva proprio con l’esposizione al sole.

Quella che comunemente chiamiamo scottatura, quindi  in realtà è un eritema solare?

Sì. Come dicevo l’eritema solare – conosciuto come “scottatura” –  è paragonabile a una ustione superficiale della cute.
Solitamente compare dopo prolungata esposizione ai raggi solari senza la dovuta protezione o comunque con una protezione inadeguata in base al fototipo. In genere si manifesta alcune ore dopo l’esposizione e può presentare vari gradi d’intensità.
Le zone più colpite sono quelle dove la cute è più sottile:

  • décolleté,
  • le parti superiori delle spalle,
  • le zone anteriori e posteriori del tronco,
  • il viso.

Può presentare vari gradi d’intensità:

  1. la forma leggera si manifesta con un arrossamento che scompare dopo qualche giorno, senza presentare desquamazione la cosiddetta “spellatura”;
  2. la forma media si presenta con arrossamento, rigonfiamento (edema), dolorabilità al tatto simile all’ustione di primo grado. Dopo qualche giorno compare la desquamazione e come esito si evidenzia una cute con abbronzatura “a macchie”.
  3. Infine si può andare incontro a eritema (scottatura) di grado intenso. I suoi sintomi sono l’arrossamento e numerose vescicole o bolle, seguiti da una forte desquamazione. Si accompagna spesso a febbre, nausea, cefalea e vertigini.

Come dobbiamo comportarci?

È importante esporsi gradualmente per ridurre il rischio di scottature. Cominciare da un’esposizione di 45-60 minuti il primo giorno. Poi potremo aumentare il tempo fino a ottenere in 15-20 giorni un’abbronzatura uniforme e duratura.

Particolare attenzione a non scottarsi deve prestare il soggetto con fototipo chiaro, maggiormente predisposto al rischio di melanoma. I bambini devono essere assolutamente protetti dalle scottature e va evitata l’esposizione diretta dei neonati fino a un anno.

Mai dimenticare la protezione solare (sia al mare che in montagna). Va scelta in base al proprio fototipo (scopri qui che fototipo sei).
I solari a uso pediatrico devono essere privi di conservanti e di profumo. La pelle dei neonati è in grado di assorbire più facilmente gli ingredienti chimici contenuti nelle creme solari. È fondamentale portare al mare i bambini nelle prime ore della mattina evitando quelle più calde.

Quali sono i rischi delle scottature?

La protezione della pelle dai raggi nocivi del sole è una regola da seguire a tutte le età, ma ancora di più se si tratta di bambini e adolescenti. Le scottature solari in età pediatrica aumentano il numero dei nevi e il rischio di sviluppare melanoma in età adulta. Ridurre la dose cumulativa solare, evitare esposizioni prolungate in una giornata e limitare quelle nella fascia centrale della giornata, indossare maglietta e cappellino, applicare filtri solari a protezione alta rappresentano le armi per una buona prevenzione.

Alcuni farmaci possono provocare reazioni cutanee se ci si espone al sole?

Sì, se si assumono determinati farmaci l’esposizione al sole può scatenare delle reazioni a livello cutaneo. Queste reazioni possono comparire sia se il medicinale è assunto per via orale sia se è applicato direttamente sulla pelle. Si parla, in questi casi, di reazioni di fotosensibilità che provocano fotodermatiti primarie, ossia reazioni esagerate dell’organismo a dosi non rilevanti di radiazioni ultraviolette.
I farmaci responsabili di queste reazioni appartengono a diverse categorie di utilizzo:

  • anti-infettivi tra cui alcuni antibiotici, antivirali e antifungini,
  • la pillola anticoncezionale,
  • alcuni diuretici,
  • diversi farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS),
  • i farmaci utilizzati per i disturbi del ritmo del cuore, per le terapie oncologiche, per malattie del sistema nervoso o come antiallergici,
  • farmaci antidiabetici da assumere per bocca (non l’insulina), alcuni antireumatici e farmaci antiacne.

Possono causare la stessa reazione anche altre sostanze chimiche

Possono indurre reazioni simili anche altre sostanze chimiche contenute in prodotti che vengono a contatto con la pelle come profumi, deodoranti o lozioni dopobarba. Gli esempi più frequenti sono lavanda, lime, olio di bergamotto o di limone, legno di sandalo o di cedro.

Cosa fare in questi casi?

Per evitare le reazioni di fotosensibilità sarebbe opportuno sospendere il farmaco scatenante. Quando questo non è possibile, è necessario ridurre al minimo l’esposizione alla luce solare, indossare abiti molto coprenti, cappelli a tese larghe e occhiali da sole. Inoltre si dovrebbero utilizzare creme protettive solari con SPF molto alto (50+) per le aree del corpo non coperte.

I disturbi legati alla fotosensibilità si verificano solitamente nelle zone esposte al sole come il viso, il collo, le mani e gli avambracci, ma in alcuni casi la reazione può estendersi a tutto il corpo. Le manifestazioni principali sono simili a quelle di una intensa scottatura solare con la comparsa di eritema, gonfiore, con eventuale formazione di vescicole.

Come si curano le scottature solari? 

Il primo consiglio è di abbassare la temperatura con una doccia fredda, seguita dall’applicazione di una crema emolliente. Quelle naturali contengono calendula, arnica e aloe e sono efficaci nei casi di scottature superficiali.
Se il livello di gravità è intenso, occorre rivolgersi al proprio medico curante che nei casi più seri può prescrivere una terapia a base di cortisone topico.
Nei casi estremi con eritema diffuso a tutto il corpo e febbre è opportuno rivolgersi al pronto soccorso o presso un centro o presso un centro dermatologico di riferimento.
Sottolineo che la prevenzione è l’arma più efficace: una protezione adeguata limita i rischi di scottature e di possibili effetti nocivi secondari.

Il rischio di scottarsi oppure no, è determinato anche dalla quantità di melanina presente nella pelle?

La melanina determina il colore della pelle, e può presentarsi sotto forma di “cocktail” di eumelanina e di feomelanina. La eumelanina, presente in maggiore quantità nei fototipi scuri, con la resistenza alla degradazione e la capacità di controllare le reazioni di ossidazione, determina una foto protezione molto più elevata della feomelanina, che è più instabile.
Le persone di pelle chiara, che hanno una prevalenza di feomelanina, reagiscono spesso all’esposizione solare acuta con l’insorgenza di eritema cutaneo, in quanto hanno scarsa quantità di eumelanina.

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