Il morbo di Still (o malattia di Still) è una malattia sistemica (che interessa, cioè, più parti del corpo) a carattere infiammatorio, descritta per la prima volta nella sua forma pediatrica dal medico britannico George Still nel 1870 e, successivamente, individuata anche nella popolazione adulta. Questa malattia colpisce ogni anno circa 1-2 persone su un milione. Per motivi poco conosciuti, esordisce più frequentemente negli individui di età compresa tra 15 e 25 anni e tra 36 e 46 anni. Lorenzo Dagna, primario dell’Unità di Immunologia, Reumatologia, Allergologia e Malattie Rare all’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, spiega meglio di che cosa si tratta.
In questo articolo
Quali sono le cause del morbo di Still?

La causa è ignota. Non si tratta di una malattia ereditaria, nel senso che un genitore non può trasmetterla direttamente al bambino; esistono invece alcuni fattori genetici, non ancora del tutto noti, che, trasmessi dai genitori, possono predisporre il bambino all’insorgere della malattia a seguito di fattori scatenanti ambientali (come infezioni virali o batteriche che innescano un’iper-attivazione dell’immunità innata).
Come si fa la diagnosi?
L’elemento clinico di rilievo nella malattia di Still dell’adulto è la febbre alta intermittentem o “a picchi”, che frequentemente supera i 40 gradi, con oscillazioni anche di 3-4 gradi nel giro di poche ore (spesso con uno o due picchi febbrili quotidiani, prevalentemente tardo-pomeridiani o serali). La febbre è spesso accompagnata da un eritema cutaneo color salmone (rash maculo-papulare non pruriginoso) che tende a svanire quando la febbre va via.
Accanto ai sintomi sistemici, il paziente spesso lamenta artrite o dolori articolari (artralgie), dolori muscolari (mialgie) e malessere generalizzato. Possono manifestarsi anche ingrandimento dei linfonodi (linfadenopatia) e della milza (splenomegalia), sierositi (pleurite, pericardite), ingrossamento del fegato (epatomegalia) e faringite odinofagica (intenso mal di gola spesso presente all’esordio).
In casi più rari si può presentare una miocardite o un’attivazione generale e incontrollata di tutto il sistema immunitario, molto pericolosa per il paziente (nota come Sindrome da Attivazione Macrofagica o MAS/Linfoistiocitosi Emofagocitica secondaria, un’emergenza medica caratterizzata da pancitopenia, coagulopatia e insufficienza multiorgano).
Fasi e Decorso Clinico della Malattia
L’AOSD può presentarsi con tre pattern clinici distinti:
- Forma Monociclica: un singolo episodio acuto della durata di settimane o mesi, che regredisce completamente senza ripresentarsi.
- Forma Intermittente (o Policiclica): riacutizzazioni sistemiche ricorrenti intervallate da periodi di completa remissione clinica e sierologica.
- Forma Cronica: infiammazione persistente che evolve prevalentemente in un’artrite erosiva cronica a carico delle articolazioni carpal e intertarsali.
Come si cura il morbo di Still?
La quasi totalità dei pazienti viene trattata dapprima con corticosteroidi, mantenuti alla minima dose terapeutica efficace, visti i possibili effetti collaterali. In molti casi è necessario aggiungere immunosoppressori, farmaci che
servono a «indebolire» le naturali difese del corpo, evitando così che il sistema immunitario provochi uno stato infiammatorio generalizzato. Un numero molto limitato di pazienti adulti presenta una risposta adeguata ai farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans), anche se somministrati ad alta dose. Mentre nei casi più resistenti vengono anche impiegati i cosiddetti farmaci biologici, prodotti con tecniche di ingegneria genetica, che permettono di neutralizzare alcune specifiche sostanze dell’infiammazione alla base di molte manifestazioni della malattia. Il morbo di Still dell’adulto può avere un andamento ciclico, è pertanto opportuno assumere i farmaci anche nei periodi di apparente guarigione ed essere seguiti regolarmente presso un centro specializzato.
La rivoluzione dei Farmaci Biologici (Inibitori delle Citochine)
Mentre nei casi più resistenti o dipendenti da cortisone vengono impiegati i cosiddetti farmaci biologici, prodotti con tecniche di ingegneria genetica. Nello specifico, la terapia del morbo di Still è stata rivoluzionata dagli inibitori selettivi delle citochine pro-infiammatorie guida della malattia:
- Antagonisti dell’Interleuchina-1 (Anti-IL-1 come Anakinra e Canakinumab): rappresentano oggi il gold standard di prima o seconda linea per dominare rapidamente i sintomi sistemici (febbre, rash, iperferritinemia) ed evitare il danno d’organo.
- Antagonisti dell’Interleuchina-6 (Anti-IL-6 come Tocilizumab): estremamente efficaci sia sulle manifestazioni sistemiche che sulle forme articolari croniche.
- Inibitori del TNF-alfa (come Infliximab o Etanercept): utilizzati prevalentemente nel controllo dei sintomi articolari periferici.
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Lorenzo Dagna
È professore ordinario di Medicina Interna presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e Primario dell’Unità Operativa di Immunologia, Reumatologia, Allergologia e Malattie Rare all’IRCCS Ospedale San Raffaele, oltre a collaborare con la Casa di Cura La Madonnina. Il suo percorso formativo è iniziato con la laurea in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Milano, a cui è seguita la specializzazione in Medicina Interna al San Raffaele e, tra il 2005 e il 2008, il conseguimento di due assegni di ricerca dedicati alle patologie autoimmuni e infiammatorie.
Nella sua pratica clinica si dedica quotidianamente alla cura dei pazienti affetti da malattie immunologiche e reumatologiche, dimostrando un interesse specifico per le patologie rare immuno-mediate. Sul fronte della ricerca, l'attività del professore è orientata allo studio della patogenesi e allo sviluppo di terapie avanzate e innovative, nonché alla gestione e prevenzione delle complicanze legate all’immunoterapia dei tumori. I risultati dei suoi studi scientifici sono regolarmente pubblicati su alcune delle più prestigiose riviste indicizzate del settore, come il New England Journal of Medicine, Annals of Internal Medicine e Journal of Clinical Oncology.
È infatti editore per l’Immunologia e Reumatologia dello European Journal of Internal Medicine e fa parte di importanti società scientifiche tra cui l’American College of Physician, la Società Italiana di Medicina Interna e la Società Italiana di Reumatologia. Il suo impegno istituzionale si estende a diversi tavoli europei: presiede il gruppo di lavoro sulle malattie rare della Federazione Europea di Medicina Interna, collabora come esperto con la Commissione Europea e l'Unione Europea dei Medici Specialisti, e partecipa come membro supplente al gruppo di lavoro degli operatori sanitari per l'EMA. Questo costante contributo alla Medicina Interna e all'Immunologia Clinica gli è valso ben 14 premi conferiti da società scientifiche nazionali e internazionali.




