Salute

Morbillo, una persona può contagiarne fino a 17: perché i casi stanno tornando a crescere

Troppo spesso sottovalutata, questa patologia, per cui esiste un vaccino obbligatorio molto efficace, continua a essere un problema, come confermano i nuovi dati dell'Istituto Superiore di Sanità e i recenti fatti di cronaca

Il morbillo torna a far parlare di sé in Italia. Una persona infetta può contagiarne fino a 17, tanto è elevata la capacità di trasmissione del virus. E proprio questa caratteristica spiega perché, per fermarne la circolazione, non siano sufficienti coperture vaccinali semplicemente alte: l’obiettivo è raggiungere e mantenere almeno il 95% con due dosi in ogni coorte di nascita.

A richiamare l’attenzione è la Società Italiana di Pediatria (SIP), dopo la nuova circolare del Ministero della Salute sull’andamento epidemiologico del morbillo e sulle misure necessarie per rafforzarne il controllo. Il tema è tornato particolarmente attuale anche alla luce dei nuovi casi registrati in Liguria nelle ultime settimane.

Morbillo: 630 casi in Italia in un anno

Secondo i dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) riportati dalla SIP, tra il 1° luglio 2025 e il 30 giugno 2026 in Italia sono stati registrati 630 casi di morbillo, su 2.472 complessivi nell’Unione europea.

Il dato mette in evidenza una circolazione ancora significativa del virus, dopo anni in cui la vaccinazione aveva contribuito a ridurre drasticamente la presenza della malattia. Il problema non riguarda soltanto i bambini. La fascia di età nella quale si concentra il maggior numero di casi è infatti quella tra 15 e 39 anni e, tra le persone contagiate per le quali era noto lo stato vaccinale, il 94,7% non era vaccinato.

La seconda dose del vaccino contro il morbillo è fondamentale

Uno dei punti più importanti evidenziati dalla Società Italiana di Pediatria riguarda il completamento del ciclo vaccinale. In Italia la copertura nazionale con la seconda dose, prevista dal calendario vaccinale a 5-6 anni, è dell’84,45%: nessuna Regione o Provincia autonoma arriva al 95% indicato come obiettivo per interrompere la circolazione del morbillo.

«La seconda dose non è un passaggio accessorio: è parte integrante del ciclo vaccinale e serve anche a proteggere quel circa 5% di soggetti che non ha sviluppato una risposta immunitaria dopo la prima somministrazione», spiega Rocco Russo, responsabile del Tavolo tecnico vaccinazioni della SIP.

Per una malattia così contagiosa, quindi, aver ricevuto una sola dose non equivale alla protezione prevista dal ciclo completo. Recuperare chi non è stato vaccinato o non ha completato le due somministrazioni è importante per ridurre le sacche di popolazione suscettibile.

Morbillo in Liguria: 12 casi in poche settimane

Il tema è particolarmente attuale in Liguria, dove nelle prime settimane di settembre 2026 è stato registrato un aumento dei casi.

La Regione ha comunicato 12 casi dall’1 settembre: due al Gaslini, tre a Sanremo, sei all’Azienda Ospedaliera Metropolitana e uno a Savona. Due dei pazienti erano bambini, mentre la maggior parte dei casi riguardava giovani adulti tra i 30 e i 55 anni non vaccinati. In alcuni pazienti sono state segnalate complicanze respiratorie, tra cui la polmonite, oltre a complicanze neurologiche ed epatiche.

La situazione è ulteriormente evoluta nei giorni successivi. Il 29 settembre, il direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino Matteo Bassetti ha riferito del tredicesimo caso con complicanze gravi osservato nella struttura. Si tratta di un aggiornamento successivo ai 12 casi comunicati dalla Regione il 22 settembre.

Il dato ligure mostra inoltre un elemento comune all’andamento nazionale: il morbillo non sta interessando soltanto i bambini, ma anche persone adulte che non sono vaccinate.

Perché il morbillo è così contagioso?

Il morbillo è una malattia infettiva causata dal virus del genere morbillivirus (famiglia dei Paramixovidae).

Si trasmette attraverso le goccioline respiratorie e le particelle presenti nell’aria emesse da una persona infetta. La contagiosità è molto elevata: è proprio per questo che anche una quota relativamente contenuta di persone non immunizzate può favorire la ripresa della circolazione del virus.

Quali sono i sintomi del morbillo?

donna a letto con sintomi iniziali del morbillo simili a quelli dell'influenza
Quali sono i sintomi del morbillo? – www.ok-salute.it

I primi sintomi sono simili a quelli di un classico raffreddore:

  • tosse secca,
  • naso che cola
  • congiuntivite
  • febbre che diventa però sempre più alta.

In seguito appaiono dei puntini bianchi all’interno della bocca (macchie di Koplik). Dopo 3-4 giorni, appare l’eruzione cutanea caratteristica (esantema), composta di piccoli punti rosso vivo, prima dietro le orecchie e sul viso, e poi su tutto il resto del corpo. L’eruzione dura da 4 a 7 giorni, l’esantema scompare a cominciare dal collo.

Il morbillo non è una malattia banale

Nella maggior parte dei casi l’infezione si risolve, ma il morbillo può provocare anche complicanze, alcune delle quali serie. Tra quelle più frequenti o rilevanti ci sono:

  • otite,
  • polmonite,
  • laringotracheobronchite,
  • cheratocongiuntivite
  • alterazioni epatiche.

Più raramente possono comparire complicanze neurologiche, compresa l’encefalite.

I dati della sorveglianza italiana mostrano che le complicanze non sono un evento eccezionale: nei primi sei mesi del 2025, per esempio, circa un terzo dei casi notificati aveva riportato almeno una complicanza e oltre la metà dei pazienti era stata ricoverata in ospedale. Il rischio di complicanze è particolarmente importante nei bambini molto piccoli e nelle persone più vulnerabili.

Morbillo manda in tilt le difese immunitarie

Il virus del morbillo “anestetizza” il sistema immunitario per quasi tre anni, rendendolo più suscettibile alle infezioni. Il vaccino è dunque doppiamente utile:

  • oltre a prevenire il morbillo,
  • aiuta ad evitare tutte quelle malattie infettive che possono insorgere una volta spariti i famigerati puntini rossi.

È quanto afferma uno studio dell’Università di Princeton pubblicato sulla rivista Science.

L’analisi ha dimostrato che i bambini che riescono a superare il morbillo, rimangono più suscettibili alle altre infezioni per un periodo di circa due anni e mezzo. «Questi risultati ci dicono che gli eventi avversi del morbillo sono molto più duraturi di quanto potessimo immaginare», spiegano i ricercatori.

Perché il vaccino protegge anche chi non può vaccinarsi

bambini di spalle che giocano all'asilo
Perché il vaccino protegge anche chi non può vaccinarsi – www.ok-salute.it

I bambini sotto l’anno di età rappresentano una fascia particolarmente delicata perché non hanno ancora raggiunto l’età prevista dal calendario per la prima dose.

Nel 2026, infatti, l’incidenza più alta di morbillo è stata registrata proprio nella fascia 0-4 anni: 49,4 casi per milione, oltre il doppio rispetto alla fascia 15-39 anni.

È anche per questo che la vaccinazione non riguarda soltanto la protezione individuale. Quando la maggior parte della popolazione è immunizzata, diminuiscono le possibilità che il virus raggiunga chi non può ancora essere vaccinato o chi, per specifiche condizioni di salute, non può ricevere il vaccino (immunità di gregge).

Cosa fare se non si è completato il ciclo vaccinale

Il vaccino contro il morbillo viene somministrato nell’ambito del vaccino MPR, che protegge anche da parotite e rosolia, oppure del vaccino combinato MPRV, che comprende anche la varicella.

Chi non sa se ha ricevuto una o due dosi, chi non è mai stato vaccinato o chi ha un ciclo incompleto può rivolgersi al proprio medico di medicina generale, pediatra o servizio vaccinale della propria ASL per verificare la propria situazione e valutare l’eventuale recupero.

L’aumento dei casi in Italia e il focolaio registrato nelle ultime settimane in Liguria ricordano quindi che il morbillo non è una malattia del passato. Per una patologia capace di trasmettersi con tanta facilità, ogni persona non protetta può contribuire a mantenere il virus in circolazione.

Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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