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Lo sport fa bene o male alla salute sessuale degli uomini?

Allarme degli urologi: «Fare troppa attività fisica danneggia il sistema riproduttivo maschile». Sotto osservazione anche la scarsa igiene intima negli adolescenti, che moltiplica la trasmissione di malattie sessuali

Troppo sport fa male alla fertilità maschile? Si sono spinti a sostenere questa tesi gli urologi riuniti a Roma per il congresso Qualità di vita in Urologia e Andrologia, dando indicazioni per conservare una buona qualità della vita sessuale e della possibilità di avere figli. Molte comunque le attività fisiche che possono influire sulla fertilità maschile. Si va dall’equitazione e il ciclismo messe sotto osservazione per l’impatto “meccanico” che hanno nella zona del basso ventre, fino all’eccesso di sport in palestra, passando anche per l’atletica leggera. Sotto la lente d’ingrandimento anche l’uso molto diffuso di steroidi anabolizzanti.

Quali sport sono rischiosi per la sessualità maschile

«Nell’uomo – spiega il professor Francesco Sasso, Direttore dell’Unità Operativa di Urologia dell’Ospedale San Pietro Fatabenefratelli di Roma– l’uso della bicicletta o del cavallo determina una compressione della zona perineale che provoca un mancato afflusso di sangue, e di conseguenza la perdita di elasticità». Anche chi corre più di 100 chilometri a settimana è a rischio. «Maratoneti e marciatori – aggiunge Sasso – presentano un danno da stress ossidativo del microcircolo e un deficit erettivo. Lo stesso si può dire per alpinisti in quota e per i sub. Inoltre troppo sport può comportare un danno all’apparato riproduttivo. Motocross, basket, calcio e tutte quelle attività fisiche che prevedono l’utilizzo di androgeni e integratori, che incrementano la performance, in realtà influenzano e causano problemi direttamente alla sfera sessuale. A qualunque età. Giovani e meno giovani, nessuno può ritenersi fuori».

Gruppo San Donato

Anche la scarsa igiene intima mette a rischio la salute sessuale

Un altro problema che preoccupa gli urologi è la scarsa cura per l’igiene intima da parte dei più giovani. «È ormai consolidato come molte malattie sessualmente trasmesse siano strettamente legate alla scarsa o nulla igiene intima, prima e dopo un rapporto. Sono in aumento i casi di infezione da clamidia negli adolescenti. In Italia – sottolinea Sasso – gli ultimi dati parlano dell’8,4% su un campione di 93.400 ragazzi analizzati, con una incidenza maggiore al Nord rispetto alle regioni del Sud. La clamidia non solo non dà sintomi, ma se non curata per tempo causa infertilità. Numerosi studi confermano che l’infezione da papilloma virus (HPV) come nella donna, anche nel maschio determini lo sviluppo di un tumore del pene e un’igiene accurata possa invece ridurre l’infezione. Occorre educare i bambini a lavarsi correttamente, prima che la loro vita sessuale abbia inizio». Più di un uomo su tre sotto i 35 anni ha problemi andrologici e sessuali, mentre il 13% di tutti i maschi ha problemi di erezione. Per quanto riguarda gli adolescenti c’è un vero e proprio allarme clamidia, altro fattore che influenza negativamente la possibilità di procreare, che viene influenzata da molte altre malattie sessualmente trasmissibili, dal varicocele, dall’obesità, dal fumo di sigaretta, dell’alcol e dalle droghe.

Francesco Bianco

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