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La lampada solare è come una droga: a rischio le giovanissime

Sul lettino abbronzante una donna su cinque sviluppa una vera e propria dipendenza

La lampada solare non è un gioco da ragazze. Sotto i suoi raggi ultravioletti una donna su cinque sviluppa una vera e propria dipendenza da abbronzatura artificiale. Il rischio è tre volte superiore per quelle che soffrono di sintomi depressivi, ma anche le giovanissime hanno una spiccata suscettibilità. Lo dimostra uno studio pubblicato su Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention dal Georgetown University Medical Center, negli Stati Uniti.

L’allerta degli esperti

«E’ una situazione preoccupante», commenta l’oncologo Darren Mays, coordinatore della ricerca. «Sappiamo che l’abbronzatura, specialmente in giovane età, aumenta il rischio di tumori della pelle ed è associata a tumori ad un esordio precoce». La lampada solare – spiega l’esperto – aumenta il rischio di melanoma del 20% e può addirittura far impennare del 67% la probabilità di sviluppare un tumore diverso dal melanoma nel corso della vita. Ogni lampada in più aumenta del 2% il rischio di tumore.

Lampada solare come droga:
la situazione Usa

Gli esperti stimano che i lettini solari siano responsabili del 10% dei tumori della pelle negli Stati Uniti, dove però la moda sta lentamente scemando. Solo il 15% delle donne bianche non ispaniche intervistate dai ricercatori ha dichiarato di aver fatto almeno una lampada nel corso dell’ultimo anno. La percentuale, però, sale tra le giovanissime di 17 e 18 anni. Una su quattro si è sdraiata sotto la lampada, incurante delle raccomandazioni dei medici.

Belle a tutti i costi

Le donne “drogate” di raggi UV tendono infatti a dare più importanza ai benefici estetici offerti dalla lampada piuttosto che ai rischi per la salute. Ma la dipendenza da abbronzatura artificiale, spesso, è sintomo di un malessere più profondo: la depressione.

La dipendenza nasce nel cervello

Studi precedenti hanno dimostrato che gli amanti del lettino abbronzante sperimentano nel cervello un aumento della dopamina (il neurotrasmettitore del piacere) paragonabile a quello che si osserva nelle altre dipendenze. Esperimenti sui topi di laboratorio hanno inoltre dimostrato che i raggi UV stimolano gli oppioidi presenti nel cervello. «Questa attivazione è un elemento molto interessante che vogliamo approfondire», commenta Mays.

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Lampada solare come droga:
serve una strategia di prevenzione

«Abbiamo provato interventi che prevedevano la comunicazione del rischio, ma ciò che è emerso da queste persone dipendenti dalla tintarella non sono solo le loro attitudini e credenze, ma soprattutto i loro sintomi depressivi. Per intervenire – conclude l’esperto -dobbiamo andare oltre la semplice comunicazione del rischio e trattare anche quei sintomi».

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