Salute

«Io, operato alla prostata,ho battuto l’impotenza»

Il racconto di un lettore di OK, Sergio Palumbo: «Le cure per un carcinoma prostatico hanno avuto ripercussioni sulla sessualità. Ma ho superato le difficoltà: grazie ai farmaci e al dialogo con mia moglie»

Sergio Palumbo, 59 anni, originario di Trapani, vive a Milano. Ex dirigente di banca ora in pensione, è segretario generale di Europa Uomo Italia Onlus, l’associazione che da anni si batte per la prevenzione e il miglioramento delle terapie del tumore alla prostata. Questa è la sua testimonianza per OK La salute prima di tutto.

«Era il 2007, una mattina di gennaio. All’Istituto Tumori di Milano incontrai per la prima volta Riccardo Valdagni, il direttore del Programma Prostata. Mi sedetti davanti a lui ed evitai ogni giro di parole: “Ho 56 anni e sono stato operato di prostatectomia radicale lo scorso novembre 2006″.
E senza che lui avesse il tempo di chiedermi come mi sentivo, aggiunsi: “Tutto bene, è stata usata la tecnica nerve sparing”. L’intervento “che risparmia i nervi” è l’unico di asportazione totale della prostata che offre la possibilità concreta di una ripresa dell’attività sessuale, perché salva i fasci nervosi essenziali per l’erezione.
La mia prostata era comunque andata e con lei – era la mia speranza – anche un cancro in fase iniziale, ma non per questo meno pericoloso. Ora comunque era necessario fare una radioterapia. E io volevo che quel medico mi spiegasse a cosa andavo incontro.

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Per questo cercavo di essere preciso, diretto. Solo qualche tempo dopo il dottor Valdagni mi avrebbe confessato di aver visto in me un caso raro: “Di solito, i pazienti arrivano qui in Istituto accompagnati dalle mogli – mi disse – e alle mie prime domande rispondono con un ‘racconta tu’ rivolto alla loro compagna. Sono le donne a prendersi cura di loro, a portare i documenti, a sollevare domande e preoccupazioni”.
Loro, cioè i pazienti come me, per lo più fra i 60 e i 65 anni d’età, la pensione alle porte e sulle spalle lo shock di una diagnosi di tumore della prostata, negano quasi sempre di avere problemi sessuali o d’incontinenza dopo l’intervento. “Ma non appena possibile – mi ha detto Valdagni – le signore mi fanno cenni rapidi di nascosto ai mariti, per farmi intendere che la realtà è ben diversa”.
Di fronte a un carcinoma prostatico, l’uomo viene ferito direttamente nella sua intimità, nella sua parte come individuo e come membro di una coppia. A volte l’impatto emotivo è così forte che la sessualità, ancora prima di essere potenzialmente compromessa dalle terapie, è messa in discussione dalla diagnosi. Se si aggiungono i problemi d’incontinenza – credetemi – vergogna e imbarazzo possono condurre all’isolamento dalla vita sociale e alla perdita di confidenza nell’intimità.
Il medico mi prescrisse un ciclo di radioterapia, che conclusi a giugno del 2007. Durante e dopo il trattamento lo rividi più volte.
In una di queste gli raccontai della mattina in cui avevo ritirato il referto: “Ero sotto shock, ma mi è stato di grande aiuto il sostegno di mia moglie, una persona sensibile e intelligente”.

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Sono uomo del Sud, riservato. Con mia moglie però ci siamo fatti lunghe chiacchierate, soprattutto la sera, a letto. Ci siamo raccontati difficoltà e paure: un toccasana. Ed è stato fondamentale l’atteggiamento chiaro dell’urologo: mi ha prospettato le varie soluzioni, mi ha fatto capire che la chirurgia era quella migliore nel mio caso. Avendo un tumore in fase iniziale, potevo sottopormi a un intervento conservativo e, se operato da un chirurgo d’esperienza, avevo buone possibilità di salvare sia la funzione urinaria sia quella erettile.
Così è stato. Certo, ci sono voluti mesi di riabilitazione e di attesa, perché dopo le cure è normale che ci siano dei problemi. Sono ingrassato di qualche chilo, come spesso accade, ma la palestra mi ha aiutato. Non ho avuto perdite urinarie, ma per mesi ho dovuto fare i conti con una minzione molto frequente, che mi ha creato qualche fastidio negli spostamenti, specie in macchina. Ho usato i farmaci contro la disfunzione erettile e ora sono tornato a una ripresa spontanea.
Ho deciso di raccontare la mia storia per metterla al servizio di chi si trova a dover affrontare il mio stesso percorso».
Sergio Palumbo – OK La salute prima di tutto

Ultimo aggiornamento: 2 dicembre 2009

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