Salute

Il bypass salva il cuore quando le arterie si chiudono

In caso di occlusione delle coronarie, si prelevano vasi sani in altre parti del corpo e si crea un ponte per aggirare l'ostacolo

Se le arterie coronarie (che portano il sangue alle pareti del cuore) si restringono o addirittura si chiudono per effetto dell’aterosclerosi o di altre patologie, si utilizza spesso la tecnica del bypass. È un intervento chirurgico delicato, che permette, come dice il nome, di scavalcare i tratti di arteria otturati, ripristinando la normale circolazione. Ma ormai è diventato di routine, almeno nei centri più avanzati.

In questo articolo

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• BYPASS: L’INTERVENTO

Si può decidere di inserire un bypass:

  • in situazione di emergenza;
  • in seguito a un’angina pectoris o a un infarto del miocardio;
  • in caso di minaccia di infarto del miocardio.

Il chirurgo preleva, da un’altra zona del corpo, alcuni tratti di vasi sanguigni sani, e ben funzionanti. «In genere, si utilizzano alcuni segmenti delle arterie mammarie (presenti nel torace) o delle vene delle gambe.

Questi segmenti vengono poi innestati a monte e a valle della coronaria occlusa, creando una sorta di ponte, che permette di far riaffluire in modo regolare il sangue. Normalmente l’operazione si esegue in anestesia generale e con la circolazione extracorporea. Fermando il cuore, cioè, e usando una macchina esterna per far circolare il sangue. Ma negli ultimi anni sono state messe a punto anche tecniche meno invasive, che prevedono l’anestesia locale e l’operazione a cuore battente.

Questo tipo di intervento è possibile per quei pazienti che hanno una localizzazione molto limitata della patologia e nei quali la circolazione extracorporea potrebbe causare uno sconvolgimento degli equilibri neuro-ormonali.
Il cardiochirurgo procede a praticare un mini accesso nel torace. Preleva  una arteria mammaria e fa l’anastomosi, cioè ricongiunge i vasi dopo la resezione, sulla arteria principale che è la discendente anteriore. Il cuore non si ferma, ecco perché si chiama a cuore battente.

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DURATA

Non c’è garanzia che i bypass durino tutta la vita. In ogni caso, a distanza di dieci anni è ancora ben funzionante circa il 40% dei bypass venosi e il 95% di quelli arteriosi.

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