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Ictus: dimezza il rischio eliminando una cattiva abitudine

Il fumo di sigaretta raddoppia il rischio di essere colpiti da questo evento inaspettato e traumatico

Il rapporto tra sigaretta e ictus è ormai consolidato in centinaia di studi scientifici svolti in tutto il Pianeta. Del resto qual è oggi la prima causa di morte “evitabile”? Senza dubbio, il fumo di sigaretta. Stando ai dati raccolti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, questa cattiva abitudine causa oltre 6 milioni di decessi nel mondo, 600.000 dei quali solo per effetto del fumo passivo. Si tratta di dati allarmanti. Questo soprattutto se si considera che il fumo è il maggiore fattore di rischio delle malattie cardio-cerebrovascolari, dei tumori e delle malattie respiratorie. Nonostante una massiccia campagna di informazione anti fumo, nel nostro Paese il numero dei fumatori non scende in modo significativo. Sono anche molti i giovanissimi che fumano le sigarette già nei primi anni dell’adolescenza con conseguenze importanti. Parlando proprio di ictus, va anche considerato che è uno dei motivi principali per cui stanno aumentando i numeri di persone sotto i 55 anni che vengono colpiti da ictus giovanile.

Sigaretta e ictus: il fumo ne raddoppia il rischio  

«Purtroppo i fumatori hanno un rischio di essere colpiti da ictus due volte superiore a chi non possiede questa cattiva abitudine». Massimo Del Sette è Direttore S.C. Neurologia E.O. Ospedali Galliera di Genova. «Ciò è dovuto al fatto che il fumo di sigaretta apporta un danno serio alla parete dei vasi. Compresi naturalmente quelli che portano il sangue al cervello, facilitando la formazione di placche e coaguli. Quando un trombo ostruisce improvvisamente una arteria cerebrale si verifica l’ictus. Inoltre la nicotina contribuisce all’insorgenza di malattie cardiache, come ad esempio la cardiopatia ischemica, che a loro volta possono essere causa di eventi cerebrali improvvisi e traumatici».

Gruppo San Donato

Sigaretta e ictus: mettere di fumare diminuisce il rischio

Indipendentemente da quanto si fumi, mettere fine a questa abitudine comporta dei vantaggi immediati, soprattutto sulle vie respiratorie. «Dopo un anno dalla cessazione si riscontrano dei benefici anche a livello dell’apparato cardiocircolatorio. Se si lasciano passare cinque anni il rischio di essere colpiti da un ictus è simile a quello di chi non ha mai fumato». Purtroppo, però, il rischio di tumore persiste nel tempo, quindi l’ideale sarebbe non iniziare nemmeno a fumare, scoraggiando i giovanissimi (che sono più esposti a questo pericolo) a farlo.

Questo video ti spiega tutte le altre abitudini che dobbiamo correggere per abbassare il rischio di essere colpiti da ictus

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