Salute

Diabete e depressione posso essere collegati?

Secondo molti studi ed esperti, la relazione tra le due condizioni è di natura bidirezionale e una patologia può alimentare l'altra instaurando un circolo vizioso. Fondamentale il trattamento della comorbilità.

Per chi soffre di malattie croniche, i disturbi dell’umore sono spesso degli ospiti tanto attesi quanto sgraditi. Non fa eccezione il diabete, che pur essendo una patologia oggi ottimamente gestibile, può caricare sulle spalle delle persone un peso importante. Da qui la nascita di studi sulla correlazione con la depressione e di una lecita domanda: è il diabete ad aumentare il rischio di depressione o viceversa?

Secondo molti esperti entrambe le affermazioni sono vere, in quanto la relazione tra le due condizioni è di natura bidirezionale (come quella, per esempio, tra sordità e demenza senile) e una patologia può alimentare l’altra instaurando un circolo vizioso.

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Chi soffre di depressione sviluppa abitudini che possono aumentare il rischio di diabete, o peggiorare la sua gestione. Mentre chi è, o scopre di essere diabetico deve convivere, spesso con grande fatica, con una patologia cronica che può intaccare il benessere mentale. Fino a portare alla depressione o aggravarne lo stato esistente.

La depressione che nasce dal diabete

Come scrive Silvio Garattini, presidente e fondatore dell’Istituto Mario Negri, nel libro Il diabete di tipo 2 – una malattia evitabile (realizzato in collaborazione con la ricercatrice Lidia Staszewsky, Edizioni Lswr), «la depressione è un disturbo mentale caratterizzato da una costellazione di sintomi. Si possono presentare in diverse combinazioni e manifestarsi a livello emotivo, cognitivo, comportamentale e fisico. Nelle persone con diabete di tipo 1 e 2, la prevalenza di sintomatologia depressiva è stimata tra il 12% e il 27%. Quella di depressione tra l’8 e il 15%. Circa il doppio rispetto ai soggetti che non soffrono di diabete».

Altri dati provengono da uno studio pubblicato nel 2022 su Acta Diabetologica, condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Bologna. Su 30 mila pazienti con diabete di tipo 2, il 17% soffrirebbe di depressione entro i primi 10 anni dalla diagnosi della patologia metabolica. Esposti a maggior rischio le donne over 65, le persone che vivono in zone rurali e chi soffre di altri disturbi mentali, neurologici, di ipotiroidismo, malattie respiratorie o cancro. 

Il motivo è da ricercare nelle caratteristiche del diabete

Per molti medici il motivo è da ricercare nelle caratteristiche della patologia diabetica. Che, come tutte le malattie croniche, impone una gestione costante e impegnativa, e si associa ad alti livelli di stress, angoscia e preoccupazioni per la salute che influenzano intensamente il benessere fisico e mentale.

Oggi a disposizione dei pazienti ci sono numerose tecnologie innovative (rilevatori costanti della glicemia, infusori di insulina, spesso interconnessi tra loro e collegati a un’app), ma in linea generale un diabetico deve perennemente fare attenzione alla dieta, cercare di praticare attività fisica e controllare i dati sul suo andamento glicemico.

Il diabete che nasce dalla depressione

Invertendo il flusso per capire invece le cause dell’insorgenza del diabete nelle persone con depressione, gli esperti hanno analizzato i comportamenti tipici dei pazienti con questo disturbo. «La depressione si accompagna spesso a cambiamenti del comportamento. Quali una cura di sé ridotta, scarsa aderenza alle terapie, abitudine al fumo, attività fisica insufficiente e una dieta ipercalorica. Poiché queste abitudini influiscono negativamente sul controllo glicemico, possono associarsi a un rischio più elevato di complicanze» spiega ancora Garattini.

«Nel 2005, la prima metanalisi sul pericolo di sviluppare diabete nelle persone con depressione aveva stimato un rischio aumentato del 37% rispetto a chi non ne soffriva. Mentre una metanalisi successiva ha identificato un rischio aumentato del 60%. Si è inoltre visto che la depressione ha un ruolo nel favorire l’insorgenza del diabete anche quando si presenta in forma moderata o lieve. Pur avendo un peso più importante quando si verifica in forma grave».

Trattamento di diabete e depressione 

Alla luce di questi dati, è importante monitorare l’umore di amici, parenti, partner che ricevono una diagnosi di malattia cronica. Alcuni esperti suggeriscono che questi pazienti dovrebbero essere sottoposti a periodici screening per valutare l’eventuale presenza di depressione.

«Nei paesi europei la maggior parte delle persone con diabete riceve cure regolari. Non si può dire altrettanto in relazione alla depressione, per la quale un trattamento appropriato sembra essere riservato a circa la metà degli individui che ne avrebbero bisogno» riprende Garattini.

Il trattamento delle due patologie in comorbilità prevede che le terapie vengano portate avanti in modo sinergico e regolare. Accompagnate da uno stile di vita il più sano possibile, che significa dieta equilibrata e costante attività fisica. Questo approccio di cura collaborativa, tuttavia, «è possibile se sostenuto da un’organizzazione dei servizi che preveda la presenza di professionisti della salute mentale. Sia nei centri per la cura del diabete, sia nelle cure primarie» sottolinea l’esperto.

Psicoterapia e antidepressivi

«Nell’utilizzo degli antidepressivi per trattare la depressione in comorbilità con il diabete, va tenuto presente che possono agire sfavorevolmente sui parametri del diabete di tipo 2» avverte il presidente dell’Istituto Mario Negri. «È un aspetto poco considerato. Anche se già le linee guida del 2010 dell’Associazione degli psichiatri americani avvertivano del rischio che l’antidepressivo potesse alterare il glucosio a digiuno».

Da qui l’importanza del trattamento psicologico. «La ricerca scientifica sostiene che gli approcci psicologici siano sottoutilizzati e che il loro potenziale sia sottovalutato nella cura della depressione». Mentre una revisione di studi sul trattamento iniziale della depressione suggerisce proprio il contrario. E cioè, conclude Garattini, «che sia opportuno prendere in considerazione la psicoterapia, perché mostra effetti più marcati e duraturi della terapia farmacologica».

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Giulia Masoero Regis

Giornalista pubblicista, collabora con OK Salute e Benessere, sito e giornale, e altre testate di divulgazione scientifica. Laureata in Scienze Politiche, Economiche e Sociali all'Università degli Studi di Milano, nel 2017 ha vinto il Premio Giornalistico SID – Società Italiana di Diabetologia “Il diabete sui media”; nel 2018 il Premio DivulgScience nel corso della XII edizione di NutriMI – Forum di Nutrizione Pratica e nel 2021 il Premio giornalistico Lattendibile, di Assolatte, nella Categoria "Salute". Dal 2023 fa parte del comitato scientifico dell’associazione Telefono Amico Italia.
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