Con l’arrivo dell’estate si fanno più passeggiate nei boschi, nei prati e in montagna ma, al contempo, cresce il rischio di imbattersi nelle zecche. Dalla Lombardia al Trentino, passando per Veneto, Friuli Venezia Giulia ma anche Lazio, Umbria e Abruzzo: negli ultimi anni questi parassiti hanno invaso anche aree dove un tempo erano poco presenti, complici l’aumento delle temperature e gli inverni più miti, che ne prolungano il periodo di attività.
Questo non significa che ogni morso di zecca sia pericoloso. Nella maggior parte dei casi non provoca conseguenze, ma è importante sapere come comportarsi, quali sintomi osservare nelle settimane successive e quando è necessario rivolgersi al medico.
In questo articolo
Che zecche ci sono in Italia?
Nel nostro Paese ci sono principalmente due tipi di zecche:
- quella del cane, la Rhipicephalus sanguineus, che colpisce in genere i nostri amici a quattro zampe. Solo eccezionalmente si attacca alle persone alle quali può trasmettere la febbre bottonosa mediterranea;
- quella dei boschi, la Ixodes Ricinus, diffusa soprattutto nelle aree boschive e collinari, è la specie maggiormente coinvolta nella trasmissione della malattia di Lyme e, in alcune zone del Nord Italia, dell’encefalite da zecca (TBE).
Dove si trovano le zecche?
Di solito vivono nell’erba alta, nei cespugli oppure nel sottobosco. Il periodo critico va dalla primavera all’autunno, anche se gli inverni sempre più miti stanno allungando la stagione in cui possono essere presenti. La zecca del cane vive anche nelle cataste di legname, negli ammassi di macerie edili e, ovviamente, nelle cucce.
Come proteggersi dal morso di una zecca?

Quando si cammina nei boschi, nei prati o lungo sentieri poco battuti è consigliabile:
- indossare sempre pantaloni lunghi infilati dentro ai calzini;
- camminare al centro del sentiero, evitando il contatto con l’erba;
- indossare abiti chiari, per identificare facilmente le zecche e rimuoverle prima che possano arrivare alla cute;
- preferire scarpe chiuse, meglio ancora scarponcini;
- utilizzare repellenti specifici, seguendo le indicazioni riportate in etichetta.
Al termine della passeggiata è importante controllare accuratamente tutto il corpo, soprattutto ascelle, inguine, pieghe delle ginocchia, cuoio capelluto e zona dietro le orecchie. Anche gli animali domestici dovrebbero essere ispezionati.
Come si tolgono le zecche dal nostro corpo?
Nella maggior parte dei casi non è necessario correre al Pronto soccorso. La cosa più importante è rimuovere la zecca tempestivamente.
Bisogna afferrarla con una pinzetta a punta sottile, stando il più vicino possibile alla pelle, ed estrarla delicatamente, senza schiacciarla o torcerla. La zecca non va mai toccata a mani nude, va gettata nel wc o bruciata.
Dopo la rimozione del parassita, è necessario lavare la zona colpita con acqua e sapone e disinfettarla. È consigliabile annotare la data del morso e osservare la pelle e l’eventuale comparsa di sintomi per almeno 30-40 giorni. Non è raccomandato assumere antibiotici in modo preventivo dopo ogni morso: sarà il medico a valutare caso per caso se siano necessari.
Cosa non bisogna mai fare?
Per rimuovere la zecca non bisogna mai utilizzare:
- alcol;
- benzina;
- acetone;
- trielina;
- ammoniaca;
- olio o grassi;
- oggetti arroventati;
- fiammiferi.
Questi rimedi possono irritare il parassita e favorire il rigurgito del contenuto intestinale, aumentando il rischio di trasmissione di eventuali agenti infettivi.
Quali malattie può trasmettere una zecca?

Le infezioni trasmesse dalle zecche in Italia sono relativamente rare, ma alcune possono essere serie se non riconosciute e curate tempestivamente.
Malattia di Lyme
La malattia di Lyme è causata da un microrganismo, la Borrelia Burgdorferi, che si può trovare nell’intestino della zecca, dove si moltiplica, raggiungendo poi anche le ghiandole salivari.
È caratterizzata da un eritema tondeggiante che si allarga progressivamente, schiarendo nella zona centrale fino a formare una immagine ad anello. Possono comparire anche febbre, brividi, stanchezza e malessere generale.
Se diagnosticata precocemente, la malattia di Lyme si cura efficacemente con gli antibiotici.
Febbre bottonosa mediterranea
È causata da un batterio del genere Rickettsia. Si manifesta con un rash cutaneo su tutto il corpo e una chiazza nerastra nel punto in cui la zecca ha morso (la cosiddetta “tache noire”). Può degenerare in una vasculite, cioè un’infiammazione dei vasi sanguigni, che potrebbe colpire anche le coronarie con gravi conseguenze.
Anche questa infezione viene trattata con antibiotici e la diagnosi precoce riduce il rischio di complicanze.
Encefalite da zecca (TBE)
Può colpire sia adulti sia bambini, soprattutto in alcune aree del Nord-Est italiano. Solo in 3 casi su 10 dopo il morso della zecca compaiono sintomi del tutto simili a quelli dell’influenza; successivamente la febbre scompare e generalmente i disturbi regrediscono senza alcuna conseguenza.
Nel 10-20% di questi casi, però, dopo un intervallo senza sintomi di 8-20 giorni, inizia una seconda fase caratterizzata da segni di coinvolgimento del sistema nervoso centrale. Nei bambini la malattia tende a essere più lieve. La mortalità è mediamente dell’1-5%.
Per le persone che vivono o frequentano abitualmente le aree a rischio è disponibile un vaccino, raccomandato dalle autorità sanitarie.
Quando bisogna andare al Pronto soccorso?
Non è necessario consultare il medico solo perché si è stati punti da una zecca, ma è importante farlo tempestivamente se, nelle quattro settimane successive al morso, compaiono:
- un eritema che tende ad allargarsi;
- febbre;
- mal di testa persistente;
- dolori muscolari o articolari;
- ingrossamento dei linfonodi;
- disturbi neurologici come rigidità del collo, difficoltà a parlare o debolezza degli arti.
Esiste un test per capire se la zecca ha trasmesso un’infezione?
Oggi sono disponibili test di diagnostica molecolare che possono identificare rapidamente alcuni dei principali agenti patogeni trasmessi dalle zecche. Tuttavia non vengono eseguiti di routine dopo ogni morso e la loro utilità viene valutata dal medico in base ai sintomi e al quadro clinico.
Leggi anche…
None found




