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Obbligo Green Pass sui luoghi di lavoro: tutte le regole

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La rubrica OK Salute e Benessere, condotta dalla giornalista Chiara Caretoni, va in onda tutti i giorni alle ore 11 sul Circuito Nazionale Radiofonico (CNR) e su Radio LatteMiele. Per entrare in contatto con la redazione radiofonica scrivi a: radio@ok-salute.it.

Dal 15 ottobre per svolgere qualsiasi tipo di lavoro, sia esso pubblico o privato, occorrerà esibire il green pass. L’obbligo riguarda anche le partite Iva e i liberi professionisti e i lavoratori che non hanno la certificazione verde subiranno la sospensione dello stipendio. Anche chi svolge un’attività di volontariato o di formazione deve possedere il green pass. Gli unici che possono non averlo sono le persone esentati dalla vaccinazione.

Gruppo San Donato

Green Pass: quanto tempo vale?

Tutte le regole sono contenute nel decreto legge del 16 settembre 2021 e di seguito sono elencate le principali: per le persone che hanno completato il ciclo vaccinale il green pass ha validità di un anno dall’ultima iniezione; se si è guariti dal Covid l’anno di validità inizierà dalla prima e spesso unica vaccinazione, mentre effettuando il tampone molecolare la validità sarà di 72 ore, invece con il tampone antigienico la validità si restringe a 48 ore da quando c’è stato il prelievo.

Tutte le figure che devono esibire il certificato verde

Per quanto riguarda le collaboratrici o professionisti che svolgono lavori nelle case altrui o le partite Iva, è comunque necessario il green pass? La risposta è affermativa: colf, collaboratori, familiari, babysitter, badanti, governanti sono figure che dovranno avere la certificazione per svolgere l’attività lavorativa. Lo stesso vale per idraulici e elettricisti e anche per le partite Iva. In generale per partecipare a matrimoni, battesimi, eventi resta l’obbligatorietà del green pass. Solo i minori di 12 anni restano esentati dall’obbligo.

Controllo della validità: è responsabilità dei datori di lavoro

Il controllo del possesso della certificazione verde è responsabilità dei datori di lavoro nel settore privato e del responsabile degli uffici nel settore pubblico: saranno infatti loro a indicare entro il 15 ottobre chi dovrà verificare questo requisito. Il lavoratore che non è in possesso del green pass non può essere licenziato, tuttavia sono previste delle sanzioni sia per il lavoratore che per il datore di lavoro: per i lavoratori sorpresi all’interno del luogo di lavoro senza il green pass la sanzione è tra i 600 e 1500€, mentre il datore di lavoro rischia una sanzione dai 400 ai 1000€. Il lavoratore che si presenta senza il documento non potrà accedere al luogo di lavoro e risulterà assente ingiustificato. Se il lavoratore continua a non possedere o esibire il green pass scatta la sospensione dal lavoro senza stipendio; il rientro al lavoro viene comunque garantito se il lavoratore esibisce un green pass valido. Per tutti i lavoratori la sospensione scatta dal primo giorno, fatta eccezione in cui l’azienda abbia meno di 15 dipendenti, in questo caso la sospensione è attivata dal quinto giorno di mancata presentazione del certificato.

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