News

Mestre: contro le fibrillazioni interventi col catetere-laser

Ha 47 anni, è veneto e sta bene il paziente operato per fibrillazione atriale con il più avanzato catetere laser. L'intervento è stato eseguito all'Ospedale all'Angelo dì Mestre (Venezia) dall'équipe del dottor Antonio Raviele.

Ha 47 anni, è veneto e sta bene il paziente operato per fibrillazione atriale con il più avanzato catetere laser. L’intervento è stato eseguito all’Ospedale all’Angelo dì Mestre (Venezia) dall’équipe del dottor Antonio Raviele.

«Nel 2005 siamo stati i primi al mondo a sperimentare sull’uomo un prototipo che utilizzava il catetere laser per avere una visione endoscopica dell’interno del cuore – afferma Raviele, già primario dell’Unità Operativa di Cardiologia dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre oggi questo catetere è entrato nella pratica clinica e noi abbiamo potuto usare per primi il modello più recente con ottimi risultati sul paziente, che risulta guarito».

Gruppo San Donato

La fibrillazione atriale è un’aritmia cardiaca che in Italia colpisce fino a un milione di persone, metà delle quali con sintomi manifesti: un disturbo che inibisce le contrazioni della parte alta del cuore, mentre la parte bassa si contrae a frequenza elevata, esponendo i pazienti al rischio di coaguli.

Ebbene, per impedire questa aritmia, che si sviluppa nell’atrio destro del cuore, i chirurghi “bruciano” le zone di contatto tra il cuore e le vene. Sono le vene infatti a portare al cuore quel di più di elettricità che manda in pallone il muscolo cardiaco. Per intervenire nelle zone attorno alle vene si utilizzava – si utilizza ancora – il sistema delle radiofrequenze che alla fine è una punta che viene riscaldata elettricamente e “brucia” la parte interessata. Un intervento che, per quanto preciso, non ha nulla a che vedere con la precisione del laser.

Non solo, un intervento che viene fatto quasi alla cieca e cioè con la guida di un ecografo, al massimo. Che cosa hanno pensato in Cardiologia a Mestre? Di inserire un catetere attraverso la vena femorale e di inserire dentro questo tubicino una fibra ottica – per vedere – e un laser, per “bruciare”. Ci sono voluti 6 anni – spiega il dottor Sakis Themistoclakis, responsabile del Centro per la cura della fibrillazione atriale per mettere a punto assieme ad una ditta americana – la CardioFocus – una macchina che fosse pronta per entrare nelle sale operatorie di tutto il mondo. E il primo intervento in Italia – su un mestrino di 47 anni – con questo nuovo sistema è stato fatto a Mestre proprio da Sakis Themistoclakis.

E’ stata anche l’ultima operazione seguita passo passo dal dottor Antonio Raviele, da pochi giorni ex primario di Cardiologia. Raviele al quale tra parentesi andrebbe fatto un monumento solo per aver salvato a suo tempo la cardiochirurgia di Mestre, che la Regione voleva cancellare – ha creato un reparto all’avanguardia, soprattutto nel settore delle aritmie cardiache. «Nel 2005 siamo stati i primi al mondo a sperimentare sull’uomo un prototipo che utilizzava il catetere laser per avere una visione endoscopica dell’interno del cuore – spiega Raviele – Oggi questo catetere è entrato nella pratica clinica e noi abbiamo potuto usare per primi il modello più recente con ottimi risultati sul paziente, che risulta guarito».

Fonte Il Gazzettino

GUARDA ANCHE
Un guasto elettrico al cuore: è la fibrillazione atriale
Le aritmie ventricolari mandano in tilt il cuore
Prendetevi a cuore il vostro cuore

Mostra di più
Pulsante per tornare all'inizio