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I «bollini rosa» di Onda premiano 224 ospedali

Ci sono i super reparti di maternità, a misura di madri e bebè, i servizi avanzati di sostegno psicologico e i centri anti-violenza. Ma anche semplici punti di ascolto, parcheggi dedicati, ludoteche per i figli, bagni separati, mediatrici culturali e menu rispettosi delle diverse religioni. Perché a volte, anche in ospedale, bastano piccoli accorgimenti per essere attenti alle donne.

Ci sono i super reparti di maternità, a misura di madri e bebè, i servizi avanzati di sostegno psicologico e i centri anti-violenza. Ma anche semplici punti di ascolto, parcheggi dedicati, ludoteche per i figli, bagni separati, mediatrici culturali e menu rispettosi delle diverse religioni. Perché a volte, anche in ospedale, bastano piccoli accorgimenti per essere attenti alle donne.

Come l’anno scorso, sono ancora 224 le strutture sanitarie premiate con i bollini rosa di Onda, l‘Osservatorio nazionale sulla salute della donna, che giovedì presenterà tutti i dati. Una bussola per aiutare le cittadine a orientarsi nel labirinto del sistema sanitario nazionale.

Gruppo San Donato

Degli ospedali che si sono candidati 48 hanno ottenuto tre bollini, 112 due e 64 uno. Il Nord gioca la parte del leone con il 65% dei centri premiati: soltanto la Lombardia, che ha però la maggiore popolazione femminile residente (5 milioni), ne conta 75, di cui 15 con tre bollini. Tra le 48 strutture al top appena quattro sono nel Mezzogiorno, in netto ritardo anche su questo fronte. Soddisfatta Francesca Merzagora, presidente Onda: «Con questo progetto, giunto alla quinta edizione, non solo abbiamo creato un importante strumento di classificazione di strutture con reparti e servizi a misura di donna, ma abbiamo anche avviato un costante processo di sensibilizzazione della sanità italiana al genere femminile».

La risposta è stata confortante. «Si scopre un’Italia nuova dice Merzagora – efficiente, funzionale, impegnata. Eccellente non solo nei grandi centri, ma anche nelle province o nelle periferie». A dispetto dei tagli e dei budget ridotti all’osso. I numeri del 2011 non differiscono da quelli dello scorso anno. La vera novità sta nei criteri più rigidi con cui i bollini sono stati assegnati: oltre a valutare la presenza di reparti che curano patologie femminili specifiche, l’attività di ricerca e il numero di donne ai vertici, è stata valorizzata l’appropriatezza del percorso diagnostico-terapeutico e il posizionamento della paziente al centro delle cure.

Con un occhio di riguardo, come precisa Walter Ricciardi, presidente di Osservasalute e direttore del Dipartimento di Igiene dell’Università Cattolica di Roma, «alla quota di cesarei, alla presenza della partoanalgesia 24 ore su 24, ai servizi per la cura della depressione in maternità e alle attività di prevenzione dei tumori». La nuova guida interattiva realizzata da Onda sarà disponibile dal 1° gennaio 2012 sul sito Bollini Rosa, dove sarà possibile esprimere anche un giudizio sugli ospedali segnalati. Grazie a un accordo con Federfarma, le pagine saranno consultabili in formato digitale anche in oltre 17mila farmacie. Se non bastasse, ci sarà anche una Linea rosa telefonica. Chiara la filosofia: le esigenze di salute delle donne devono essere ascoltate. Se non ora, quando?

Fonte: Sole 24 Ore

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