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Riccardo Muti dirige il Nabucco dopo il malore e il pacemaker

Il maestro torna sul podio a poco più di un mese dalla sincope avuta a Chicago e dell'intervento cardiaco: «La mia vita professionale non cambia»

Dopo una sincope, fratture multiple al volto, un pacemaker, Riccardo Muti torna sul podio a dirigere. Lo fa in un’occasione carica di significati: il Nabucco di Verdi che sarà portato in scena dal 12 marzo all’Opera di Roma, regia di Jean-Paul Scarpitta. Alla replica del 17 marzo 2011, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, tra il pubblico in sala ci sarà anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Muti, insomma, non si ferma. Anzi, ci tiene a ribadire che la sua vita professionale non cambia, dopo il malore dello scorso 3 febbraio a Chicago (Usa). Quando, durante le prove di un concerto con la Chicago Symphony Orchestra, era svenuto cadendo dal podio e si era ferito al volto nell’impatto con gli strumenti.
Una sincope in piena ragola, spiega ora. Dovuta a un calo di pressione che ha fatto andare in tilt il suo organismo. «I medici di Chicago hanno sottolineato che il cuore è in superbe condizioni», spiega al Corriere della Sera. Il pace-maker che gli è stato impiantato dopo l’incidente servirebbe infatti solo a «aiutare il ritmo cardiaco in caso di lentezze momentanee».

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I medici americani gli hanno ordinato sei settimane di riposo assoluto. Lui dopo quattro ha deciso di rimpugnare la bacchetta perché non voleva perdersi il Nabucco legato ai 150 anni d’Italia.
Lo scorso ottobre il Maestro, 69 anni, aveva rinunciato a un altro concerto, sempre a Chicago, perché non si era sentito bene ed era rientrato in Italia per una visita con i suoi medici di fiducia. «Solo un affaticamento», disse allora.
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Ultimo aggiornamento: 8 marzo 2011

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