Il tema della comunicazione dei risultati scientifici e della loro condivisione con l’opinione pubblica è ormai un’urgenza nella nostra società, specie con la diffusione delle notizie attraverso internet in generale e sui social network in particolare.
Oggi, in questo 2026 dominato da algoritmi predittivi, contenuti generati dall’intelligenza artificiale e piattaforme video ad altissima rapidità di fruizione, il fenomeno delle infodemie si è ulteriormente evoluto. La facilità con cui notizie parziali, decontestualizzate o del tutto prive di fondamento si diffondono in rete mette a dura prova la capacità del pubblico di distinguere tra evidenza medica ed opinione personale.
In questo articolo
L’esempio dei vaccini e la nuova infodemia

Si prenda ad esempio la questione dei vaccini. Nonostante tutti gli studi scientifici convergano sulla loro efficacia nella prevenzione di molte malattie, molti siti e altrettanti blog mettono in discussione la veridicità di queste affermazioni. Negli ultimi anni, la retorica esitante non si è limitata ai canali tradizionali ma ha trovato terreno fertile in ecosistemi digitali sempre più chiusi e polarizzati, dove spesso i deepfake, la manipolazione audio-visiva e le echo-chamber amplificano i dubbi dei cittadini.
La sfida odierna della medicina di precisione e dei vaccini di nuova generazione (come le piattaforme a mRNA avanzato e gli approcci terapeutici personalizzati) richiede uno sforzo comunicativo ancora più rigoroso. Se da un lato la ricerca corre a ritmi straordinari, dall’altro aumenta il baratro della percezione pubblica se la scienza non adotta un linguaggio empatico, trasparente e capace di smontare le narrazioni complottiste prima che diventino virali.
La XIII Conferenza mondiale The Future of Science che si è tenuta a Venezia sull’isola di San Giorgio ha radunato alcuni dei più importanti scienziati italiani. Abbiamo chiesto la loro opinione.
Ciò che emerse in quella storica assise resta drammaticamente attuale, ma richiede oggi un’integrazione cruciale: gli scienziati non possono più limitarsi a “trasmettere dati”, ma devono diventare attori primari del dibattito pubblico. Nel 2026, l’alleanza tra ricerca, giornalismo scientifico qualificato ed etica della comunicazione digitale rappresenta l’unico vero presidio per tutelare la salute pubblica e garantire che le conquiste della medicina moderna continuino ad essere un bene accessibile e compreso da tutti.
L’Approccio in Italia contro le fake news: Istituto Superiore di Sanità (ISS)
L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) monitora costantemente il fenomeno, concentrandosi negli ultimi anni sulle nuove sfide tecnologiche:
-
Infodemia e Intelligenza Artificiale: gli studi e le conferenze istituzionali organizzate dall’ISS hanno evidenziato il “doppio volto” dell’innovazione: da un lato l’IA facilita la produzione automatizzata e massiva di disinformazione (deepfake, testo generato per creare sfiducia), dall’altro offre strumenti avanzati di sanità pubblica per il monitoraggio in tempo reale dei dubbi della popolazione.
None foundLeggi anche…



