The Future of Science: The Lives to Come

The Future of Science: The Lives to Come

Il 21 e il 22 settembre, a Venezia, si svolgerà la Conferenza Mondiale "The Future of Science" per scoprire cosa ci riserveranno la scienza e la ricerca in futuro

Cosa ci riserva la scienza per il futuro? A questa domanda complessa cercherà di rispondere la XIII edizione della Conferenza Mondiale The Future of Science dal titolo “The Lives to Come”, che si svolgerà il 21 e il 22 settembre prossimi a Venezia sull’Isola di San Giorgio presso la sede della Fondazione Cini.

Gli ospiti attesi

Promossa dalle Fondazioni Umberto Veronesi, Giorgio Cini e Silvio Tronchetti Provera, vedrà anche quest’anno riuniti alcuni dei più importanti scienziati del mondo: dal direttore scientifico della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, Giovanni Apolone, a Pier Giuseppe Pelicci, direttore di Ricerca dello IEO sempre di Milano. Ci sarà Alberto Mantovani, professore dell’Università Humanitas di Milano, per parlare di cancro e immunità, mentre Elio Riboli, direttore della School of Public Health dell’Imperial College di Londra, si occuperà di cancro e alimentazione. Dagli Stati Uniti arriveranno, tra gli altri, il professor Stephen Long dell’Università dell’Illinois per tenere un seminario su sostenibilità e sicurezza alimentare e Kathleen Kennedy Townsend, Vice Presidente di Science for Peace.

La grande eredità di Umberto Veronesi

L’appuntamento sarà il primo senza il professor Umberto Veronesi, scomparso lo scorso 8 novembre. Proprio alla sua eredità sarà dedicata la sessione di apertura dei lavori. Ma non solo: la sua presenza aleggerà durante tutto il ciclo di incontri. «I temi che tratteremo sono quelli che Umberto aveva riconosciuto come prioritari già diversi anni fa», ha spiegato Chiara Tonelli, Presidente di The Future of Science e prorettore alla Ricerca dell’Università degli Studi di Milano. «La nutrizione, come elemento di prevenzione delle malattie e di supporto alle cure, è stata al centro degli interessi di Umberto negli ultimi dieci anni di attività. Oggi sappiamo che ciò che mangiamo regola l’attività dei nostri geni. A Venezia capiremo come questi risvolti possano essere efficaci nel garantire il buono stato di salute della persona sana e una migliore risposta alle terapie: anch’esse destinate a essere cucite su misura del paziente».

I temi trattati al The Future of Science

Tra i temi trattati quello della sfida di armare il nostro sistema immunitario contro i tumori, attraverso la lettura delle informazioni scritte nel nostro DNA. Si parlerà di un argomento caldo come quello delle vaccinazioni: non soltanto come strumento di prevenzione delle malattie infettive, ma anche come opportunità profilattica nei confronti di diversi tipi di cancro.

Riflettori accesi sulla ricerca

Sotto osservazione anche il rapporto tra etica, scienza e tecnologia, oltre al peso fondamentale della ricerca, dove anche le imprese possono assumere un ruolo importante. «Innovare e fare ricerca, sia per le imprese private, sia per quelle pubbliche, è essenziale. In ogni disciplina e area di attività investire in questa direzione – ha sottolineato Marco Tronchetti Provera, presidente della Fondazione Silvio Tronchetti Provera – significa mantenere alto il livello di competitività e quindi avere maggiori vantaggi sui mercati rispetto ai concorrenti. È necessario pertanto uno sforzo collettivo – pubblico e privato – per far sì che l’Italia ricopra un ruolo primario nel panorama mondiale».

Bisogna sostenere la ricerca

«Per non farci cogliere impreparati – ha affermato Paolo Veronesi, figlio di Umberto e attuale presidente della Fondazione che porta il nome del grande chirurgo oncologo – occorre sostenere la ricerca, ma pure rendere la società informata sul piano scientifico, attraverso una divulgazione equilibrata e corretta. Per troppo tempo la scienza è stata relegata in un angolo. È arrivato il tempo di rimetterla al centro del dibattito pubblico e il convegno avrà soprattutto questo obiettivo. In futuro, come oggi, avremo bisogno di persone informate capaci di prendere scelte dettate non dalla paura ma dalla razionalità e dalla conoscenza».

«Il confronto multidisciplinare favorisce la valutazione dell’impatto della scienza e della tecnologia sulla società», ha dichiarato Giovanni Bazoli, presidente della Fondazione Giorgio Cini. «Non si può andare avanti se non con uno sforzo congiunto, che crei sinergie tra le parti coinvolte. Anche il ruolo della scienza nelle decisioni politiche ed etiche e il suo rapporto con la società acquisterà sempre più importanza alla luce delle nuove scoperte».

Francesco Bianco

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