Umberto Veronesi: ecco i segreti per una vita bella e lunga

I consigli che ci ha lasciato il grande oncologo per raggiungere l'obiettivo di vivere bene e in salute

Accetta gli anni che passano

La reazione agli anni che passano è un fattore importante della longevità. Possiamo accettare ciò che capita oppure no. Gli eventi, positivi o negativi, possono colpirci ed essere affrontati con una sostanziale accettazione oppure essere rimossi, rifiutati, ci si può lottare contro. Rimangono veri lo stesso, ma non vogliamo notarli. Ai cambiamenti si reagisce e si possono trovare spunti di maturazione, di riflessione, di bellezza! Si sta male quando si rifiuta l’idea e si vuole restare attaccati alla propria immagine di prima. Ci si sente peggio perché non si vuole affrontare la realtà. Se la carta di identità ci rivela che abbiamo più di 75 anni e insistiamo nell’affermare a denti stretti «non è vero, non è vero», evitiamo di adattare il nostro stile di vita a ciò che il corpo richiederebbe. E perdiamo opportunità preziose.

Muoviti ogni giorno

Cammina ogni giorno, vai su e giù per le scale, usa le braccia per portare piccoli carichi. Uno degli elementi importanti per mantenersi in salute è l’attività fisica. Il corpo che invecchia produce meno energia, ha meno scatto e resistenza, tuttavia non perde la possibilità di muoversi.
Dovrebbe continuare a farlo, resistere alla tentazione della pigrizia e dell’inattività e non rinunciare. Muoversi è importante. Naturalmente ogni età ha esercizi fisici appropriati. Per fortuna l’offerta di corsi e allenamenti è ormai varia e, per fortuna ancora maggiore, non è strettamente necessario rivolgersi a una palestra per mantenere l’abitudine a camminare, salire e scendere le scale a piedi, usare le braccia per portare carichi leggeri o moderati.

Non smettere mai di amare

Amare è il bisogno primario. Desiderare e avere curiosità sono inscindibili dal nostro esistere. Il desiderio sessuale può avere modificazioni dovute a livelli ormonali differenti e a esperienze che ne plasmano alcuni aspetti, tuttavia non è destinato a scemare con l’età. È impossibile che accada, soprattutto nell’uomo, mentre nella donna il desiderio cambia spesso le sue caratteristiche e richiede adattamenti più profondi nella vita di relazione. Cambia, quindi, ma non scompare. Durante i rapporti sessuali i movimenti sono completi e aerobici, coinvolgono tutti i distretti muscolari e gli apparati interni dell’organismo, e certo non si può dire che questo genere di esercizio costi fatica o sia noioso o spiacevole. In più, gli ormoni e i neurotrasmettitori, cioè sostanze importanti per la vivacità, sono stimolati dal vigore sessuale: umore più alto, interesse per la vita, voglia di scoprire, di agire, di interessarsi al mondo. Un errore incomprensibile alle età più avanzate è rinunciare all’attività sessuale.

Chi mangia poco vive di più

Mangiare poco non significa privarsi del necessario: l’allungamento più significativo della vita si è avuto storicamente nei Paesi in cui le condizioni igienico-sanitarie sono migliorate e la fame è stata debellata, ma non abbiamo bisogno di tanto cibo, non ci dà granché dal punto di vista della salute e appesantisce il funzionamento di organi e apparati. Dobbiamo renderci conto che siamo costituiti da reazioni chimiche, ma anche dalle regole della meccanica e della fisica: capienza, capacità, velocità o lentezza. Quantità, ma anche qualità. Circa il 50% delle malattie più gravi e frequenti (anche tumorali) trova una genesi nel cattivo comportamento personale, che di solito è la scelta sbagliata di ciò che si mangia o si beve.

Poco carne, molta frutta e verdura

La carne, soprattutto se rossa, stimola la proliferazione delle cellule malate in alcuni tumori e aumenta il rischio generale di malattia cardiovascolare e tumorale: ciò implica che chi mangia carne abbia un rischio maggiore di ammalarsi di tumore e malattia cardiologica rispetto ai vegetariani, che, in ogni caso, sembra vivano alcuni anni di più rispetto ai carnivori. Gli alimenti di origine vegetale hanno una funzione protettiva, per esempio contro l’azione dei radicali liberi. Frutta e verdura sono poverissime di grassi e ricche di fibre, e oltretutto agevolano il transito del cibo nel canale alimentare, quindi riducono il tempo di contatto degli eventuali cancerogeni con la parete intestinale. I vegetali poi, oltre a contaminarci molto meno rispetto agli altri alimenti, sono ricchi di vitamine, antiossidanti e inibitori della cancerogenesi (come i flavonoidi e gli isoflavoni), che neutralizzano gli agenti cancerogeni, ne diluiscono la formazione e riducono la proliferazione delle cellule malate.

 

Vive a lungo chi vuole farlo

Questa verità vale per le persone sane, e allora vivere a lungo può significare il raggiungimento dei cento anni di età e oltre, ma vale anche per chi è malato e la sopravvivenza maggiore può essere una questione di mesi o anni in più. La base è la voglia di esistere. Nella mia lunga carriera di medico e ricercatore ho visto decine di migliaia di persone, non solo nel contesto drammatico e difficile della malattia: ho viaggiato, incontrato culture e nazionalità differenti, ho avuto il privilegio di assumere cariche che mi hanno costretto a mettermi in discussione e trovare terreni comunicativi adatti con popoli la cui cultura era distante dalla mia. Ho affrontato sempre la vita con la voglia di vedere cosa sarebbe successo dopo. Ciò che i longevi hanno è la voglia di guardare oltre.

Essere curiosi. Sempre

Il più forte motore dell’esistenza? Essere curiosi, sempre. Ho la sensazione di avere lasciato per ultimo il più forte motore per la longevità. L’interazione tra mente e corpo è intensa e profonda. E complessa, anche. Che nel cervello esista una piccola componente di invecchiamento è vero, ma è variabile e non sempre si esprime nelle funzioni della persona (tante alterazioni sono «mute», cioè non provocano conseguenze). È altrettanto vero che è un organo plastico, plasmabile, pronto a immagazzinare esperienza ed evoluzione appena gliene forniamo l’opportunità. È un compagno di vita interessantissimo perché non resta lo stesso nello svolgersi dei minuti, delle ore, dei giorni. Il cervello tiene su il corpo, invia ordini e riceve messaggi; osserva e impara, sempre.

Umberto Veronesi (1925-2016)

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