La mastite è un’infezione batterica della mammella, in genere causata dal batterio Stafilococco aureo, un microrganismo normalmente presente sulla nostra pelle che trova il modo di colonizzare i tessuti interni. Ce ne ha parlato Oreste Davide Gentilini, primario dell’Unità di Chirurgia della mammella e responsabile Breast Unit
dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano.
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La mastite può colpire anche chi non allatta
Si pensa che questa malattia colpisca quasi esclusivamente le donne che allattano. Nella mia pratica clinica quotidiana, vedo spesso donne sorprese e allarmate nel ricevere questa diagnosi in fasi della vita completamente diverse, ma la realtà è che la mastite può colpire a qualsiasi età, indipendentemente dalla maternità. La mastite, quindi, colpisce anche chi non allatta.
I sintomi della mastite da non sottovalutare
La diagnosi è clinica: i latini parlavano di “rubor, calor, tumor, dolor”. Il seno, infatti, appare:
- arrossato;
- gonfio;
- molto dolente;
- caldo al tatto.
A questi segni si accompagna quasi sempre la febbre, un segnale che indica che il corpo sta lottando contro l’infezione.
Quali sono le cause e i fattori di rischio
Sebbene spesso non si riesca a isolare una causa univoca, esistono condizioni predisponenti. Ad esempio, la presenza di grosse cisti può favorire l’insorgenza del problema. Ma un altro fattore di rischio determinante è il fumo: nelle forti fumatrici osserviamo con frequenza mastiti recidivanti, forme croniche molto insidiose da debellare. Anche anomalie, come il capezzolo introflesso, possono agevolare una colonizzazione batterica “retrograda”, ossia dall’esterno verso l’interno. Lo stress, invece, sebbene possa abbassare le difese immunitarie, non può essere la sola causa diretta. Piuttosto una cornice in cui l’evento può verificarsi.
Come si cura la mastite
Nella stragrande maggioranza dei casi, la soluzione è semplice: una cura antibiotica per bocca a base di penicilline comuni. Se l’intervento è tempestivo, il problema si risolve rapidamente. Tuttavia, se la diagnosi tarda, l’infezione può evolvere in un ascesso, quindi in una raccolta di pus. In questo caso, l’antibiotico da solo non basta e dobbiamo procedere con un drenaggio, solitamente percutaneo con un ago o, più raramente, chirurgico.
Mastite e tumore al seno: quando fare controlli
La mastite è una condizione benigna e non è un sintomo oncologico. Tuttavia, dopo la risoluzione dei sintomi, consiglio sempre degli accertamenti: un’ecografia per le più giovani e anche una mammografia per chi ha più di 40 anni. Questo serve a escludere condizioni predisponenti.
Esiste un’unica eccezione, fortunatamente molto rara: il carcinoma infiammatorio. Questa neoplasia può mimare un’infiammazione, ma si presenta senza febbre e con caratteristiche visive che un occhio esperto sa distinguere prontamente dalla mastite classica. In conclusione, se avvertite dolore e arrossamento, non spaventatevi ma rivolgetevi subito allo specialista: una diagnosi clinica corretta e pochi giorni di terapia sono la via maestra per tornare in salute.
Oreste Davide Gentilini
Il Prof. Oreste Davide Gentilini dal 2015 è primario dell’Unità di Chirurgia della Mammella e responsabile Breast Unit dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano. Collabora inoltre con Casa di Cura La Madonnina e con il Policlinico San Marco di Bergamo.
È inoltre professore associato di Chirurgia Generale presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. È docente di ruolo nei corsi di laurea di Medicina e Chirurgia, International MD Program, Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale e Corso di Laurea in Ostetricia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele.




