Disabili

Una selezione chiamata discriminazione

«Negli animali gli esemplari "difettosi" in genere muoiono presto. Si chiama "selezione naturale". Negli esseri umani, per fortuna, questa selezione non esiste. C'é un qualcosa però di simile, si definisce "discriminazione". Non porta a morire fisicamente precocemente, non sempre almeno, ma per chi sopravvive c'è sempre il rischio di una morte forse ancor peggiore: quella dell'anima». La considerazione, o lo sfogo, è apparsa su Facebook qualche giorno fa a firma di Max Ulivieri (manager di Diversamenteagibile).

«Negli animali gli esemplari “difettosi” in genere muoiono presto. Si chiama “selezione naturale”. Negli esseri umani, per fortuna, questa selezione non esiste. C’é un qualcosa però di simile, si definisce “discriminazione”. Non porta a morire fisicamente precocemente, non sempre almeno, ma per chi sopravvive c’è sempre il rischio di una morte forse ancor peggiore: quella dell’anima». La considerazione, o lo sfogo, è apparsa su Facebook qualche giorno fa a firma di Max Ulivieri (manager di Diversamenteagibile).

Parole aspre, che feriscono l’orecchio di chi le ascolta e l’occhio di chi le legge. Ma vere. Terribilmente vere. Troppe volte chi non appartiene all’etnia dominate, chi non ha le fattezze rispettose dei canoni stilistici decisi dalla società dei benpensanti, è out. Una tortura lenta che offende l’intelligenza e che purtroppo uccide. Chi viene messo nell’angolo, in una sorta di mobbing della società, muore lentamente. Sfiorisce e appassisce.

Gruppo San Donato

In questo angolino non ci sono solo i disabili, ma anche gli anziani, gli obesi, gli immigrati o i figli degli immigrati, gli omosessuali e chiunque sia “diverso”. Si parla di integrazione spesso inutilmente. Integrare significa capire e la nostra società non ha tempo e voglia di approfondire, di rompere il sottile velo che copre la superficie delle cose. Integrare significa accettare qualcosa che differisce da se stessi, confrontarsi, scendere allo stesso livello, distogliere lo sguardo dal proprio orticello per porlo su quello del vicino, non per invidiarne il contenuto, ma per coglierne le differenze. Integrare significa convincersi di essere più fortunati e condividere parte di questa fortuna con il vicino.

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