Disabili

Piccoli robot crescono… e fanno sperare

In principio c’è stato il Rewalk di cui abbiamo lungamente parlato (Leggi l’opinione del fisiatra e come accedere al progetto), ora tutti sembrano interessarsi al mondo della robotica come ausilio per le persone con problemi motori. Siano esse persone con disabilità oppure anziani. E seppur con qualche colpevole ritardo anche i laboratori italiani cominciano ad applicare le conoscenze di laboratorio fin qui acquisite alla biomedica. E’ il caso del centro riabilitativo inaugurato al Gaslini di Genova. E’ il caso del progetto Iuvo della Scuola Superiore Sant’anna di Pisa.

In principio c’è stato il Rewalk di cui abbiamo lungamente parlato (Leggi l’opinione del fisiatra e come accedere al progetto), ora tutti sembrano interessarsi al mondo della robotica come ausilio per le persone con problemi motori. Siano esse persone con disabilità oppure anziani. E seppur con qualche colpevole ritardo anche i laboratori italiani cominciano ad applicare le conoscenze di laboratorio fin qui acquisite alla biomedica. E’ il caso del centro riabilitativo inaugurato al Gaslini di Genova. E’ il caso del progetto Iuvo della Scuola Superiore Sant’anna di Pisa.

Il progetto Iuvo, che prevede la realizzazione di un robot cognitivo indossabile per l’assistenza motoria funzionale degli arti inferiori, sarà coordinato da Maria Chiara Carrozza, docente di Biorobotica alla Scuola Superiore Sant’Anna (Istituto di BioRobotica), in collaborazione con il team diretto da Lorenza Pratali, ricercatrice dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr. Il progetto inizierà nella primavera 2013 e proseguirà per i prossimi tre anni, grazie al finanziamento della Fondazione Pisa.

Gruppo San Donato

«In questo progetto» dicono i ricercatori del progetto, «la Scuola Superiore Sant’Anna metterà a disposizione la propria esperienza nello sviluppo di robot indossabili ad elevato comfort per l’utente, mentre i ricercatori del Cnr si occuperanno soprattutto di validare il sistema, attraverso prove sperimentali condotte su pazienti anziani, per verificare gli effetti cardiovascolari e metabolici derivanti dall’utilizzo di “Iuvo”. Le problematiche cardiovascolari hanno tipicamente una maggiore incidenza negli anziani: monitorarle in maniera costante ed efficace permetterà che il sistema possa essere utilizzato – davvero e con facilità – nella vita di tutti i giorni, da parte degli utenti finali».

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