Benessere

Le macchie solari più comuni

I consigli degli esperti e i metodi più sicuri per riconoscere ed eliminare le tracce scure lasciate dalla tintarella

Al rientro dalle vacanze capita spesso di trovarsi delle macchie sulla pelle del viso e del corpo. Segni dell’estate finita e dell’abbronzatura che se ne va. Cosa fare per eliminarle? «Le soluzioni non mancano: esistono cosmetici ad hoc ai quali si possono affiancare trattamenti come laser e crioterapia», afferma il dottor Ivano Luppino. «L’importante è che sia il medico a fare la diagnosi del tipo di macchia, escludendo qualsiasi malignità, e poi decida qual è il metodo più appropriato per eliminarla», conclude l’esperto.

Le quattro chiazze più diffuse sono:
• Melasma o cloasma
• Efelidi
• Lentigo solari o senili
• Cheratosi attiniche o solari

Gruppo San Donato

Melasma o cloasma

Una macchia di colore grigio-marrone che può comparire, anche in giovane età, su fronte, zigomi e labbro superiore, ma anche sulle areole dei seni. Si presenta nelle donne con fototipo scuro, ma la pillola e gli antibiotici la possono scatenare anche nei fototipi chiari. «La causa principale sono i fattori ormonali», spiega Antonino Di Pietro (puoi chiedergli un consulto), presidente fondatore dell’Isplad e direttore scientifico dell’Istituto Dermoclinico Vita Cutis.

«Altri fattori di rischio sono la ceretta (per esempio ai baffetti) o l’uso di creme profumate e profumi prima di esporsi al sole, oltre alla pillola anticoncezionale e a una certa predisposizione genetica. Alcuni studi ne correlano la comparsa anche allo stress. Ma è il sole che può intensificare la pigmentazione. Ecco perché il melasma è anche detto macchia solare e si fa più visibile alla fine dell’estate. Queste macchie non durano tutta la vita. Dopo tre-quattro anni tendono a scomparire da sole, ma ricompaiono non appena ci si espone ai raggi Uv». Ecco perché, sia che si scelga di trattarle sia che si attenda che sbiadiscano naturalmente, è molto importante imparare a proteggersi con prodotti solari con Spf alto, meglio se 50+.
Quali i metodi indicati? «Le cure variano a seconda della profondità della macchia nella pelle», spiega Di Pietro. «Per questo, è bene ricorrere a una visita preventiva. Grazie alla luce di Wood il dermatologo rileverà la profondità della melanina. Se l’accumulo è superficiale, per schiarire sono utili le creme e i gel a base di derivati dell’idrochinone o dell’acido cogico, che contrastano l’azione della melanina. Altrimenti, quando le macchie sono localizzate in profondità, al livello del derma, si ricorre al peeling chimico o allo skin balance system».

Efelidi

Si presentano rosse, brune, ocra e non sono da confondere con le lentiggini. Si tratta di piccole macchie dal bordo indefinito, dovute a una maggiore produzione di melanina da parte delle cellule specifiche, i melanociti. Compaiono di solito nella prima infanzia, nei soggetti con familiarità, specie se di fototipo 1 e 2 (rossi e biondi). Si localizzano nelle zone fotoesposte (viso e dorso delle braccia) e con il sole aumentano di numero e di intensità, ma senza mai diventare troppo scure. Sono macchie piuttosto profonde. «Si possono controllare o attenuare usando creme depigmentanti specifiche e sempre sotto stretto controllo dermatologico», spiega Luppino. «In passato si eliminavano con crioterapia e laser. Oggi invece questi metodi non vengono più impiegati perché si cerca di evitare il rischio di iperoipopigmentazione, quindi di comparsa di macchiette più chiare o più scure. Si usano invece luce pulsata e peeling». Infine, tutti questi trattamenti richiedono crema solare ad alta protezione anche in città e niente sole per due o tre mesi. Non hanno controindicazioni (tranne gravidanza e allattamento per il peeling) e possono essere ripetuti.

Lentigo solari o senili

Sono delle chiazze di grandezza variabile e di colore bruno che affiorano principalmente sul viso, sul dorso delle mani o sul décolleté, ma anche sulle spalle e sulla schiena, e comunque nelle zone maggiormente fotoesposte. Si formano in genere dopo i 40 anni, ma fanno capolino anche in giovane età se esiste predisposizione genetica. «Per eliminare le lentigo solari o senili si possono usare, con buoni risultati, la crioterapia, la luce pulsata o il peeling, ma il trattamento che si preferisce oggi è il laser q-switched, in grado di colpire il bersaglio scelto e non far danni ai tessuti circostanti», spiega Luppino.

Cheratosi attiniche o solari

Sono meno frequenti di melasma e lentigo solari,ma anche le cheratosi, piccoli rilievi scuri, irregolari e ruvidi al tatto, sono macchie provocate da un’eccessiva esposizione al sole. Compaiono in genere dopo i 40 anni in zone esposte alla luce. Sono le macchie più comuni e sempre più diffuse negli uomini, in particolare su fronte e cuoio capelluto. «In alcuni casi possono trasformarsi in un tumore maligno della pelle, l’epitelioma», avverte Di Pietro. «Per questo è meglio farle controllare dal dermatologo una volta all’anno. Se le cheratosi sono molto piccole o superficiali, si possono curare con prodotti cheratolitici, cioè pomate a base di acido salicilico o di urea, che aiutano ad ammorbidire la pelle e ne favoriscono la desquamazione, eliminando le cellule morte». In genere però, si eliminano del tutto con laser, crioterapia o diatermocoagulazione a radiofrequenza.

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