Quante volte le nostre mamme e nonne, dopo un lauto (ma anche frugale) pranzo, ci hanno terrorizzato con lo spauracchio della temibile congestione? Un fenomeno che, stando alle loro parole, si sarebbe potuto verificare se non avessimo atteso almeno 3 ore prima di immergerci nell’acqua del mare o della piscina o se avessimo bevuto una bibita ghiacciata subito dopo mangiato. Ma è davvero così? Andiamo per ordine.
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Cos’è la congestione?

In effetti dopo un pasto il sangue fluisce verso lo stomaco e l’intestino perché l’ossigeno contenuto in esso viene impiegato per svolgere la funzione digestiva e trasformare i cibi ingeriti. Questo fenomeno prende il nome di iperemia splancnica.
Così facendo la temperatura corporea si alza leggermente. In presenza di uno sbalzo termico eccessivo e repentino, l’organismo attiva un meccanismo di difesa per mantenere la temperatura costante e convoglia il sangue dall’apparato gastrointestinale al resto del corpo.
La diminuzione dell’afflusso di sangue provoca un blocco digestivo, e dunque la congestione, e uno squilibrio circolatorio, che può portare anche a sintomi di altra natura.
Perché avviene?
La congestione si verifica quando l’organismo, durante la digestione, è esposto a un forte sbalzo di temperatura. Il processo digestivo inizia 15-20 minuti dopo aver mangiato e, a seconda della quantità e della tipologia di cibo ingerito, può durare anche diverse ore.
In particolare questo fenomeno può insorgere se dopo mangiato si fa un bagno in mare o in piscina (noto anche come rischio di idrocuzione se lo shock con l’acqua fredda è violento), si bevono velocemente bibite ghiacciate, si pratica attività fisica o ci si espone a correnti d’aria fredda.
Come si manifesta la congestione?
All’inizio la congestione si presenta con un malessere generale, che il paziente non riesce a imputare ad alcuna motivazione particolare. Poi possono subentrare:
- nausea,
- vomito,
- dolori addominali crampiformi,
- brividi e sudorazione fredda,
- pallore, flatulenza,
- capogiri (ipotensione),
- abbassamento della pressione arteriosa.
- In alcuni casi si arriva alla sincope con perdita di coscienza.
Cosa fare in caso di congestione?
In caso di congestione durante il bagno in mare o in piscina, bisogna immediatamente uscire dall’acqua. Se a scatenare la congestione è stata una corrente d’aria fredda, come quella del condizionatore, è necessario spostarsi in un luogo più caldo. Il paziente va fatto sdraiare in posizione supina, con le gambe sollevate (posizione anti-shock) per favorire il circolo di sangue a livello cerebrale ed evitare episodi sincopali.
Anche se la persona ha i brividi, va coperta. Una volta che la temperatura si è rialzata e i sintomi gastrici acuti sono passati, il paziente può bere una bevanda calda o a temperatura ambiente a piccoli sorsi per riequilibrare il circolo. Nei casi più gravi, se i disturbi non regrediscono o si verifica una perdita di coscienza, bisogna chiamare il Numero Unico di Emergenza 112 o recarsi al Pronto Soccorso.
Come si previene la congestione?
Per evitare di incappare nella congestione prima di fare il bagno bisogna far passare almeno 2-3 ore dal pasto, soprattutto se si sono consumati pasti abbondanti e ricchi di grassi, mentre per uno spuntino leggero a base di frutta può bastare un’ora.
Non bisogna praticare attività sportiva intensa dopo aver mangiato, né bere bibite particolarmente fredde o sostare in luoghi con temperature eccessivamente basse. Quindi è più lo sbalzo termico importante, che non il bagno in sé.




