Benessere

Come trovare i chirurghi plastici che non ti rovinano

I consigli per scegliere dove fare un ritocco estetico senza correre il rischio di mettersi nelle mani di un medico senza scrupoli

Come stabilire dove fare un ritocchino senza paura di essere rovinati? La scelta del chirurgo plastico cui affidarsi merita una riflessione ponderata tanto quanto la decisione stessa di farsi operare. Il risultato anche del ritocco più semplice può variare molto a seconda del professionista e della struttura in cui lavora.
I consigli di Vincenzo Del Gaudio, docente a contratto di chirurgia plastica presso la clinica chirurgica dell’Università di Firenze e consulente di chirurgia plastica presso varie Asl della Regione Toscana e della Regione Lazio.

1. Controllo del titolo accademico. In Italia sono circa 5mila i chirurghi che effettuano interventi estetici ma solo mille sono effettivamente specializzati. La prima regola dunque è affidarsi soltanto a chi sia in possesso della specializzazione in chirurgia plastica, che si ottiene solo con cinque anni di studi dopo la laurea in medicina: l’elenco è disponibile sul sito della Sicpre, la Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica e viene aggiornato spesso, ma per sicurezza si può fare richiesta via mail o telefonare al numero 081.292119.

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2. Un occhio al curriculum. Ovviamente anche tra chi è specializzato c’è chi è più bravo e chi meno, e l’uni co modo per valutare a priori il valore di un professionista è analizzare il suo curriculum.
«Il passaparola tra conoscenti e il consiglio del medico di famiglia possono essere un punto di partenza, ma suggerisco di informarsi sul numero di interventi eseguiti dal chirurgo e in generale di vagliare per quanto possibile i suoi risultati», spiega Del Gaudio. In Italia i chirurghi non sono obbligati, come negli Stati Uniti, a rendere pubblici questi dati, ma alcuni professionisti li riportano nel proprio sito internet.

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3. La squadra e la struttura. Il lavoro di un chirurgo dipende anche dalla squadra (in primis, l’anestesista) e dai mezzi che ha a disposizione, quindi dalla struttura in cui opera.
Qual è la prima condizione per potersi fidare di un centro? La struttura dev’essere riconosciuta dall’Azienda sanitaria locale e di conseguenza dalla Regione (basta chiedere la certificazione al centro stesso oppure chiedere all’Asl competente l’elenco). In generale, il buon senso suggerisce che un piccolo ambulatorio privato vada valutato con un’attenzione ancora maggiore rispetto a una grande clinica convenzionata che ogni giorno gestisce decine di interventi di ogni tipo.

4. Via da chi ha il bisturi facile. Una volta individuato un candidato con tutti i requisiti, arriva il difficile. Sì, perché le sensazioni che si hanno di persona sono fondamentali e nessuno dovrebbe affidarsi a chi non ispiri la più completa fiducia anche a costo di consultare due o tre professionisti (senza esagerare per non confondersi le idee).
Il buon chirurgo plastico sa ascoltare, consigliare e in qualche caso anche sconsigliare. Bisogna diffidare di chi ha il bisturi facile e promette risultati mirabolanti senza sottolineare i rischi. L’esito di una qualunque plastica dipende anche da fattori che non possono essere tenuti del tutto sotto controllo, come per esempio la capacità della pelle di cicatrizzare. Se un medico mostra un’immagine ritoccata al computer e la spaccia come il risultato certo, è il caso di farsi venire un dubbio.

5. I costi. Un’operazione chirurgica non è un elettrodomestico e i prezzi di saldo spesso nascondono strutture o medici non all’altezza. Quando vi vengono proposte tariffe nettamente sotto la media (come quelle pubblicizzate da società che fanno da intermediarie tra clienti e chirurghi di dubbio livello) è bene insospettirsi.
Massimo Valz Gris – OK La salute prima di tutto

Ultimo aggiornamento: 1 dicembre 2010

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