Negli ultimi anni sempre più uomini si avvicinano alla medicina estetica, soprattutto ai trattamenti con tossina botulinica. Un fenomeno così diffuso da avere ormai un nome preciso: Brotox. Un termine che nasce dall’unione di bro, slang inglese per indicare un amico o, più in generale, l’universo maschile, e botox.
Oggi questo termine racconta qualcosa di più ampio: un cambiamento culturale nel rapporto maschile con il proprio aspetto, la prevenzione dell’invecchiamento e la cura di sé. Sempre più uomini, infatti, considerano il botox non come un trattamento “da celebrità”, ma come parte della cura personale, un po’ come succede già da anni con skincare, palestra o trattamenti dermatologici.
Secondo i dati dell’American Society of Plastic Surgeons (ASPS), le procedure con tossina botulinica sugli uomini sono aumentate di oltre il 380% tra il 2000 e il 2018. Attualmente gli uomini rappresentano circa il 10-20% dei pazienti che si sottopongono a trattamenti estetici non chirurgici. Una crescita che, secondo gli specialisti, continua ancora oggi soprattutto tra gli under 40.
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Perché sempre più uomini fanno il botox
Se in passato il paziente uomo apparteneva soprattutto al mondo dello spettacolo o dell’immagine, oggi il profilo è molto più trasversale. A cambiare è stata soprattutto la percezione sociale della medicina estetica maschile. Oggi non lo fa più solo l’uomo che era già in contatto con il mondo dell’estetica.
C’è una vera tendenza tra i giovani, sempre più vicini alla medicina estetica», spiega il dottor Davide Spadoni, chirurgo maxillo-facciale specializzato in medicina estetica del volto presso MarianettiMED.
A influenzare questa crescita sono diversi fattori:
- social network;
- videocall;
- maggiore attenzione alla skincare maschile;
- progressiva riduzione dello stigma legato ai ritocchi estetici per gli uomini.
Brotox: a che età si inizia
Uno degli aspetti più evidenti del fenomeno Brotox è l’abbassamento dell’età media dei pazienti. Sempre più uomini scelgono il botulino in chiave preventiva, soprattutto per trattare il cosiddetto terzo superiore del volto.
Quali zone trattano gli uomini con il botox
Le zone più richieste sono:
- la fronte;
- le rughe glabellari tra le sopracciglia;
- il contorno occhi;
- le zampe di gallina.
«Il botulino al terzo superiore si fa anche tra i più giovani, in genere dopo i 35-40 anni. L’obiettivo non è nascondere qualcosa: è prendersi cura di sé», osserva Spadoni. L’idea, quindi, non è stravolgere il volto, ma prevenire la formazione delle rughe più profonde e mantenere un aspetto riposato e naturale.
Lo “sguardo da cacciatore”: il trend estetico virale
Anche online l’interesse per il botox maschile è in crescita. Le ricerche legate a termini come “male botox” o “botox for men” sono aumentate negli ultimi anni e molti pazienti arrivano dal medico già informati sui risultati che desiderano ottenere.
«I pazienti sanno già cosa vogliono: il cosiddetto “sguardo da cacciatore”, quello con il sopracciglio aperto. Vengono con riferimenti precisi», racconta il medico. Con questa espressione si indica generalmente uno sguardo più definito, riposato e leggermente “sollevato”, diventato popolare anche sui social e spesso associato a modelli e celebrity.
Differenze tra botox uomo e donna
La tossina botulinica utilizzata è la stessa sia per gli uomini sia per le donne, ma cambia il modo in cui viene impiegata. La muscolatura maschile è infatti generalmente più forte e più marcata. Per questo motivo il trattamento deve essere personalizzato, anche perché il risultato richiesto dagli uomini tende a essere più naturale.
«La muscolatura maschile e l’estetica del volto richiedono spesso approcci differenti. Nell’uomo, se non ci sono esigenze particolari, l’idea è mantenere la mimica facciale. Con la donna, invece, spesso si preferisce un’azione più bloccante», sottolinea Spadoni.
Botox mandibolare e massetere: quando serve
Oltre alla fronte e al contorno occhi, in alcuni casi il botulino viene utilizzato anche nella parte inferiore del volto, soprattutto nella zona della mandibola. Qui il trattamento non serve ad “aumentare” i volumi, come avviene per esempio con i filler, ma ad agire sui muscoli della masticazione, in particolare il massetere, quando risultano molto sviluppati o contratti.
Il rilassamento di questi muscoli può aiutare a rendere il volto più armonico e meno squadrato, ma anche a migliorare problemi funzionali come il bruxismo o il serramento dentale. «Per la mandibola non si tratta di un aumento dei volumi: l’indicazione è diversa, anche per motivi funzionali. È uno degli utilizzi off-label del botulino, che va valutato caso per caso», precisa il chirurgo.
Quanto dura l’effetto Brotox
Gli effetti del botulino non sono immediati. In genere il risultato inizia a comparire dopo alcuni giorni e si stabilizza nel giro di circa due settimane. «Il risultato si apprezza già dopo due settimane, anche se il culmine dell’effetto si raggiunge tra i quattro e i sei mesi. Dipende dalla contrazione muscolare individuale e dalla durata d’azione del farmaco», spiega Spadoni. La durata può quindi variare da persona a persona, anche in base alla forza muscolare, allo stile di vita e alla risposta individuale al trattamento.
La tossina botulinica è sicura?
La tossina botulinica è utilizzata da anni anche in diversi ambiti terapeutici. «Il botulino è tra le molecole con il maggior numero di pubblicazioni scientifiche in letteratura: è un farmaco ampiamente studiato e documentato», afferma Spadoni.
Come per qualsiasi procedura medica, è importante affidarsi a specialisti qualificati. Anche se non è sempre facile riconoscerli. «In caso di qualsiasi dubbio o complicanza, la cosa giusta è rivolgersi sempre allo specialista che ha eseguito il trattamento. Non si improvvisa: chi ha le competenze per trattare sa anche come gestire l’imprevisto».
Il futuro del Brotox e della skincare maschile
Il successo del Brotox riflette un cambiamento più profondo: sempre più uomini iniziano a considerare la skincare e la prevenzione come parte della propria routine di benessere. Per molte donne la cura della pelle comincia presto, con trattamenti e skincare quotidiana.
Per molti uomini, invece, il rapporto con l’estetica nasce spesso solo quando compare un inestetismo da correggere. La sfida futura potrebbe essere proprio questa: trasformare la cura della pelle maschile da intervento occasionale a forma di prevenzione quotidiana.




