Lo smartphone non minaccia il pancione

Lo smartphone non minaccia il pancione

Uno studio norvegese rassicura le future mamme: l'uso del cellulare in gravidanza non altera lo sviluppo cognitivo del bambino

Separarsi dallo smartphone sembra ormai un’impresa impossibile, anche per le mamme in dolce attesa. Alcune usano il telefonino con estrema disinvoltura, lanciandosi in infinite chiacchierate con mamma e amiche; altre, invece, provano a limitarne l’uso cronometrando il tempo che passano in linea, senza mai dimenticare gli auricolari. E la domanda sorge spontanea: i campi elettromagnetici del cellulare rischiano davvero di alterare lo sviluppo neurocognitivo del bambino? A quanto pare no, almeno stando ai risultati di uno studio norvegese pubblicato sulla rivista BMC Public Health.

Timori infondati

«La preoccupazione che i campi elettromagnetici a radio frequenza come quelli dello smartphone possano danneggiare il feto nasce da alcuni studi sperimentali fatti sugli animali con risultati inconsistenti», spiega la coordinatrice della ricerca Eleni Papadopoulou, che lavora presso l’Istituto norvegese di salute pubblica. «Sebbene il nostro sia uno studio osservazionale», quindi non disegnato appositamente per svelare eventuali rapporti di causa-effetto, «i dati raccolti non supportano l’ipotesi che l’uso dello smartphone possa causare effetti avversi sullo sviluppo del linguaggio e delle abilità motorie del bambino».

Lo studio

I ricercatori lo hanno verificato esaminando le abitudini al cellulare di oltre 45.000 donne in gravidanza, i cui figli sono stati poi seguiti fino all’età di cinque anni per evidenziare eventuali anomalie nello sviluppo neurocognitivo. I dati raccolti sono subito apparsi rassicuranti, anzi, per certi versi pure sorprendenti. «Il nostro studio ha rivelato per la prima volta che l’uso del telefonino in gravidanza potrebbe avere addirittura un impatto positivo», spiega il ricercatore Jan Alexander.

Bimbi più smart

«Nello specifico, l’uso dello smartphone in gravidanza è risultato essere associato ad un minor rischio per il bambino di avere problemi motori e di linguaggio all’età di tre anni. Sebbene i dati siano stati rielaborati tenendo conto di importanti fattori socio-demografici, psicologici, nonché della personalità della mamma – spiega Alexander – pensiamo che questo effetto positivo sia probabilmente dovuto a fattori che non sono stati presi in considerazione in questo studio, piuttosto che dall’uso del telefonino in sé».

Niente paura, solo buon senso

«Questo ampio studio indica che l’uso del telefonino in gravidanza non è associato al rischio di un’alterato sviluppo neurocognitivo del feto. Gli effetti benefici che abbiamo riportato – sottolinea Alexander – dovrebbero comunque essere interpretati con cautela, a causa delle limitazioni tipiche di questi studi osservazionali. La nostra scoperta, comunque, dovrebbe per lo meno alleviare le preoccupazioni delle madri sull’uso dello smartphone in gravidanza».

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