Spreco alimentare: i cibi surgelati aiutano a limitarlo?

Ogni famiglia butta via circa 145 chili di cibo ogni anno: in occasione della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare i nostri consigli su come evitarlo "passando" dal freezer

Giornata nazionale di prevenzione
dello spreco alimentare

Circa 145 chili per famiglia. Sono queste, secondo l’Osservatorio nazionale per gli sprechi, le quantità di cibo gettato via nelle nostre case ogni anno. Come dimostrano i dati degli studi condotti dalla Sheffield Hallam University, il 42% degli sprechi alimentari si verifica a livello domestico: la maggior parte finisce direttamente dal frigorifero o dalla tavola nel cassonetto dell’immondizia, perché non consumato entro la data di scadenza oppure perché cucinato in quantità eccessiva.

La giornata 

In occasione del 5 febbraio 2018, V Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, l’Istituto Italiano Alimenti Surgelati (IIAS) ricorda che la lotta agli sprechi alimentari può iniziare dal freezer. Ma che differenza c’è tra un prodotto surgelato e uno congelato? Fino a quanto si conserva? E le proprietà nutrizionali rimangono intatte? Di seguito tutte le risposte.

Surgelato è diverso da congelato

I prodotti surgelati subiscono un procedimento industriale a temperature molto basse (si parte anche da -80°C). Si formano micro-cristalli senza quasi alcun danno per la struttura degli alimenti. Dal punto di vista microbiologico, le basse temperature distruggono i batteri e quindi la qualità dei cibi surgelati è molto alta.

Il congelamento, invece, è una procedura domestica che porta gli alimenti a temperature tra -18°C e -6°C, rallenta la degradazione chimica ed enzimatica dei cibi e arresta la moltiplicazione batterica. I cristalli di ghiaccio che si formano sono di dimensioni maggiori rispetto a quelli prodotti dal surgelamento e possono far “esplodere” le strutture cellulari dei cibi. Al momento dello scongelamento, questi alimenti possono apparire afflosciati a causa della perdita di acqua e di sostanze nutritive: sono di qualità inferiore rispetto ai surgelati.

A lunga conservazione

Un grande vantaggio degli cibi surgelati è la loro lunga durata di conservazione, che permette di utilizzarli prima che si deteriorino. La data che troviamo sopra l’etichetta dei surgelati indica il periodo in cui sono garantite le caratteristiche nutrizionali e organolettiche dell’alimento.

Porzioni e quantità controllate

Quando si compra un surgelato, la quantità acquistata corrisponde a quella che si mangia (niente sbucciature, spinature, lavaggi), con pochi scarti in casa. Si consuma tutto ciò che si acquista e diventa più facile fare la raccolta differenziata dei rifiuti. Ad esempio, quando si compra un pesce surgelato, si mangia il 100% di ciò che si acquista, lasciando alle aziende spine, viscere, squame, pelle, grasso e scarti di ogni genere. Lo stesso accade con gli ortaggi: si mangia tutto ciò che si acquista, lasciando alle aziende bucce, terra, radici.

Come consumare un surgelato

Quando si decide di consumare un prodotto surgelato non bisogna scongelare né a temperatura ambiente, né direttamente in pentola. Lo scongelamento va fatto a temperatura di frigorifero o nel microonde se c’è l’apposita funzione “defrost”. Solo cibi piccoli, come piselli o frutti di mare, si possono scongelare direttamente in pentola o sotto l’acqua corrente fredda.

Quando ri-congelare

Ri-congelare un alimento già scongelato può essere pericoloso? Quando si scongela un alimento, i batteri in esso presenti riprendono la loro attività e iniziano a moltiplicarsi. Il fenomeno rimane limitato se il prodotto viene consumato subito, ma se viene ricongelato e scongelato più volte aumenta il rischio di intossicazione. Per questa ragione, è fondamentale che gli alimenti scongelati non vengano ricongelati, soprattutto se sono di natura animale (carni, pesci, brodi animali, ecc.). I cibi possono essere ricongelati solo se vengono cotti, perché la cottura ha azione battericida e l’alimento cambia il suo stato.

Proprietà nutrizionali

I cibi surgelati sono peggiori dei cibi freschi? Secondo uno studio norvegese il pesce surgelato ha le stesse qualità di quello fresco. A patto che si verifichino tre condizioni: che il pesce sia surgelato subito (alcune aziende hanno gli strumenti per farlo già sulle navi), che rimanga congelato a temperatura bassa e stabile senza interruzioni e che sia decongelato in modo corretto (quindi nel frigorifero).

Via libera da parte dei nutrizionisti anche per la verdura. Il surgelato non solo mantiene inalterati i nutrienti, ma in alcuni casi è addirittura migliore del fresco (soprattutto se la verdura è esposta da diversi giorni o viene conservata in frigo: perde parte del suo potere nutritivo perché va incontro a processi di ossidazione e altre reazioni chimiche). Proprietà nutrizionali inalterate anche per panificati (al massimo perdono fragranza), pasta (meglio senza condimenti), carne (ma dev’essere surgelata in piccole porzioni), legumi (perdono un po’ di sapore, ma sono meglio di quelli in scatola, ricchi di sale). Frutta sempre meglio fresca, ma anche surgelata va bene.

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