Alimentazione

Nell’uva nera c’è un elisir di giovinezza

Basta un grappolo al giorno per fare il pieno di sostanze antietà: gli acini sono ricchi di flavonoidi, antiossidanti che combattono i radicali liberi

Nell’uva fresca e ben matura c’è un concentrato di proprietà benefiche antimalattie e antietà. Un grappolo al giorno, pari a una razione di 150-200 grammi, è un toccasana.
«L’uva aiuta a rimanere giovani per merito delle sostanze antiossidanti», spiega Lucio Lucchin, direttore del Servizio di dietetica e nutrizione clinica dell’Azienda Sanitaria di Bolzano. «Queste sostanze aiutano a combattere i radicali liberi, responsabili del decadimento delle cellule: flavonoidi, polifenoli, tannini, protoantocianidine, resveratrolo. Tutti scudi protettivi e antietà contenuti negli acini».
E le sostanze dei chicchi migliorano il benessere dei vasi sanguigni e la fluidità del sangue, aiutano a ostacolare la comparsa di tumori e rallentano la degenerazione delle cellule cerebrali. «Tutto questo è favorito di più dall’uva nera che da quella bianca, perché contiene una maggiore concentrazione di flavonoidi (circa 20 volte di più)», continua Lucchin.

L’uva bianca per gli ipertesi
Ma anche la bianca ha tante qualità. Tutta l’uva, per quanto riguarda le vitamine, ha la A, la B, la C. Ed è importante sottolineare che è ricca di potassio e povera di sodio, il che vuol dire che fa fare tanta pipì: una meraviglia per chi soffre di malattie renali e per gli ipertesi. Essendo poi completamente priva di grassi e proteine, come tutti i vegetali, può essere di aiuto nelle diete dimagranti.
Ancora: la buona percentuale di acido fosforico e silicio fa bene alla pelle e ai capelli. «Questo l’avevano già scoperto gli antichi», racconta Lucchin,. «La cura dell’uva era già nota 4mila anni fa, tramandata dagli Arabi ai Greci e poi nell’antica Roma, e il medico greco Galeno, nel secondo secolo dopo Cristo, la consigliava per avere cute e chiome toniche e lucenti».
Ma occhio a non esagerare e a non mangiarne troppa perché, come tutti gli alimenti, se se ne abusa a lungo, può dare origine a qualche problemino di stomaco.

Gruppo San Donato

La buccia è lassativa
L’uva è ricchissima di zuccheri: quando è a piena maturazione può arrivare ad averne anche 25 grammi ogni 100 di peso. Da una parte è uno straordinario vantaggio, perché regala energia senza affaticare l’apparato digerente, ma dall’altra può creare problemi nei diabetici o in chi soffre di intolleranza agli zuccheri.
«L’altra grande prerogativa sono le fibre, che si trovano soprattutto nella buccia», dice Lucchin. «Anche qui, attenzione, perché le fibre comportano un effetto lassativo: un formidabile aiuto per gli stitici ma uno svantaggio per chi ha il problema contrario. In questo secondo caso, la soluzione è facile: basta sputare la buccia. Così come pure i semini: è molto meglio non inghiottirli».
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