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La dieta giusta contro la Candida

La candidosi può essere prevenuta e contrastata con una dieta mirata e uno stile di vita adeguato. L'esperta di OK Ersilia Troiano spiega quali sono i cibi più adatti e quali evitare

Un intestino sano, che funziona correttamente, è tra le difese più efficaci contro batteri e virus. Anche la Candida, infezione vulvovaginale provocata da un fungo saprofita (Candida albicans)che ha un alto indice di recidive, può essere prevenuta e contrastata con una dieta mirata e uno stile di vita adeguato. Abbiamo affrontato l’argomento con la dottoressa Ersilia Troiano, dietista presso la Direzione Servizi Educativi e Scolastici del Municipio III di Roma Capitale e Presidente ANDID (Associazione Nazionale Dietisti).

Candidosi: ci sono regole alimentari che aiutano a prevenire e a contrastare le recidive di questa patologia?

Attualmente, non esistono evidenze scientifiche che giustifichino il consumo di particolari alimenti al fine di contrastare la candidosi vulvovaginale e il rischio di recidive. Molti studi che hanno sperimentato l’utilizzo di probiotici e di alimenti come aglio o yogurt sono stati, nel complesso, inconcludenti.
Per quanto riguarda invece gli studi sugli zuccheri semplici, “imputati” di “nutrire” la Candida e quindi non permetterne l’eradicazione, soltanto quelli effettuati in vitro hanno dimostrato l’aderenza della Candida Albicans alle cellule intestinali in presenza di zuccheri (saccarosio, glucosio, fruttosio e maltosio); al contrario gli studi in vivo, ovvero la sperimentazione clinica sulle persone, non hanno dimostrato un aumento significativo della sua crescita nel tratto gastro-intestinale, e dunque l’utilità di eliminarli dalla dieta a scopo preventivo e terapeutico.

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Quali sono gli alimenti “buoni” in caso si soffra di questo disturbo? E quelli da evitare?

Nonostante non ci siano evidenze su alimenti o regole alimentari per prevenire la candidosi, alcune indicazioni alimentari sembrano giovare e produrre una riduzione significativa della sintomatologia. Prima di tutto, l’eliminazione degli alcolici e la riduzione degli zuccheri semplici della dieta (intesi soprattutto come zuccheri aggiunti: zucchero da tavola, bevande zuccherine e gasate). È importante limitare il consumo di prodotti altamente processati (cibi “pronti all’uso” a base di carne, pollame, pesce e verdure; crocchette, hot dog, frutta inscatolata con sciroppo, snack dolci e salati), così come di alimenti ricchi in acidi grassi saturi (formaggi e insaccati).
Questi comportamenti alimentari corretti sono correlati a uno stile alimentare adeguato, fattore che può essere indipendentemente considerato come protettivo nei riguardi del mantenimento di un buono stato di salute.

I probiotici e gli integratori sono da considerarsi un valido alleato?

Le evidenze disponibili sull’utilizzo di probiotici per la prevenzione sono limitate. In ogni caso, il loro utilizzo può essere considerato e va opportunamente valutato con i professionisti sanitari di riferimento (medico e dietista), individualizzandolo sulla base del quadro clinico e del tipo di alimentazione abituale.
Più che integratori, è opportuno assumere alcuni nutrienti “sotto forma” di alimenti. In particolare, le fibre alimentari e gli acidi grassi omega 3.
Le fibre contenute in frutta, verdura, legumi e cereali integrali, rappresentano un valido aiuto per “rinforzare” il sistema immunitario, in quanto la loro fermentazione a livello intestinale garantisce la proliferazione di un flora batterica “sana” che, oltre a rappresentare un fattore protettivo per le malattie tumorali dell’intestino, costituisce una vera e propria barriera contro virus e batteri.
Anche i prodotti alimentari arricchiti con probiotici possono svolgere un effetto protettivo in tal senso, ma non bisogna immaginarne un effetto “miracolistico” o terapeutico, e che prescinda, ad esempio, da un corretto stile di vita.
Per quel che riguarda gli acidi grassi omega 3, contenuti in alimenti quali il pesce azzurro e la frutta a guscio, il loro effetto antiinfiammatorio può essere un ulteriore “supporto” alimentare.

Quale deve essere la durata di una dieta che aiuti a contrastare la candida?

Più che una dieta particolare di una determinata durata, è lo stile alimentare che deve progressivamente virare, attraverso un intervento dietetico individualizzato, a raggiungere un obiettivo di adeguato stile di vita, un peso desiderabile e un pattern alimentare di tipo mediterraneo. La dieta mediterranea è un modello che garantisce non soltanto salute, ma uno stile di vita improntato a minore sedentarietà e maggiore attività fisica. È ritenuta un esempio di dieta sostenibile, assicura la conservazione della cultura del cibo, della biodiversità e della conoscenza degli alimenti locali.

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