Alimentazione

Il tuo snack spezzafame: venti mandorle

Come conferma uno studio recente, una manciata di frutta secca a metà mattina o a merenda regala senso di sazietà e un pieno di vitamina E, calcio e magnesio

Non hai finito le scorte di frutta secca delle feste natalizie? Meglio! Pesca ogni giorno dal cesto una ventina di mandorle come snackspezzafame a metà mattina o a merenda. Non solo la manciata ti regala un senso di sazietà, ma apporta anche nutrienti importanti per il tuo corpo: grassi insaturi, vitamina E, proteine, magnesio, ferro e calcio. E tutto senza farti ingrassare, se moderi le quantità (come tutti i semi oleaginosi, la mandorla è ricca di lipidi e contiene circa 600 calorie per 100 grammi). Anzi: spiluccare questo tipo di frutta secca alle cinque del pomeriggio ti consente di non sbranare un piattone di pasta a cena.
Il suggerimento è ribadito dai risultati di un recente studio dell’University of South Australia di Adelaide e della Purdue University di Lafayette (Stati Uniti) su 137 volontari. Ma come mai le mandorle frenano l’appetito? I ricercatori australiani e americani, come si legge sulle pagine dell’European Journal of Clinical Nutrition, ritengono sia dovuto alla buona quantità di grassi monoinsaturi e di fibre.
Effetto spezzafame a parte, le mandorle racchiudono uno scrigno di virtù. Sono indicate in particolare:
• per chi segue un regime vegetariano, perché rappresentano una buona fonte di proteine;
• per chi ha problemi di pigrizia intestinale, per merito delle fibre (meglio se abbinate a uno yogurt);
• per prevenire l’osteoporosi, grazie all’alto contenuto di calcio ma anche di magnesio, che favorisce la fissazione del calcio nelle ossa;
• per chi soffre di anemia, in quanto sono fra i vegetali più ricchi di ferro.
Le mandorle sono anche una miniera di magnesio (200 mg per 100 g), sostanza responsabile di molti processi metabolici essenziali, come la trasmissione nervosa. In pratica, un buon apporto di questo minerale è una garanzia antistress.
«Sono poi d’aiuto per proteggersi da raffreddore e influenza», spiega la nutrizionista Lucilla Titta (puoi chiederle un consulto), ricercatrice presso il dipartimento di oncologia sperimentale dell’Istituto europeo oncologico di Milano. «Il merito è della vitamina E nascosta sotto il guscio, uno dei nutrienti raccomandati dal ministero della Salute nella stagione fredda perché in grado di rafforzare le difese immunitarie».
Sauro Farri – OK Salute e benessere

Mostra di più
Pulsante per tornare all'inizio